'La vendetta di un uomo tranquillo', dalla Spagna l’eroe qualunque che si fa vendetta da solo
Roberto Nepoti
Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile
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Scontati otto anni per rapina, Curro torna dalla sua compagna Ana e dal loro bimbo. Non sa però, che lo aspetta anche José, al quale la rapina è costata molto cara. Né che José è diventato un frequentatore del bar di Ana e ha sedotto la donna, risoluto a servirsi di Curro per compiere una vendetta meditata a lungo. Chi pensava che i film di self-justice se li fosse appaltati Liam Neeson potrà ricredersi: La vendetta di un uomo tranquillo, vincitore di 4 Goya (gli Oscar spagnoli), traduce in spagnolo il repertorio del filone rispettando i luoghi deputati del genere, ma parafrasandoli in stile europeo.
"La vendetta di un uomo tranquillo", i primi minuti in anteprima
Invece di accontentarsi della regia efficiente, ma formattata, di Taken la vendetta e derivati, l’esordiente Raul Arevalo (già attore per Almodóvar e Alex de la Iglesia) si produce in un linguaggio sapiente e preciso: alterna i coefficienti dell’inquadratura e i ritmi di montaggio; sceglie attori dai corpi “normali”, anziché da palestrati e da modelle, per rendere il tutto più credibile.
LA VENDETTA DI UN UOMO TRANQUILLO
Regia di Raúl Arévalo
Con Antonio de la Torre, Luis Callejo, Ruth Díaz, Alicia Rubio
OOOO e 1/2