Novità al cinema, le pagelle dei critici di Repubblica. Per orientarsi nella scelta
LEGENDA
O da evitare
OO si può perdere
OOO si può vedere
OOOO da vedere
OOOOO da non mancare
OOOOOO indimenticabile
1 minuti di lettura
All’età di 59 anni e fresco di pensione dopo una vita di lavoro, il signor Ove ce l’ha col mondo intero. L’indole ossessivo-compulsiva lo spinge a esercitare un controllo maniacale sulla comunità di villette dove abita, rendendosi insopportabile a tutti. La sua vera aspirazione, però, è raggiungere nell’aldilà l’amatissima moglie Sonja: mèta che intende raggiungere tramite suicidio. Venendo, però, interrotto a ogni nuovo tentativo… Adattamento del romanzo L'uomo che metteva in ordine il mondo dello svedese Fredrik Backman (ed. Mondadori), l’anno scorso Mr. Ove è stato tra i candidati al miglior film straniero. Si tratta di una storia di “burbero benefico” che esordisce in modo piuttosto promettente, come una commedia nera con sfumature di cinismo. Via via, però, lo spazio è occupato da flashback sulla giovinezza del protagonista, destinati a spiegare i motivi della sua misantropia; mentre l’uomo comincia a intenerirsi e a permettere che una vicina iraniana e due bimbe buchino il suo carapace. Peccato che in Ove (interpretato da Rolf Lassgard, attore assai noto al pubblico svedese) non si realizzi quella metamorfosi da antipatico a simpatico che era, evidentemente, nelle intenzioni della regia. Verso la fine lo spettatore si ritrova in un feel-good movie in piena regola, una trama di redenzione già vista che gli lascia l’impressione di essere stato manipolato.
MR. OVE
Regia di Hannes Holm
Con Rolf Lassgard, Bahar Pars, Ida Engvoll
OOO