Spettacoli

IN SALA

'7 minuti dopo la mezzanotte', l'elaborazione del lutto in cinque fasi

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile

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Sono passati dieci anni da The Orphanage, ma Juan Antonio Bayona non si è ancora liberato dei suoi fantasmi. Ed è un bene per noi: perché Sette minuti dopo la mezzanotte è un racconto di formazione bello e commovente, una parabola morale che ricorda il migliore cinema di Guillermo del Toro (Il labirinto del fauno).

Conor, dodici anni, è un ragazzino di totale infelicità. La madre è malata terminale; il padre vive lontano; vuole occuparsi di lui la nonna, donna intransigente. Non bastasse, Conor è vittima designata dei bulli della scuola. Finché nei suoi sogni tormentati non entra un mostro: un gigantesco albero parlante che gli narra quattro parabole, pretendendo che sia lui a raccontare la quarta.

Alternando le immagini dal vero con quelle di sintesi e con varie tecniche di animazione, il film parafrasa in forma di fiaba le diverse fasi di elaborazione del lutto (negazione, rabbia, contrattazione, depressione, accettazione) della psicologia. E delinea il carattere del ragazzo con acuta intelligenza. 

7 MINUTI DOPO LA MEZZANOTTE
Regia di Juan Antonio Bayona
Con Lewis MacDougall, Felicity Jones, Sigourney Weaver
OOOO