Jim Jarmusch, con 'Paterson' storia di un poeta, sua moglie e il cane
Golshifteh Farahani star di 'Paterson' di Jim Jarmusch
La sfida, la scommessa, davvero azzardata, sta proprio in questo flusso costante e apparentemente monotono di piccoli o minuscoli gesti. Paterson che ogni mattina si sveglia per primo e accarezza e bacia la moglie prima di alzarsi e prepararsi. Paterson che esce di casa e ogni giorno raddrizza la cassetta della posta inspiegabilmente sbilenca (scopriremo che si tratta di un dispetto del capriccioso canetto della coppia). Paterson che ogni sera dopo cena fa la stessa identica passeggiatina fermandosi nello stesso bar a bere la stessa birra. E risulta coerente, non una civetteria fuori dal tempo e dal mondo, che Paterson non possieda un telefono né che faccia uso di qualsiasi altra tecnologia. La sua vita si divide tra le ore al volante del suo bus (ogni mattina lo stesso saluto con il collega controllore immigrato indiano che ripete le medesime ma anche spiritose e autoironiche lamentele sui molteplici oneri familiari), le fantasie poetiche, le affettuosità con la bella moglie perfettamente allineata a lui, le passeggiate e gli incontri cordiali con i concittadini.
Un universo irreale? Una favola di semplicità non plausibile? Una favola probabilmente sì. Ma densa di vita e di sentimenti forti. Sentimenti di ribellione alla velocità imposta, al conformismo dell’allineamento forzato agli stessi pseudovalori, al consumo senza guardarsi dentro. Per creare questo piccolo mondo di bellezza e di verità il regista si affida a due giovani interpreti di provenienza molto distante l’una dall’altra. Paterson è Adam Driver, inconsueto già solo nell’aspetto. Obiettivamente non bello, alto e dinoccolato e un po’ goffo come possiamo aver immaginato l’Holden Caulfield di Salinger. Driver ha alternato il mainstream della popolare serie televisiva Girls e dell’episodio VII di Star Wars uscito l’anno passato a impegni autoriali di altro profilo come il bellissimo A proposito di Davis dei Coen e l’ottimo quanto inquietante Hungry Hearts del nostro Saverio Costanzo accanto ad Alba Rohrwacher. Laura è l’attrice iraniana, peraltro bella come il sole, Golshifteh Farahani che abbiamo conosciuta in About Elly di Asghar Farhadi e ritrovata in Pollo alle prugne di Marjane Satrapi. Degno finale dolceamaro.
PATERSON
Regia di Jim Jarmusch
Con Adam Driver, Golshifteh Farahani Kara Hayward, Sterling Jerins, Jared Gilman
OOOOO