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IN SALA

'Free State of Jones', la guerra di McConaughey non è quella di Rossella O’Hara

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile

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Durante la Guerra Civile americana il barelliere Newton Knigh diserta, torna nel Mississippi e forma un piccolo esercito di schiavi e contadini per combattere le angherie delle truppe confederate. Non otterrà l'aiuto dei "liberatori" nordisti; e, a guerra finita, i padroni del cotone faranno votare leggi per ripristinare la schiavitù, spalleggiati dal Ku Klux Klan. Epic basato su un episodio autentico del tipo che non compare nei libri di storia, messo in scena come un Robin Hood delle paludi (cui dà volto un Matthew McConaughey grondante di carisma), ma senza l'allegria della banda di Sherwood. L'importanza del soggetto è superiore al suo trattamento drammaturgico, alquanto schematico e manicheo. Però non capita spesso di vedere un film che è anche una lezione di storia: alla faccia di Rossella O'Hara e dei suoi romantici cavalieri del Sud, la guerra è una partita d'affari combattuta sulla pelle dei poveracci. E il protagonista ha già capito che la questione razziale è questione di lotta di classe.

FREE STATE OF JONES
Regia di Gary Ross
Con Matthew McConaughey, Gugu Mbatha Raw, Mahershala Al