SCHIODARLI dagli anni Settanta, dalla old school del rock pesante, è un'impresa titanica. Gli Aerosmith sopravvivono proprio grazie alla malizia che li ha resi maestri: riportare indietro le lancette del tempo, conservando lo spirito e l'attitudine di quell'epoca. E anche la mimica e il look - magari rafforzati dall'utopia del "forever young" inseguita attraverso lifting vigorosi, pure se adesso il cantante dalle labbra smisurate pare un cartoon - piacciono al pubblico per l'assoluta riconoscibilità. D'altronde gli Aerosmith restano fedeli a se stessi sin dalla fondazione, all'alba dei '70. Stesso quintetto, stesse pose, stesse espressioni, ora soltanto un po' stropicciate dal tempo: Steven Tyler, 65 anni, è il front man dalla voce inconfondibile, il chitarrista e coautore Joe Perry (62 anni) il suo ideale alter ego di palco, Brad Whitford l'altra sponda di chitarra, e alle loro spalle galoppa la sezione ritmica, implacabile e metronomica, formata da Tom Hamilton al basso e Joey Kramer alla batteria.
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E allora neanche il sarcasmo della critica specializzata, che in alcuni casi ha bollato come autoparodistico il loro ultimo album di studio (Music from another dimension! del 2012), ha il potere di fermare il boom (eterno?) dei leggendari live show marchiati Aerosmith. Prova ne è il "Back on the road tour" che la banda Tyler ebbe modo di affrontare nella primavera del 2011 in Giappone, quello stesso Giappone colpito a marzo dal terremoto prima e dallo tsunami poi, con devastanti conseguenze sul territorio e il fatale danneggiamento dell'impianto nucleare di Fukishima. A dispetto della tragedia, gli Aerosmith collezionarono sold out ovunque: i fan nipponici accorsero in massa ai loro concerti e la fama dei "toxic twins", gli ex gemelli tossici Tyler & Perry, non si arrestò neppure in quella occasione. L'uscita di Rock for the rising sun nei formati Dvd e Blu Ray documenta adesso quel tour attraverso 17 tracce live e tante scene curiose, toccanti, divertenti e inedite girate nel backstage, a ulteriore e clamorosa testimonianza del rapporto unico che intercorre tra i giapponesi e la rock'n'roll band bostoniana. Tant'è, gli Aerosmith ripartono da Tokio, il prossimo 8 agosto, con l'ennesimo tour nel paese che li ha adottati come figli.
L'industria della musica è stata più che generosa con gli Aerosmith - stiamo parlando di una band che ha venduto più di 150 milioni di dischi, di cui 67 soltanto negli Stati Uniti - e se anche negli ultimi tempi il marchio ha subìto qualche flessione soprattutto negli USA, Steven Tyler può continuare a godersela da nababbo. A dispetto della sua stessa follia. Resta famosa l'intervista in cui candidamente ammise che aveva appreso dal suo commercialista un calcolo scioccante: il gruppo spendeva in stupefacenti, ogni anno, l'equivalente del budget annuale stabilito per l'istruzione da uno stato americano di media grandezza...
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Nella loro carriera, gli Aerosmith hanno piazzato la bellezza di 27 singoli ai primi 40 posti di molteplici classifiche mondiali, con al top del top brani come I don't wanna miss a thing e Walk this way, hanno vinto quattro Grammy Awards e dieci MTV Video Music Awards e dal 2001 hanno un posto riservato nella Rock and Roll Hall of Fame. Ma negli ultimi anni, i due "gemelli" hanno dovuto fronteggiare ben altre emergenze che la giovane concorrenza del rock'n'roll. Tyler ha affrontato un'epatite, è finito in rehab e quando ha accettato di fare il giudice del talent show American Idol mettendo a repentaglio la sopravvivenza stessa degli Aerosmith, Joe Perry - lui pure minato nel fisico, l'età non fa sconti a nessuno: ha dovuto affrontare quattro operazioni al ginocchio, che infine gli è stato asportato e sostituito - pensò seriamente di estrometterlo dalla band. Ma che Aerosmith sarebbero senza il loro cantante sfrontato? Steven Victor Tallarico chiese umilmente scusa ai compagni per i continui problemi che provocava alla band, accettò di ripulirsi e rientrò nei ranghi. La storia continua. Almeno fino alla prossima mattana...
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E allora neanche il sarcasmo della critica specializzata, che in alcuni casi ha bollato come autoparodistico il loro ultimo album di studio (Music from another dimension! del 2012), ha il potere di fermare il boom (eterno?) dei leggendari live show marchiati Aerosmith. Prova ne è il "Back on the road tour" che la banda Tyler ebbe modo di affrontare nella primavera del 2011 in Giappone, quello stesso Giappone colpito a marzo dal terremoto prima e dallo tsunami poi, con devastanti conseguenze sul territorio e il fatale danneggiamento dell'impianto nucleare di Fukishima. A dispetto della tragedia, gli Aerosmith collezionarono sold out ovunque: i fan nipponici accorsero in massa ai loro concerti e la fama dei "toxic twins", gli ex gemelli tossici Tyler & Perry, non si arrestò neppure in quella occasione. L'uscita di Rock for the rising sun nei formati Dvd e Blu Ray documenta adesso quel tour attraverso 17 tracce live e tante scene curiose, toccanti, divertenti e inedite girate nel backstage, a ulteriore e clamorosa testimonianza del rapporto unico che intercorre tra i giapponesi e la rock'n'roll band bostoniana. Tant'è, gli Aerosmith ripartono da Tokio, il prossimo 8 agosto, con l'ennesimo tour nel paese che li ha adottati come figli.
L'industria della musica è stata più che generosa con gli Aerosmith - stiamo parlando di una band che ha venduto più di 150 milioni di dischi, di cui 67 soltanto negli Stati Uniti - e se anche negli ultimi tempi il marchio ha subìto qualche flessione soprattutto negli USA, Steven Tyler può continuare a godersela da nababbo. A dispetto della sua stessa follia. Resta famosa l'intervista in cui candidamente ammise che aveva appreso dal suo commercialista un calcolo scioccante: il gruppo spendeva in stupefacenti, ogni anno, l'equivalente del budget annuale stabilito per l'istruzione da uno stato americano di media grandezza...
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Nella loro carriera, gli Aerosmith hanno piazzato la bellezza di 27 singoli ai primi 40 posti di molteplici classifiche mondiali, con al top del top brani come I don't wanna miss a thing e Walk this way, hanno vinto quattro Grammy Awards e dieci MTV Video Music Awards e dal 2001 hanno un posto riservato nella Rock and Roll Hall of Fame. Ma negli ultimi anni, i due "gemelli" hanno dovuto fronteggiare ben altre emergenze che la giovane concorrenza del rock'n'roll. Tyler ha affrontato un'epatite, è finito in rehab e quando ha accettato di fare il giudice del talent show American Idol mettendo a repentaglio la sopravvivenza stessa degli Aerosmith, Joe Perry - lui pure minato nel fisico, l'età non fa sconti a nessuno: ha dovuto affrontare quattro operazioni al ginocchio, che infine gli è stato asportato e sostituito - pensò seriamente di estrometterlo dalla band. Ma che Aerosmith sarebbero senza il loro cantante sfrontato? Steven Victor Tallarico chiese umilmente scusa ai compagni per i continui problemi che provocava alla band, accettò di ripulirsi e rientrò nei ranghi. La storia continua. Almeno fino alla prossima mattana...