REGGIO EMILIA - Ridare luce ai legami profondi e millenari tra uomini, cavalli e montagne, mentre finisce un'era. È il sogno divenuto realtà di Giovanni Lindo Ferretti che alla storia epica dell'Alpe, contrafforte montuoso dell'Appennino Tosco Emiliano, e dei suoi abitanti, dalla preistoria ai giorni nostri, dedica "Saga. Il canto dei Canti". Lo spettacolo,che esordì lo scorso anno a Reggio Emilia, vi fa ritorno nella cornice dei Chiostri di San Pietro per quattro serate, il 20 (anteprima), 21, 22 e 23 giugno, in concomitanza con l'uscita del disco omonimo, nell'ambito della rassegna "Ora et labora".
L'opera equestre ideata da Ferretti - nata e cresciuta sul crinale tosco emiliano, ormai un pugno di borghi spopolati, da tre residenti e alcuni amici, sedici cavalli e montagne - racconta dell'antico sodalizio tra uomini, cavalli e monti. E lo fa con un teatro contemporaneo "anomalo" che fonda la propria disciplina sull'arte equestre, scegliendo esclusivamente la luce naturale per illuminare lo spazio scenico. E usando la potenza evocativa della parola per farne canto epico, utilizzando la musica per sostenere e amplificare un racconto che affiora dai millenni.
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Cantante di CCCP Fedeli alla Linea, poi di CSI e PGR, protagonista di incursioni nella musica popolare tradizionale con Ambrogio Sparagna, produttore di Ustmamò e di Disciplinatha, da trent'anni protagonista nel mondo della musica e della cultura popolare, Giovanni Lindo Ferretti ha scelto ora di esprimersi con il teatro equestre. "Lo scorso anno - dice Ferretti - eravamo intimoriti dal nostro sogno di realizzare questo spettacolo che diventava realtà e da questo luogo, magnifico e speciale. Quest'anno sappiamo invece che non c'è luogo migliore per uno spettacolo come il nostro, e ringraziamo che in cinquecento anni non abbia mai trovato una collocazione certa, perché è grazie a questo che adesso è perfetto per essere il nostro palcoscenico".
"Il nostro è un teatro anomalo, un work in progress perché è fondato su un branco di cavalli che crescono. Cresce la storia, crescono i cavalli, e speriamo di crescere anche noi", prosegue Giovanni Lindo. "Questo spettacolo parla di noi, delle nostre montagne; aspiriamo a raccontare l'Iliade del nostro mondo: quella storia che va dalla nascita, alla fioritura, all'abbandono delle nostre montagne, quella storia in cui i cavalli hanno la capacità di far fiorire l'abbandono. Il nostro è un teatro che va visto e vissuto, che lascia a bocca aperta i bambini, commuove i vecchi, dona qualcosa di nuovo alle persone perché non si è mai visto niente del genere prima. Il nostro intento non è rievocare il nostro passato ma prepararci al futuro, e vogliamo portare nel nostro futuro questo dono che il creatore ci ha dato: i cavalli".
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Strutturata come libretto d'opera con parole e canto di Giovanni Lindo Ferretti, musicati da Lorenzo Esposito Fornasari ed allestita a cura della Corte Transumante di Nasseta (libera compagnia di uomini, cavalli e montagne), con la collaborazione, per i costumi, di Davide Dall'Osso, in funzione di una messa in scena per un teatro di uomini e cavalli, "Saga, il canto dei Canti" ha come protagonisti i cavalli maremmani e quelli d'Appennino (si chiamano Elegante, Scricciolo, Socrate, Tancredi, Ugolino, Assolo, Assenzio, M. Athos, Verbena, Tetide, Canusie, Cangrande, Enea e Kabul). Insieme a Ferretti, signore delle parole, agiscono Marcello Ugoletti, signore dei cavalli, Cinzia Pellegri, signora della Corte, Omar Natali, Roberto Settimi, Ivan Tessaro, e Mauro de Vergori, cavalieri della Corte, con la partecipazione straordinaria di Roberto Concezzi.