Spettacoli

IN SALA

'La verità negata', un grande Wilkinson avvocato contro il negazionismo

1 minuti di lettura
La storia del “negazionismo” del saggista inglese David Irving inizia molto prima – nel 1977 della prima edizione del suo La guerra di Hitler – che, nel ‘96, la sua accusa di diffamazione contro la storica ebrea statunitense Deborah Lipstadt conducesse al processo che si sarebbe concluso screditandolo. Il film si fonda sul libro che la Lipstadt avrebbe pubblicato all'indomani, Denial: Holocaust history on trial.

'La verità negata' in sala il processo contro il negazionismo

La donna fu messa nella paradossale condizione di dover dimostrare che l’Olocausto fosse davvero accaduto: Irving aveva sostenuto che Hitler non sapesse nulla del destino degli ebrei, e anche l’inesistenza delle camere a gas. E non fu facile arrivare al punto decisivo, al di là di quelle che il giudice avrebbe potuto interpretare come espressioni della libertà di opinione: la manipolazione e falsificazione dei dati storici da parte di Irving. Film "di servizio", illuminato da splendidi attori britannici: Tom Wilkinson come avvocato della Lipstadt (Rachel Weisz) e Timothy Spall nel ruolo di Irving che in aula si difese da solo.