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MUSICA

Editors, una tonnellata d'amore
per divertirsi a stupire ancora

La formazione di Tom Smith offre "A Ton of Love", il singolo (con clip) del quarto disco "The Weight of Love", in uscita a luglio. Il primo settembre suonerà a Villafranca (Vr)

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Si intitola A Ton of Love, e già circola nelle radio, il singolo che gli Editors offrono come aperitivo al loro quarto album registrato a Nashville, The Weight of Love. Uscirà il 2 luglio su etichetta Play It Again Sam e sarà disponibile in cd, doppio cd (con cinque brani supplementari, tre inediti e due acustici), doppio vinile e download digitale. La canzone apripista dell'album nuovo è un'intensa ballata elettrica che ricorda non poco gli U2.
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Nel bene (o forse nel male, chissà) sorprenderà i fan della band di Birmingham, peraltro già scioccati in passato dalle sue svolte stilistiche umorali e repentine. In apparenza il suono degli Editors - marchiato a fuoco sempre e comunque dalla personalità magnetica del cantante Tom Smith, voce profonda e seducente alla Ian Curtis - è tornato alla dimensione elettrica più congeniale degli esordi. Di sicuro c'è che la formazione è cambiata: via il chitarrista Chris Urbanowicz, dentro il suo sostituito Justin Lockey, si è poi aggiunto il tastierista e polistrumentista Elliott Williams.

Prodotto da Jacquire King (già al servizio di Tom Waits, Norah Jones, Of Monsters And Men, Kings Of Leon), mixato da Craig Silvey e registrato praticamente in presa diretta, in un clima da "buona la prima" o quasi, come un live in studio, "l'album ha un piede nell'Alternative Rock/Americana ma allo stesso tempo è quasi inafferrabile", racconta Smith. Il fulcro del disco, dicono gli Editors, è Nothing, un brano prodotto da Clint Mansell. E seppure i testi parlano d'amore, "non aderiscono allo stereotipo della love song tradizionale", giurano.

La pubblicazione del quarto album degli Editors coincide con la ripresa dell'attività live della band, che prenderà parte questa estate ad alcuni dei festival europei più importanti: headliners al Werchter Festival (Belgio) e al Lowlands (Olanda), poi protagonisti in 25 altri festival, tra cui Glastonbury, T In The Park, Reading e Leeds. In Italia arriveranno il primo settembre per una sola data, al Perfect Day Festival del Castello Scaligero di  Villafranca (Verona) insieme a The XX.

Chissà che gli Editors tornino a puntare alle alte quote della popolarità. Zigzagando in passato tra dark rock, reminiscenze new wave anni Ottanta, Joy Division, Echo & The Bunnymen, Depeche Mode, hanno dato la netta impressione di voler rallentare la loro corsa, quasi intimoriti dall'improvvisa popolarità. Perciò hanno cambiato talvolta e anche radicalmente stile, soprattutto tra i due primi dischi - The Back Room del 2005, forte di hits come Munich e Blood, premiato con un Mercury Prize; An End Has a Start, schizzato al primo posto delle classifiche inglesi nell'estate del 2007 - e il terzo In This Light and on This Evening del 2009, prodotto da Flood. Anch'esso arrivato alla vetta delle charts, ma tutto incentrato sul suono dei sintetizzatori e poco o nulla sul robusto telaio chitarristico dei due precedenti.