Spettacoli

IN SALA

'Parliamo delle mie donne', una macabra sorpresa dagli esiti inattesi

Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile

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Già celebre fotografo di guerra, Jacques Kaminsky ha sempre curato di più le sue Leica che le quattro figlie avute da altrettanti letti diversi. Ora, settantenne, si è ritirato in un favoloso chalet sulle Alpi assieme alla nuova compagna. Vi giunge in visita il suo migliore amico, il medico Frédéric, che per renderlo felice ha un’idea balzana: convocare sul luogo le quattro rampolle di Jacques raccontando loro una bugia macabra. Lo stratagemma produrrà esiti diversi da quelli sperati.

Con Parliamo delle mie donne (che arriva in ritardo sui nostri schermi), i film diretti da Claude Lelouch toccano quota quarantaquattro. Dai tempi di Un uomo, una donna - e si parla di mezzo secolo fa - la formula non è cambiata: la vita, l’amore, la morte, l’amicizia e la famiglia con gran spolvero di sentenze e di luoghi comuni; qui rinforzati da immagini della natura e di animali, tra cui un onnipresente aquilotto. Se i personaggi passano a tavola metà del film, Hallyday, Bonnaire e Mitchell sono commensali che non spiace affatto ritrovare.

PARLIAMO DELLE MIE DONNE
Regia di Claude Lelouch
Con Johnny Hallyday, Sandrine Bonnaire, Eddy Mitchell, Irène Jacob, Pauline Lefèvre
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