QUANTO amore. Quanta struggente devozione. Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sulla unicità del rapporto che Bruce Springsteen ha stabilito nel corso degli anni coi suoi fan, allora vada a vedere il film Springsteen & I, ancora oggi e domani, a grande richiesta, nelle sale del circuito di Space Cinema, dopo la grande giornata di ieri, con 230 sale sparse in tutta Italia (record assoluto nel mondo, dopo gli Usa che ovviamente hanno un'altra scala territoriale).
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Il film, che sarà programmato in autunno sul canale Sky arte HD, e prima delle feste natalizie verrà pubblicato in dvd, diretto da Baillie Walsh e prodotto da Ridley Scott, ha messo insieme i contributi dei fan arrivati da tutto il mondo (compresa l'Italia): storie, racconti, dediche, segni ardenti di passione e di amicizia, immedesimazione, fratellanza, un coro gioioso, intimo e passionale che racconta quel particolare, imparagonabile legame che lega il Boss al suo pubblico. Alcuni rispondono alla semplice richiesta di definire Springsteen in tre sole parole, e quelle che prevalgono sono "gioia" e "passione", ma anche calore, empatia, ispirazione, integrità; altri raccontano di se stessi, il senso di amicizia che hanno sviluppato a distanza, come le canzoni si siano intrecciate con la loro vita, e sono operai, camionisti, lavoratori, grandi e ragazzini, uomini e donne di ogni condizione sociale, alcuni altri raccontano di incontri ravvicinati, che non sono pochi, vista la costante disponibilità dell'eroe a smarcarsi dai cliché del suo ruolo, a scendere in strada, magari a suonare con un musicista incontrato per caso, a dare sempre qualcosa in più, ad abbracciare la gente, a rimanere "umano" fino in fondo, poco rockstar, molto artista di tutti, generoso e instancabile anche in questo.
Il ritratto che ne esce fuori è commovente, restituisce la storia di un musicista che non ha mai dimenticato di essere soprattutto l'espressione di una comunità, e a questa comunità ideale fa sempre riferimento, come quando in concerto, proprio all'inizio del film dice: "Siamo qui perché c'è un posto dove vogliamo andare, e per riuscirci dobbiamo farlo insieme a voi", sono parole magiche, parte di un codice ferreo che Springsteen ha sempre rispettato, un patto d'onore stabilito col pubblico al momento dei suoi esordi e che non ha mai tradito in quarant'anni di carriera. E se la gente lo segue ancora oggi con immutato rispetto e proprio perché percepisce l'assoluta integrità di questo legame, il motivo per cui un concerto di Springsteen è e sempre sarà un evento unico, irripetibile, ogni sera come se fosse l'ultima, ogni concerto come fosse il più importante della sua vita.
In coda, visto che il documentario realizzato con i video mandati dai fan offre pochi spezzoni musicali, sono stati aggiunti alcuni pezzi del concerto dell'anno scorso a Hyde Park, compreso il finale con Paul McCartney sulle note di I saw her standing there e Twist and shout, prima di un epilogo in cui di nuovo i fan che lo hanno incontrato, grazie al film, raccontano l'abbraccio diretto col Boss, quello che avevano sognato per tanti anni.
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Il film, che sarà programmato in autunno sul canale Sky arte HD, e prima delle feste natalizie verrà pubblicato in dvd, diretto da Baillie Walsh e prodotto da Ridley Scott, ha messo insieme i contributi dei fan arrivati da tutto il mondo (compresa l'Italia): storie, racconti, dediche, segni ardenti di passione e di amicizia, immedesimazione, fratellanza, un coro gioioso, intimo e passionale che racconta quel particolare, imparagonabile legame che lega il Boss al suo pubblico. Alcuni rispondono alla semplice richiesta di definire Springsteen in tre sole parole, e quelle che prevalgono sono "gioia" e "passione", ma anche calore, empatia, ispirazione, integrità; altri raccontano di se stessi, il senso di amicizia che hanno sviluppato a distanza, come le canzoni si siano intrecciate con la loro vita, e sono operai, camionisti, lavoratori, grandi e ragazzini, uomini e donne di ogni condizione sociale, alcuni altri raccontano di incontri ravvicinati, che non sono pochi, vista la costante disponibilità dell'eroe a smarcarsi dai cliché del suo ruolo, a scendere in strada, magari a suonare con un musicista incontrato per caso, a dare sempre qualcosa in più, ad abbracciare la gente, a rimanere "umano" fino in fondo, poco rockstar, molto artista di tutti, generoso e instancabile anche in questo.
Il ritratto che ne esce fuori è commovente, restituisce la storia di un musicista che non ha mai dimenticato di essere soprattutto l'espressione di una comunità, e a questa comunità ideale fa sempre riferimento, come quando in concerto, proprio all'inizio del film dice: "Siamo qui perché c'è un posto dove vogliamo andare, e per riuscirci dobbiamo farlo insieme a voi", sono parole magiche, parte di un codice ferreo che Springsteen ha sempre rispettato, un patto d'onore stabilito col pubblico al momento dei suoi esordi e che non ha mai tradito in quarant'anni di carriera. E se la gente lo segue ancora oggi con immutato rispetto e proprio perché percepisce l'assoluta integrità di questo legame, il motivo per cui un concerto di Springsteen è e sempre sarà un evento unico, irripetibile, ogni sera come se fosse l'ultima, ogni concerto come fosse il più importante della sua vita.
In coda, visto che il documentario realizzato con i video mandati dai fan offre pochi spezzoni musicali, sono stati aggiunti alcuni pezzi del concerto dell'anno scorso a Hyde Park, compreso il finale con Paul McCartney sulle note di I saw her standing there e Twist and shout, prima di un epilogo in cui di nuovo i fan che lo hanno incontrato, grazie al film, raccontano l'abbraccio diretto col Boss, quello che avevano sognato per tanti anni.