Il ritorno di Mick Hucknall senza Simply Red:
"Un nuovo inizio per provare a sorprendere"
di ERNESTO ASSANTE
Dopo 25 anni, il cantante di Manchester ha deciso di proseguire da solo. Esce l'album "American Soul" e in vista c'è anche una serie di concerti. "C'è la voglia di fare cose nuove, non tanto di liberarsi del passato quanto di non avere più un'etichetta"
Mick Hucknall senza i Simply Red. Finita la venticinquennale avventura con la band (cinquanta milioni di copie vendute, premi, successi e molto altro ancora), il rosso cantante di Manchester ha deciso di proseguire da solo. In realtà da solo lo era già dal 1996, ma per quattordici anni ha mantenuto in vita, con ulteriori successi, il marchio di fabbrica con il quale era diventato famoso. Oggi, dopo l'ultimo tour come Simply Red nel 2010, torna ufficialmente come solista. E lo fa con un disco che da una parte non tradisce le sue origini, le sue radici musicali, i suoi amori giovanili, e dall'altra lo propone come interprete, come cantante puro. L'album si intitola American Soul e propone una serie di classici della musica afroamericana, riletti con lo stile, davvero inconfondibile, di Hucknall.
VIDEO Il trailer di "American Soul"
Mr. Hucknall, com'è la vita dopo i Simply Red?
"Beh, è un nuovo inizio, non c'è che dire. C'è la voglia …
VIDEO Il trailer di "American Soul"
Mr. Hucknall, com'è la vita dopo i Simply Red?
"Beh, è un nuovo inizio, non c'è che dire. C'è la voglia …
Mick Hucknall senza i Simply Red. Finita la venticinquennale avventura con la band (cinquanta milioni di copie vendute, premi, successi e molto altro ancora), il rosso cantante di Manchester ha deciso di proseguire da solo. In realtà da solo lo era già dal 1996, ma per quattordici anni ha mantenuto in vita, con ulteriori successi, il marchio di fabbrica con il quale era diventato famoso. Oggi, dopo l'ultimo tour come Simply Red nel 2010, torna ufficialmente come solista. E lo fa con un disco che da una parte non tradisce le sue origini, le sue radici musicali, i suoi amori giovanili, e dall'altra lo propone come interprete, come cantante puro. L'album si intitola American Soul e propone una serie di classici della musica afroamericana, riletti con lo stile, davvero inconfondibile, di Hucknall.
VIDEO Il trailer di "American Soul"
Mr. Hucknall, com'è la vita dopo i Simply Red?
"Beh, è un nuovo inizio, non c'è che dire. C'è la voglia di fare cose nuove, diverse, non tanto di liberarsi del passato, perché ho amato ed amo i Simply Red e quello che hanno fatto, quanto di non avere più un'etichetta e provare a sorprendere chi mi ascolta. E poi c'è la libertà di decidere cosa fare strada facendo, vedendo quello che accade, come abbiamo fatto in questo caso".
Perché, non era prevista l'uscita di un album solista?
"Certamente sì, ma le cose non sono andate come era previsto che andassero. Io ero in studio lavorando ad un album di brani originali, canzoni nuove, musica di oggi, ma nelle pause, o all'inizio della giornata di lavoro, come "warm up", come riscaldamento, ci mettevamo a suonare e cantare questi grandi brani della soul music americana. Abbiamo iniziato a registrarli per gioco e poi pian piano ci siamo resi conto di avere tra le mani un album, realizzato contemporaneamente all'altro. Abbiamo deciso di pubblicare questo subito e, tra qualche mese, fare uscire il lavoro con i pezzi originali. Non era previsto, è successo, lo trovo fantastico".
Scegliere quali brani cantare in un repertorio così ricco come quello della soul music americana non deve essere stato facile...
"Non mi sono posto il problema, tutto qui. Per come è nato l'album non c'è stato mai un momento in cui a tavolino abbiamo pensato "mettiamo questa, cantiamo quest'altra". No, ho cantato le canzoni che mi piacevano in quel momento, abbiamo costruito il disco con una straordinaria immediatezza e credo che si senta ascoltandolo".
Molti dei brani fanno parte, quindi, del suo bagaglio naturale.
"Sì, sono canzoni con le quali sono cresciuto, canzoni che ho amato moltissimo, che ho sempre portato nel mio cuore, e che quindi canto con particolare piacere. Non mi interessava fare delle "cover", non volevo che ci fosse un possibile paragone con le esecuzioni dei grandi che le hanno portate al successo. Mi piaceva l'idea di cantarle con il mio tono, il mio colore, con grande semplicità, senza presunzione".
Cosa rende queste canzoni così "immortali", perché c'è sempre qualche interprete, da qualche parte nel mondo, pronto a cantarle e un pubblico che ama ascoltarle ancora?
"Perché sono semplici, dirette, immediate, parlano di noi, delle nostre storie, dei nostri dolori come delle gioie. Non c'è finzione, non c'è artificio, e questo le mette al riparo da ogni possibile "invecchiamento". Non solo "oldies" ma "evergreen"".
E' un disco da "crooner"...
"No, se ho fatto qualcosa veramente da crooner l'ho fatta quando ho scritto Someday in my life per Mina, una vera "torch song", perfetta per il crooning. Qui no, anzi ho scelto di non arrangiare i brani in maniera didascalica proprio per evitare l'effetto nostalgia che alcune canzoni potrebbero naturalmente far nascere all'ascolto".
Ora, quindi, si torna in concerto, come Mick Hucknall senza i Simply Red.
"Sì, faremo delle date prima dell'uscita del nuovo album. Un repertorio in cui ci sarà di tutto, i brani dei Simply Red, le canzoni soul di questo disco, e anche qualcosa di nuovo".
VIDEO Il trailer di "American Soul"
Mr. Hucknall, com'è la vita dopo i Simply Red?
"Beh, è un nuovo inizio, non c'è che dire. C'è la voglia di fare cose nuove, diverse, non tanto di liberarsi del passato, perché ho amato ed amo i Simply Red e quello che hanno fatto, quanto di non avere più un'etichetta e provare a sorprendere chi mi ascolta. E poi c'è la libertà di decidere cosa fare strada facendo, vedendo quello che accade, come abbiamo fatto in questo caso".
Perché, non era prevista l'uscita di un album solista?
"Certamente sì, ma le cose non sono andate come era previsto che andassero. Io ero in studio lavorando ad un album di brani originali, canzoni nuove, musica di oggi, ma nelle pause, o all'inizio della giornata di lavoro, come "warm up", come riscaldamento, ci mettevamo a suonare e cantare questi grandi brani della soul music americana. Abbiamo iniziato a registrarli per gioco e poi pian piano ci siamo resi conto di avere tra le mani un album, realizzato contemporaneamente all'altro. Abbiamo deciso di pubblicare questo subito e, tra qualche mese, fare uscire il lavoro con i pezzi originali. Non era previsto, è successo, lo trovo fantastico".
Scegliere quali brani cantare in un repertorio così ricco come quello della soul music americana non deve essere stato facile...
"Non mi sono posto il problema, tutto qui. Per come è nato l'album non c'è stato mai un momento in cui a tavolino abbiamo pensato "mettiamo questa, cantiamo quest'altra". No, ho cantato le canzoni che mi piacevano in quel momento, abbiamo costruito il disco con una straordinaria immediatezza e credo che si senta ascoltandolo".
Molti dei brani fanno parte, quindi, del suo bagaglio naturale.
"Sì, sono canzoni con le quali sono cresciuto, canzoni che ho amato moltissimo, che ho sempre portato nel mio cuore, e che quindi canto con particolare piacere. Non mi interessava fare delle "cover", non volevo che ci fosse un possibile paragone con le esecuzioni dei grandi che le hanno portate al successo. Mi piaceva l'idea di cantarle con il mio tono, il mio colore, con grande semplicità, senza presunzione".
Cosa rende queste canzoni così "immortali", perché c'è sempre qualche interprete, da qualche parte nel mondo, pronto a cantarle e un pubblico che ama ascoltarle ancora?
"Perché sono semplici, dirette, immediate, parlano di noi, delle nostre storie, dei nostri dolori come delle gioie. Non c'è finzione, non c'è artificio, e questo le mette al riparo da ogni possibile "invecchiamento". Non solo "oldies" ma "evergreen"".
E' un disco da "crooner"...
"No, se ho fatto qualcosa veramente da crooner l'ho fatta quando ho scritto Someday in my life per Mina, una vera "torch song", perfetta per il crooning. Qui no, anzi ho scelto di non arrangiare i brani in maniera didascalica proprio per evitare l'effetto nostalgia che alcune canzoni potrebbero naturalmente far nascere all'ascolto".
Ora, quindi, si torna in concerto, come Mick Hucknall senza i Simply Red.
"Sì, faremo delle date prima dell'uscita del nuovo album. Un repertorio in cui ci sarà di tutto, i brani dei Simply Red, le canzoni soul di questo disco, e anche qualcosa di nuovo".