'Per mio figlio', la profumiera, la madre e un incidente d'auto
Roberto Nepoti, ROBERTO NEPOTINovità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile
'Per mio figlio', il thriller alla Chabrol con Devos e Baye
'Per mio figlio', il thriller alla Chabrol con Devos e Baye
Fare spoiler sarebbe — ovviamente — imperdonabile; e tuttavia non sta nella soluzione del quesito, che pure sarà efficace e coinvolgente, l’interesse principale del film. Che ha il merito di osservare gli eventi sotto un'angolatura problematica, ed etica, agli antipodi del solito "revenge movie" all'americana. Se lo spettatore si chiede di continuo come la storia andrà a finire, poco a poco focalizza la propria partecipazione sulle psicologie delle due donne opposte-complementari, dividendo l’empatia tra Emmanuelle Devos, perfetta nella parte della madre determinata e combattuta allo stesso tempo, e Nathalie Baye (ai tempi attrice di Truffaut, Ferreri, Tavernier), eccezionale in quella della profumiera sorridente e truccata di tutto punto, ma anche fragile e piena di dolore segreto. A questo punto ci si aspetterebbe che il regista svizzero, al secondo lungometraggio, si accontentasse di lasciare tutto lo spazio a due interpreti di un tale livello, limitandosi a osservarle. E invece Mermoud mette molta cura anche nei personaggi secondari: il compagno e la figlia adolescente di Marlène, l’ex-marito di Diane. E non solo. La sua cinepresa inquadra i luoghi intorno al lago di Ginevra con un sicuro senso del paesaggio e mette in immagini una Mercedes SL 1972 color moka, che ha tanta parte nell’azione, come un'entità potente e minacciosa.
PER MIO FIGLIO
Regia di Frédéric Mermoud
Con Emmanuelle Devos, Nathalie Baye, David Clavel, Diane Rouxel, Samuel Labarth
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