'Get out - Scappa', bianchi a caccia di neri
Perché Scappa - Get Out, primo film di Jordan Peele (membro del duo comico Key & Peele), è un horror, degno erede dei thriller paranoici in stile John Carpenter. Lo ha prodotto la Blumhouse, quella della serie Paranormal Activity, ma il suo linguaggio è all’opposto dei film precedenti: misurato, accurato, abile a creare malessere senza ricorrere a trucchi da baraccone.
Meno di un mese di lavorazione, un budget di 5 milioni di dollari (diventati 135 al box-office americano, creando un “caso”), il film è un geniale ibrido che contraddice le aspettative con sorprese continue, ma senza mai nuocere alla coerenza narrativa. Se tratta apertamente di razzismo, anzi di una forma inedita di neoschiavismo, lo fa in maniera tutt’altro che semplificatoria.
Tirando in ballo la feticizzazione (razzista) del black people: i neri sono più bravi nello sport, più dotati sessualmente ecc. E soprattutto non facendo degli americani bianchi e ricchi dei fautori di Trump o della Palin. Anzi. Come dice a Chris il padre di Rose: “Ho votato due volte per Obama e, se fosse stato possibile, lo avrei votato ancora”.
SCAPPA - GET OUT
Regia di Jordan Peele
Con Daniel Kaluuya, Allison Williams, Katherine Keener
OOOOO