Spettacoli

IN SALA

'Il ragno rosso', due serial killer con l’ossessione di superare se stessi

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile

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Due serial killer in un solo film è quanto offre questo thriller con cui il documentarista polacco Marcin Koszalka esordisce nel lungometraggio di finzione (ma ispirandosi in parte a fatti reali). Uno è un veterinario di mezza età; l’altro è Karol, giovane campione di tuffi affascinato dalle sue imprese criminali. Ci troviamo a Cracovia negli anni Sessanta: città fredda, brumosa e depressiva fotografata con lo squallore poetico caratteristico di certo cinema dell’Est Europa. Il film mette in scena soprattutto l'ossessione di un personaggio perseguitato dall'idea di superare se stesso; però gli aspetti psicologici non sono mai dimostrativi e si guardano bene dal sovrapporsi allo svolgimento narrativo, sempre coinvolgente. Koszalka (che in una situazione evoca con discrezione il classico L'occhio che uccide) elabora uno stile di regia personale che deve molto all’esperienza nel documentario: sceglie sapientemente cosa mostrare e cosa occultare e si concede anche qualche virtuosismo della macchina da presa.

IL RAGNO ROSSO
Regia di Marcin Koszalka
Con Filip Plawiak, Julia Kijowska, Malgorzata Foremniak
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