'La cena di Natale', la famiglia Scagliusi non mantiene la promessa
Paolo D'Agostini
Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile
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Niente da dire se un film leggero assolve con dignità al suo compito. Se poi lo fa all’insegna dell’eccellenza tanto di cappello. Quella che non si può vedere è la sciatteria, e lo spettatore, in questi casi, dovrebbe offendersi. La premessa calza a pennello su La cena di Natale, regia di Marco Ponti che già aveva diretto, con gli stessi personaggi creati da Luca Bianchini, il precedente Io che amo solo te. Sempre la famiglia Scagliusi, sempre Polignano in Puglia. Papà Placido sempre sul punto di lasciare la moglie e ritrovare l’antico amore Maria Pia Calzone che poi è la consuocera: il figlio di lui Scamarcio è sposato con la figlia di lei Chiatti. Ora incinta agli sgoccioli e preoccupata a ragione per le distrazioni del marito. Più altre digressioni, con tutte le rese dei conti che confluiscono nella scadenza natalizia. La materia, risaputa ma anche classica, ci sarebbe. Ma tutto è tirato via e anche laddove la promessa di qualità c’è (Riccardo Scamarcio un po’ più impegnato in un cast di macchiette, una firma di valore sotto la fotografia come Roberto Forza) si disperde.
LA CENA DI NATALE
Regia di Marco Ponti
Con Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti, Michele Placido
OO