'Jackie' di Larraìn, una leonessa che affronta l’establishment
Roberto Nepoti
Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
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OOOOOO indimenticabile
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Chi pensa che il biopic sia un genere convenzionale e noioso dovrà fare i conti, d’ora in poi, con Pablo Larraín. A breve distanza dall’eccellente
Neruda, il regista cileno ci propone un’altra biografia fuori dagli standard, incentrando l’azione sui pochi giorni successivi al delitto di Dallas. Protagonista assoluta Jacqueline Kennedy: una Natalie Portman che la macchina da presa marca stretta e che è perfetta nel conferire alla first lady un’espressione — al contempo — risoluta e smarrita.
'Jackie', Natalie Portman ci porta alla Casa Bianca
Da quando, in un documentario, si mostra una padrona di casa (la Casa Bianca) un po’ ingessata e leziosa ai momenti in cui combatte come una leonessa contro l’establishment, perché al Presidente siano resi onori funebri degni di Lincoln. Larraín non intende fare un santino di Jackie; e neppure di John, la cui breve presidenza fu al di sotto del suo mito postumo. Però ci dice che Jackie, quel mito, lo costruì con le sue mani, fedele all’aureo principio secondo cui “se la leggenda diventa realtà, vince la leggenda”.
JACKIE
Regia di Pablo Larraín
Con Natalie Portman, Peter Sarsgaard, Greta Gerwig
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