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IN SALA

'Le donne e il desiderio', il sesso c'è ma non è gioioso

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile

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Premiato a Berlino per la sceneggiatura, Le donne e il desiderio esce con un titolo italiano che lo fa sembrare un film erotico. Niente di meno vero, se "erotismo" è la definizione gioiosa del sesso. Qui le scene di accoppiamento non mancano; ma (a cominciare da un rapporto consumato in fretta nei bagni tra una preside e un suo ex-allievo) sono tra le più meste e deprimenti a memoria di cinema. Paragonato da taluni a Xavier Dolan, l'enfant prodige del cinema polacco Tomasz Wasilewski manca del tutto di una delle caratteristiche di cui il collega abbonda: l'umanità. I ritratti di quattro donne polacche – Agata, Iza, Renata e Mazena – sono altrettanti archetipi femminili di donne infelici e fondamentalmente sole. Rinchiudendole all'interno di oscure inquadrature dai colori desaturati, il regista trentaseienne si diverte a torturarle senza lasciarsi sfiorare del minimo senso di pietà. Benché il film pretenda di assumere il punto di vista femminile è – consapevole o meno – un caso lampante di cinema misogino.

LE DONNE E IL DESIDERIO
Regia di Tomasz Wasilewski
Con Julia Kijowska, Magdalena Cielecka, Dorota Kolak, Marta Nieradkiewicz

OO e 1/2