'Agnus Dei', in quel convento la tragedia diventa un miracolo laico
Roberto Nepoti, ROBERTO NEPOTI
Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
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Un altro film tratto da una storia vera. Questa volta però non tanto per dire, come accade spesso: gli stupri di massa compiuti dall’Armata Rossa nella marcia verso Berlino sono un’orribile verità cancellata dai libri di storia e che era un imperativo morale mostrare. Polonia, dicembre 1945. La giovane volontaria della Croce Rossa Mathilde Beaulieu riceve la visita di una giovane suora, che la supplica di seguirla al suo monastero. Atea per tradizione familiare e per convinzione, la ragazza si chiede cosa abbia da spartire, lei, con le monache. Ma, giunta al convento isolato nella foresta, vi trova una suora incinta. E non solo lei: cinque, sei religiose sono in attesa o già sul punto di partorire. Tutto ciò è il risultato delle aggressioni sessuali della soldataglia russa, che ha violentato a più riprese le poverette e ancora le minaccia. Mathilde si trova presa in una specie di trappola morale; alle prese con le reazioni delle su…
Un altro film tratto da una storia vera. Questa volta però non tanto per dire, come accade spesso: gli stupri di massa compiuti dall’Armata Rossa nella marcia verso Berlino sono un’orribile verità cancellata dai libri di storia e che era un imperativo morale mostrare. Polonia, dicembre 1945. La giovane volontaria della Croce Rossa Mathilde Beaulieu riceve la visita di una giovane suora, che la supplica di seguirla al suo monastero. Atea per tradizione familiare e per convinzione, la ragazza si chiede cosa abbia da spartire, lei, con le monache. Ma, giunta al convento isolato nella foresta, vi trova una suora incinta. E non solo lei: cinque, sei religiose sono in attesa o già sul punto di partorire. Tutto ciò è il risultato delle aggressioni sessuali della soldataglia russa, che ha violentato a più riprese le poverette e ancora le minaccia. Mathilde si trova presa in una specie di trappola morale; alle prese con le reazioni delle suore, che variano dal senso di colpa (hanno contravvenuto al voto di castità?) alla disperazione, dal desiderio di maternità a un travagliato ripensamento sulla propria fede. La francese comprende che il caso è troppo complesso per interpretarlo con le categorie etiche, laiche, cui è abituata.
'Agnus Dei', una storia vera di fede e speranza
Se l’argomento era dei più difficili, Anne Fontaine lo affronta con una misura esemplare. Ne ricava un magnifico film a porte chiuse, quasi interamente isolato nel monastero (che a qualcuno ricorderà il bel film Ida) immerso nelle nevi dell’inverno polacco. L’altro ambiente è l’unità sanitaria francese, dove la sceneggiatura colloca l’unico personaggio maschile, ma tutt’altro che trascurabile: un medico militare ebreo. Pur esponendoci al rischio di stereotipo parlando di qualcosa di complesso e indefinibile come la sensibilità femminile, ebbene: in Agnus Dei c’è una scena che non riusciremmo a immaginare se non diretta da una donna. Quella in cui Mathilde e Maria, l’atea e la religiosa, si abbandonano a un momento di reciproca confidenza vicina all’intimità.
Film fatto di sfumature e mezzitoni, malgrado l’atrocità dell’episodio centrale, quello di Anne Fontaine è straordinariamente raffinato anche sul piano della rappresentazione; dove ogni inquadratura, che sia diurna oppure al lume di lampade evocanti la pittura di La Tour, è meditata e composta come un dipinto. E tuttavia — ecco il piccolo miracolo laico — le scene non sono affatto statiche, ma dinamiche e naturali. Scritto dalla regista assieme a Pascal Bonitzer, critico dei Cahiers du Cinéma passato al cinema attivo, Agnus Dei affronta un tema sensibile, ieri come oggi (gli stupri di guerra si ripetono inesorabilmente) con una pietà senza pietismo, cercando l’umano anche in mezzo al più tetro degli orrori. Fontaine ha il coraggio di sorpassare il limite, spezzare il punto di equilibrio comune alla maggioranza dei film per mostrare le lacerazioni, il dolore, ma anche la forza delle donne. E, per aiutarci a riflettere sul prezzo che le donne pagano alla violenza maschile in ogni conflitto e in ogni tempo, si serve di un cast “misto” (la francese Lou de Laage, Agata Buzek e altre attrici polacche nella parte delle suore) semplicemente perfetto.
AGNUS DEI
Regia di Anne Fontaine
Con Lou de Laage, Agata Buzek, Agata Kulesza, Vincent Macaigne
OOOOO