'Assassin's creed', con un salto nel tempo Fassbender scopre il mistero dei Templari
Roberto Nepoti, ROBERTO NEPOTI
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Era più di un anno che Assassin's Creed occupava il posto d’onore nella rubrica “i più attesi” dei siti internazionali di cinema. E c'era del vero: adattamento di un popolarissimo videogame, interpretato da attori sulla cresta dell'onda, il blockbuster autorizzava abbondantemente aspettative e curiosità. Coloro che hanno frequentato alla console le molte versioni del gioco sviluppato da Ubisoft ci perdoneranno qualche riga di riassunto. La traccia narrativa è la lotta secolare tra l'ordine dei Templari, che vuole controllare il libero arbitrio dell’Umanità sottoponendola alle proprie regole, e la setta degli Assassini, i quali intendono invece difendere la libertà di decidere. Due filosofie opposte al cui centro finisce Callum Lynch, un condannato che suo malgrado fa da mediatore tra due serie temporali diverse. Mediante una macchina chiama…!-->!-->
Era più di un anno che Assassin's Creed occupava il posto d’onore nella rubrica “i più attesi” dei siti internazionali di cinema. E c'era del vero: adattamento di un popolarissimo videogame, interpretato da attori sulla cresta dell'onda, il blockbuster autorizzava abbondantemente aspettative e curiosità. Coloro che hanno frequentato alla console le molte versioni del gioco sviluppato da Ubisoft ci perdoneranno qualche riga di riassunto. La traccia narrativa è la lotta secolare tra l'ordine dei Templari, che vuole controllare il libero arbitrio dell’Umanità sottoponendola alle proprie regole, e la setta degli Assassini, i quali intendono invece difendere la libertà di decidere. Due filosofie opposte al cui centro finisce Callum Lynch, un condannato che suo malgrado fa da mediatore tra due serie temporali diverse. Mediante una macchina chiamata Animus, un'associazione controllata dagli eredi dei Templari connette Lynch con i ricordi del suo avo Aguilar de Nerha, membro degli Assassini in lotta con l'Inquisizione spagnola del XV secolo. In questo modo il miliardario Alan Rikkin e la sua pupilla Sophia intendono ritrovare il pomo dell'Eden, oggetto magico che permetterebbe ai Templari di portare a compimento il loro piano. Il gioco da console che ha generato il film appartiene al genere detto “stealth”: la cui caratteristica, diversamente dagli elementari videogame “sparatutto”, consiste nell’esigere dal giocatore uno sforzo d’interpretazione.
Assassin's Creed, Michael Fassbender: ''Un viaggio nel tempo per riscrivere la storia''
Se vuole realizzare gli obiettivi che gli si richiedono, questi deve fare esercizio di pazienza e di abilità per sfuggire alle insidie del nemico. Non è difficile intuire come il compito di traduzione dal videogame al film fosse affare irto di difficoltà. Ci si è impegnato, fiducioso, un gruppo di lavoro già sperimentato nella (sopravvalutata) riduzione per lo schermo del Macbeth uscita l'anno scorso: il regista australiano Justin Kurzel (coadiuvato dal suo direttore della fotografia Adam Arkapaw) e le star Michael Fassbender (anche co-produttore) e Marion Cotillard, riciclate dalla diabolica coppia della tragedia shakespeariana a personaggi dell’universo virtuale. Tutto il film è splittato tra le due epoche: il presente, tinto di bluastro, e, a colori caldi con dominante giallo-ocra, il 1492 del crudele inquisitore Torquemada. Uno dei maggiori problemi deriva proprio da qui: a onta delle continue riprese aeree e degli effetti speciali in gran spolvero, l’andirivieni tra le epoche finisce rapidamente per annoiare lo spettatore che, costretto alla stessa passività di Lynch, assiste alle acrobazie di Aguilar e dei suoi confratelli senza che gli sia concesso uno straccio di possibilità d’identificarsi con loro, ridotti a figurine disincarnate a una sola dimensione. Non bastasse, la versione cinematografica fa affiorare un'altra nota stonata, che il videogioco occultava permettendoti di partecipare all’azione: l'universo messo in scena, col suo simbolismo astruso e artificioso, sfiora di continuo il ridicolo. Soprattutto, però, Assassin's Creed è l'ennesima conferma di una regola intuitiva: una volta privato dell'interattività, un videogame è un petardo bagnato che rischia di scontentare soprattutto i suoi fan.
ASSASSIN'S CREED
Regia di Justin Kurzel
Con Michael Fassbender, Marion Cotillard, Jeremy Irons, Brendan Gleeson, Ariane Labed
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