IN America la considerano un'innovatrice della black music, tra gli artisti più influenti dell'ultimo decennio. E a giudicare dai suoi cinque album di studio, premiati con 14 Grammy Awards, Alicia Keys ha davvero cambiato le regole del soul, come ha scritto Billboard, portando con grande personalità nel pantheon della musica nera le sue radici R&B e hip hop. Anche se, diversamente da ogni altro suo collega, più degli artisti insieme ai quali ha dominato le classifiche di vendita arrivando a superare 35 milioni di dischi venduti, la Keys può vantare un profilo di cantautrice e di autrice richiesta da molti altri cantanti, da Whitney Houston (per la quale scrisse uno dei suoi ultimi successi) a Jennifer Hudson, per arrivare a Emeli Sandé.
Sempre pronta alle collaborazioni, come conferma la lunga lista di compositori e produttori coinvolti nel nuovo album Girl on fire (circa 20, da John Legend a Frank Ocean, dalla stessa Emeli Sandé al produttore Swizz Beatz, che è diventato suo marito e dal quale ha avuto un bimbo che oggi ha due anni), Alicia Keys è anche tra le animatrici di una factory, la Krucial-Keys, che la assiste nella realizzazione delle sue produzioni. Mercoledì 19 giugno verrà in Italia a presentare le canzoni del suo nuovo album in un concerto al Palaolimpico di Torino.
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Signora Keys, la sua famiglia ha origini italiane. Sente questo richiamo delle origini quando si trova in tour in Italia?
"Parte della famiglia di mia madre proviene dalla Sicilia. Ci penso ogni volta che vengo in Italia, vorrei davvero visitare la Sicilia al più presto, è uno dei miei sogni, ma non si è ancora realizzato".
È d'accordo con quanto scritto da Billboard, ovvero che come cantante e cantautrice lei ha cambiato le regole della black music?
"Credo che sia un'affermazione molto potente e mi riempie di orgoglio. Mi piacerebbe che fosse così, però penso che nella musica non ci sia nulla che non sia già stato fatto, in un modo o nell'altro. È già tanto per me poter essere stata influenzata dai tanti grandi artisti che mi hanno preceduto e aver avuto la possibilità di interpretare la musica secondo il mio stile. Credo che la black music si evolva continuamente: io sono cresciuta ascoltando hip hop, è stata quella la mia più grande ispirazione insieme alla musica classica e al soul".
Lei ha detto di aver registrato il suo nuovo album per liberare e dar forza ai suoi fan, ora il suo tour si intitola "Set the world on fire tour": cosa ci dobbiamo aspettare?
"Liberazione e forza: è proprio quello che vorrei riuscire a portare al mio pubblico, e cioè che alla fine del mio show ognuno possa trovare la forza per trovare la propria strada, ovunque voglia andare. È questo ciò che mi interessa realizzare anche con questo album. Ma non c'è di che preoccuparsi, al concerto nonostante il titolo belligerante ci saranno solo vibrazioni positive. Il mondo di Girl on fire è il mondo migliore in cui vivere".
Il team della Krucial-Keys l'assiste nella realizzazione dei suoi album?
"In parte sì, diciamo che ogni mio album è sempre stato il prodotto di un mix tra collaborazioni e brani che compongo e produco da sola. Per questo nuovo disco le cose non sono andate in modo diverso rispetto ai miei dischi precedenti: nella Krucial-Keys ci sono miei collaboratori di vecchia data, ma in questo disco ci sono anche persone con cui non avevo mai scritto nulla prima".
Si scrive sempre dopo aver provato qualcosa o c'è una via professionale nella scrittura di canzoni?
"È una questione interessante: credo che nella maggior parte dei casi io scrivo sulla base di un legame con ciò che ho vissuto, e vado a prendere esattamente quella canzone nel profondo. Ma qualche volta è invece un'emozione istantanea, un sentimento che provo in un preciso momento che mi spinge a correre al piano perché quell'emozione non scappi via. In ogni caso, l'ispirazione deve sempre arrivare da qualcosa di vero o reale, ovvio che se scrivo di cose che ho vissuto posso descrivere bene il sentimento che ho provato, il risultato può essere più elaborato, meno istintivo".
Lei ha realizzato il film Project 5 incontrando cinque donne affette da cancro al seno: cosa pensa di ciò che ha deciso di fare Angelina Jolie?
"Tutti possono scegliere ciò che vogliono, ma avendo fronteggiato situazioni reali e avendo visto ciò che il cancro sempre comporta all'interno di una famiglia so che ognuna delle donne che ho incontrato avrebbe fatto di tutto per proteggere i suoi familiari e se stessa, pur di non avere conseguenze più gravi".
Ha duettato con molti dei più grandi nomi del soul, con chi altro le piacerebbe collaborare?
"Uno su tutti è Prince, sarebbe davvero interessante, e poi Lauryn Hill, la migliore di tutti. Mi piacerebbe inoltre collaborare con qualche artista internazionale, per poter far incontrare i nostri diversi stili musicali".
Quale rapporto ha con New York, la città in cui è nata e cresciuta e alla quale ha dedicato molte delle sue canzoni?
"New York è il posto che più mi rappresenta, c'è l'energia giusta, puoi trovare ogni stile esistente, ogni persona, ogni profumo, ogni cibo, ha ispirato il mio modo di capire la gente e l'arte, è tutto ciò che io sono".
Lei ha lavorato tre volte per il cinema. Tornerà a recitare?
"Appena possibile, c'è già un piano. Appena ci sarà la giusta occasione lo farò".
Sempre pronta alle collaborazioni, come conferma la lunga lista di compositori e produttori coinvolti nel nuovo album Girl on fire (circa 20, da John Legend a Frank Ocean, dalla stessa Emeli Sandé al produttore Swizz Beatz, che è diventato suo marito e dal quale ha avuto un bimbo che oggi ha due anni), Alicia Keys è anche tra le animatrici di una factory, la Krucial-Keys, che la assiste nella realizzazione delle sue produzioni. Mercoledì 19 giugno verrà in Italia a presentare le canzoni del suo nuovo album in un concerto al Palaolimpico di Torino.
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Signora Keys, la sua famiglia ha origini italiane. Sente questo richiamo delle origini quando si trova in tour in Italia?
"Parte della famiglia di mia madre proviene dalla Sicilia. Ci penso ogni volta che vengo in Italia, vorrei davvero visitare la Sicilia al più presto, è uno dei miei sogni, ma non si è ancora realizzato".
È d'accordo con quanto scritto da Billboard, ovvero che come cantante e cantautrice lei ha cambiato le regole della black music?
"Credo che sia un'affermazione molto potente e mi riempie di orgoglio. Mi piacerebbe che fosse così, però penso che nella musica non ci sia nulla che non sia già stato fatto, in un modo o nell'altro. È già tanto per me poter essere stata influenzata dai tanti grandi artisti che mi hanno preceduto e aver avuto la possibilità di interpretare la musica secondo il mio stile. Credo che la black music si evolva continuamente: io sono cresciuta ascoltando hip hop, è stata quella la mia più grande ispirazione insieme alla musica classica e al soul".
Lei ha detto di aver registrato il suo nuovo album per liberare e dar forza ai suoi fan, ora il suo tour si intitola "Set the world on fire tour": cosa ci dobbiamo aspettare?
"Liberazione e forza: è proprio quello che vorrei riuscire a portare al mio pubblico, e cioè che alla fine del mio show ognuno possa trovare la forza per trovare la propria strada, ovunque voglia andare. È questo ciò che mi interessa realizzare anche con questo album. Ma non c'è di che preoccuparsi, al concerto nonostante il titolo belligerante ci saranno solo vibrazioni positive. Il mondo di Girl on fire è il mondo migliore in cui vivere".
Il team della Krucial-Keys l'assiste nella realizzazione dei suoi album?
"In parte sì, diciamo che ogni mio album è sempre stato il prodotto di un mix tra collaborazioni e brani che compongo e produco da sola. Per questo nuovo disco le cose non sono andate in modo diverso rispetto ai miei dischi precedenti: nella Krucial-Keys ci sono miei collaboratori di vecchia data, ma in questo disco ci sono anche persone con cui non avevo mai scritto nulla prima".
Si scrive sempre dopo aver provato qualcosa o c'è una via professionale nella scrittura di canzoni?
"È una questione interessante: credo che nella maggior parte dei casi io scrivo sulla base di un legame con ciò che ho vissuto, e vado a prendere esattamente quella canzone nel profondo. Ma qualche volta è invece un'emozione istantanea, un sentimento che provo in un preciso momento che mi spinge a correre al piano perché quell'emozione non scappi via. In ogni caso, l'ispirazione deve sempre arrivare da qualcosa di vero o reale, ovvio che se scrivo di cose che ho vissuto posso descrivere bene il sentimento che ho provato, il risultato può essere più elaborato, meno istintivo".
Lei ha realizzato il film Project 5 incontrando cinque donne affette da cancro al seno: cosa pensa di ciò che ha deciso di fare Angelina Jolie?
"Tutti possono scegliere ciò che vogliono, ma avendo fronteggiato situazioni reali e avendo visto ciò che il cancro sempre comporta all'interno di una famiglia so che ognuna delle donne che ho incontrato avrebbe fatto di tutto per proteggere i suoi familiari e se stessa, pur di non avere conseguenze più gravi".
Ha duettato con molti dei più grandi nomi del soul, con chi altro le piacerebbe collaborare?
"Uno su tutti è Prince, sarebbe davvero interessante, e poi Lauryn Hill, la migliore di tutti. Mi piacerebbe inoltre collaborare con qualche artista internazionale, per poter far incontrare i nostri diversi stili musicali".
Quale rapporto ha con New York, la città in cui è nata e cresciuta e alla quale ha dedicato molte delle sue canzoni?
"New York è il posto che più mi rappresenta, c'è l'energia giusta, puoi trovare ogni stile esistente, ogni persona, ogni profumo, ogni cibo, ha ispirato il mio modo di capire la gente e l'arte, è tutto ciò che io sono".
Lei ha lavorato tre volte per il cinema. Tornerà a recitare?
"Appena possibile, c'è già un piano. Appena ci sarà la giusta occasione lo farò".