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Locomondo, Dubioza Kolektiv, Skaff-Links...
ecco Ariano Folkfestival, crocevia del mondo

Dal 15 al 18 agosto, in Irpinia, festa grande con la diciottesima edizione della rassegna di world music. Tra i protagonisti anche i "nostri" Alborosie, Enzo Avitabile, Modena City Ramblers.
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ARIANO IRPINO (AV) - Ma chi l'ha detto che i festival più belli e popolari d'Italia sono tutti concentrati al Nord? Sull'Appennino campano si celebra per esempio uno degli eventi di world music più rilevanti dell'intero bacino mediterraneo, l'Ariano Folkfestival. Che quest'anno, dopo aver collezionato nella sua storia oltre duecento band provenienti da ogni angolo del mondo, senza confini di genere (folk, gypsy, jazz, reggae, dub, R'n'B, patchanka, rock meticcio e molto altro ancora) festeggia il diciottesimo compleanno. Da giovedì 15 a domenica 18 agosto, il cartellone prevede quattro giornate fitte di appuntamenti: musica popolare - con più di venti gruppi pronti ad avvicenderarsi sul palco, in una sorta  di giro del mondo che parte dal Vecchio Continente (Italia, Bosnia Erzegovina, Grecia) e raggiunge l'Argentina, la Giamaica, persino il Giappone - e poi dj set, cinema, arte, gastronomia. Più un torneo di scacchi, il trekking urbano, tanti l…
ARIANO IRPINO (AV) - Ma chi l'ha detto che i festival più belli e popolari d'Italia sono tutti concentrati al Nord? Sull'Appennino campano si celebra per esempio uno degli eventi di world music più rilevanti dell'intero bacino mediterraneo, l'Ariano Folkfestival. Che quest'anno, dopo aver collezionato nella sua storia oltre duecento band provenienti da ogni angolo del mondo, senza confini di genere (folk, gypsy, jazz, reggae, dub, R'n'B, patchanka, rock meticcio e molto altro ancora) festeggia il diciottesimo compleanno. Da giovedì 15 a domenica 18 agosto, il cartellone prevede quattro giornate fitte di appuntamenti: musica popolare - con più di venti gruppi pronti ad avvicenderarsi sul palco, in una sorta  di giro del mondo che parte dal Vecchio Continente (Italia, Bosnia Erzegovina, Grecia) e raggiunge l'Argentina, la Giamaica, persino il Giappone - e poi dj set, cinema, arte, gastronomia. Più un torneo di scacchi, il trekking urbano, tanti laboratori creativi (in un'area attrezzata ad hoc per i più piccoli) fino alla zona dedicata al fitness dolce: di tutto, di più e per un pubblico di tutte le età, a prezzi strategicamente contenuti.

Il festival si apre a Ferragosto con i concerti dei bosniaci Dubioza Kolektiv e degli emiliani Modena City Ramblers, la combat-folk band per eccellenza della nostra scena. I Dubioza rappresentano l'identità forte e antagonista della nuova Bosnia, grandi protagonisti nel 2006 di un concerto che richiamò in piazza migliaia di oppositori al governo. Mescolano ingredienti diversissimi tra loro, dal rock all'hip-hop alle battute in levare della musica giamaicana fino alle proprie radici folk, con esiti sorprendenti per impatto emotivo e originalità.

Venerdì 16 il main stage è rigorosamente made in Italy. Sul palco il sassofonista Enzo Avitabile accompagnato dai Bottari di Portico, la forza della musica tradizionale che Jonathan Demme, il regista premio Oscar di Il silenzio degli innocenti, ha contribuito a valorizzare con il documentario Enzo Avitabile music life, passato con successo alla scorsa edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Di scena anche i Figli di madre ignota, una delle band più internazionali (e misconosciute) d'Italia, dalle stravaganze ritmiche da antologia. Zigzagano con andatura forsennata e amfetaminica tra swing, polke sataniche, tarantelle, klezmer e persino psychobilly (sentire per credere: ascoltateli nell'album Combat Disco Casbah). In chiusura di serata, il dub salentino con Insintesi Dub.

Sabato 17 agosto, spazio all'energia contagiosa dei giapponesi Skaff Links, una formazione a nove elementi (sei uomini, tre donne) dalla sezione fiati portentosa, capace di destreggiarsi con ironia grottesca tra lo ska e la black music. Poi le caratteristiche sonorità del rebetiko, grande amore di Vinicio Capossela, frammiste alla patchanka nel progetto dei Locomondo, la band che è l'orgoglio della Grecia. Nato nel 2004, il gruppo ellenico vanta centinaia di concerti e dischi pubblicati in tutta Europa. Vantano oltre tre milioni di visualizzazioni su You Tube della loro Magiko Hali (Magic Carpet), nel video realizzato in Germania nell'estate 2009.

Ariano Folkfestival chiude il cerchio internazionale del progetto, domenica 18 agosto, con il concerto dell'italianissimo Alborosie, da anni riconosciuto come stella di prima grandezza nel Paese di Bob Marley, dove si è trasferito da tempo, richiestissimo come produttore e sessionman. In Irpinia non mancheranno gli episodi del nuovo album Sound the system, cui hanno partecipato guest star di rilievo come Ky-Mani Marley, The Abyssinians e Nina Zilli. E  non finisce qui: l'ultima serata del festival prevede l'intrigante dub live set analogico dell'album The dub side of the moon, reinventato da Victor Rice, già protagonista con gli Easy Star All-stars di quella manipolazione geniale. Accanto a lui Mr. T-Bone con il suo trombone, interattivo con il gioco del dubmaster.