Condotta in tono di commedia, la prima parte è piacevole. Il paesaggio desertico, in cui è iscritta la futuristica Città Commerciale del Re, conferisce alle situazioni un aspetto surreale e assurdo; esaltato dall'espediente, non nuovo, di osservare tutto con uno sguardo molto americano sugli usi e costumi del Paese "esotico". È il vecchio gioco dello choc di culture, insomma, ma funziona piuttosto bene. Nella seconda parte, invece, il film diretto dal tedesco Tom Tykwer (Lola corre, Profumo storia di un assassino) subisce una decisa sterzata, virando prima al drammatico (le crisi di angoscia del protagonista, rese a forza di immagini deformate, non sono la cosa migliore), poi alla commedia romantica. Quando sboccia l’amore tra l’esule americano e l’accudente dottoressa, con annessi problemi di relazione tra i sessi in un Paese musulmano. Di conseguenza Aspettando il re non riesce a darsi un vero sviluppo narrativo, facendo gravare la continuità della storia unicamente sul personaggio principale. Per fortuna Tom Hanks, in una parte diversa dalle sue più recenti (Il ponte delle spie, Sully), è in grado di sostenere bene il compito: e, liberatosi di certi atteggiamenti piacioni delle commedie di un tempo, non fatica ad accaparrarsi l’empatia e la solidarietà dello spettatore. Lo asseconda un cast di secondi ruoli composito, ma ben scelto, che è un po' il marchio di una coproduzione polifonica (Germania, Usa, Gran Bretagna, Francia). I personaggi femminili sono interpretati dall'attrice britannica di origine bengalese Sarita Choudhury (Mississippi Masala) e dalla danese Sidse Babett Knudsen, mentre l'americano Alexander Black è un'ottima spalla di Tom nella parte del driver arabo Yousef.
ASPETTANDO IL RE
Regia di Tom Tykwer
Con Tom Hanks, Sarita Choudhury, Sidse Babett Knudsen
OOO e 1/2