'La mia vita da zucchina', la vita si combatte col pensiero collettivo
Roberto Nepoti
Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile
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Rimasto solo al mondo, un bambino dai capelli blu soprannominato Zucchina entra in una casa-famiglia popolata di ragazzini variamente feriti o abbandonati. Accanto a Camille, Simon, Ahmed e gli altri apprenderà la forza della solidarietà e il valore del pensiero collettivo. C’è voluto un lavoro enorme per realizzare meno di settanta minuti d’animazione.
Barras: "La mia Zucchina in stop motion: pazienza e creatività"
Bisognava dare vita a cinquanta marionette, al servizio di un film (da un libro di Gilles Paris adattato per lo schermo dall’ottima Céline Sciamma) che come pochi altri, per adulti o per bambini, rende appieno il senso della parola “resilienza”: capacità di reagire alle avversità, di volgere in positivo le esperienze più dure. La mia vita da zucchina tratta di dolore con tenerezza, poesia e humour. E l’animazione a fotogramma singolo riprende il mondo ad altezza di bambino come di rado s’era visto. Il pubblico francese ha saputo apprezzare un film (apparentemente) fuori-moda, a priori non facile. C’è da sperare che quello italiano faccia lo stesso.
LA MIA VITA DA ZUCCHINA
Regia di Claude Barras
OOOO e 1/2