Little Tony, un "urlatore" di classe
che scoprì la rivoluzione del rock'n'roll
ERNESTO ASSANTE
L'artista, scomparso a 72 anni, è stato un innovatore della nostra canzone. Insieme a Celentano e Gianni Morandi contribuì a modificare il gusto del pubblico
SE il rock'n'roll italiano ha un "padre", questo è stato Little Tony. Antonio Ciacci è stato uno dei primi a "scoprire" la rivoluzione del rock'n'roll, a innamorarsi di Elvis. E a predicare il suo verbo per tutta la sua vita. Compagno di Celentano per la leggendaria Ventiquattromila baci nel 1961 a Sanremo, Little Tony arrivava in realtà da una fondamentale esperienza in Inghilterra, dove era arrivato partendo dai Castelli Romani, dove suonava, giovanissimo, assieme ai suoi fratelli. "Little Tony and his brothers", con un nome che richiamava chiaramente Little Richard, in terra inglese s'innamora della nuova musica e quando torna in Italia, a cavallo tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio del nuovo decennio, è lui, con Celentano, il primo a seminare i germi del rock'n'roll.
Gli anni Sessanta lo vedono tra i protagonisti principali, amatissimo dal pubblico, sia dai più giovani che riconoscono in lui uno di quelli che…
Gli anni Sessanta lo vedono tra i protagonisti principali, amatissimo dal pubblico, sia dai più giovani che riconoscono in lui uno di quelli che…
SE il rock'n'roll italiano ha un "padre", questo è stato Little Tony. Antonio Ciacci è stato uno dei primi a "scoprire" la rivoluzione del rock'n'roll, a innamorarsi di Elvis. E a predicare il suo verbo per tutta la sua vita. Compagno di Celentano per la leggendaria Ventiquattromila baci nel 1961 a Sanremo, Little Tony arrivava in realtà da una fondamentale esperienza in Inghilterra, dove era arrivato partendo dai Castelli Romani, dove suonava, giovanissimo, assieme ai suoi fratelli. "Little Tony and his brothers", con un nome che richiamava chiaramente Little Richard, in terra inglese s'innamora della nuova musica e quando torna in Italia, a cavallo tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio del nuovo decennio, è lui, con Celentano, il primo a seminare i germi del rock'n'roll.
Gli anni Sessanta lo vedono tra i protagonisti principali, amatissimo dal pubblico, sia dai più giovani che riconoscono in lui uno di quelli che è in grado di rinnovare la canzone italiana, ma anche dal pubblico più adulto, che trova simpatico "Il ragazzo con ciuffo", che riconosce le sue doti come cantante e lo apprezza soprattutto quando, alla metà del decennio, nel 1966, vende un oltre un milione di copie con la sua "Riderà", seguita l'anno dopo da un altro brano leggendario, "Cuore matto" e poi, nel 1970, "La spada nel cuore" a Sanremo in coppia con Patty Pravo.
La fine del decennio segna anche la fine della sua stagione d'oro, ma a differenza di altri Little Tony era davvero un musicista, e assieme ai fratelli ha continuato, fino alla fine, a suonare dal vivo, centinaia di serate e concerti ogni anno, in Italia e in giro per il mondo, da solo, con altri protagonisti della sua epoca, o con l'altro grande interprete "presleyano" della nostra canzone, Bobby Solo.
Little Tony è stato un innovatore della nostra canzone, un "urlatore" di classe, in grado di mettere elettricità e ritmo in una canzone italiana che non riusciva a non essere rigorosamente melodica, accanto a Adriano Celentano e a Gianni Morandi ha contribuito in maniera fondamentale a modificare il gusto del pubblico nazionale e a far entrare, anche se a piccole dosi, il rock'n'roll nel nostro panorama. Simpatico, allegro, disponibile, Little Tony lascia dietro di se un pugno di canzoni entrate di diritto a far parte della cultura popolare nazionale, canzoni che sono entrate a far parte del lessico collettivo, "Cuore matto" su tutte. Negli ultimi anni, dopo l'infarto che lo aveva colpito nel 2006, aveva rallentato la sua vivacissima attività, ma non aveva smesso di suonare e cantare in ogni parte del mondo.
Gli anni Sessanta lo vedono tra i protagonisti principali, amatissimo dal pubblico, sia dai più giovani che riconoscono in lui uno di quelli che è in grado di rinnovare la canzone italiana, ma anche dal pubblico più adulto, che trova simpatico "Il ragazzo con ciuffo", che riconosce le sue doti come cantante e lo apprezza soprattutto quando, alla metà del decennio, nel 1966, vende un oltre un milione di copie con la sua "Riderà", seguita l'anno dopo da un altro brano leggendario, "Cuore matto" e poi, nel 1970, "La spada nel cuore" a Sanremo in coppia con Patty Pravo.
La fine del decennio segna anche la fine della sua stagione d'oro, ma a differenza di altri Little Tony era davvero un musicista, e assieme ai fratelli ha continuato, fino alla fine, a suonare dal vivo, centinaia di serate e concerti ogni anno, in Italia e in giro per il mondo, da solo, con altri protagonisti della sua epoca, o con l'altro grande interprete "presleyano" della nostra canzone, Bobby Solo.
Little Tony è stato un innovatore della nostra canzone, un "urlatore" di classe, in grado di mettere elettricità e ritmo in una canzone italiana che non riusciva a non essere rigorosamente melodica, accanto a Adriano Celentano e a Gianni Morandi ha contribuito in maniera fondamentale a modificare il gusto del pubblico nazionale e a far entrare, anche se a piccole dosi, il rock'n'roll nel nostro panorama. Simpatico, allegro, disponibile, Little Tony lascia dietro di se un pugno di canzoni entrate di diritto a far parte della cultura popolare nazionale, canzoni che sono entrate a far parte del lessico collettivo, "Cuore matto" su tutte. Negli ultimi anni, dopo l'infarto che lo aveva colpito nel 2006, aveva rallentato la sua vivacissima attività, ma non aveva smesso di suonare e cantare in ogni parte del mondo.