ROMA - Una manciata di potenti canzoni schizzate velocemente al primo posto nella classifica inglese, a cominciare da Feel the love che nell'estate 2012 si impose come la colonna sonora delle Olimpiadi nonostante il brano ufficiale fosse un altro. Poi quei singoli sono diventati l'album di debutto dei Rudimental intitolato Home, nove brani molti dei quali illustrati da una serie di video con la qualità di piccoli film, girati in giro per il mondo: storie vere, temi forti decisi dalla band insieme ai registi ma legati più all'atmosfera creata dalla musica che al testo.
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Un'operazione inedita, per un gruppo pop o rock, che ha portato finora alla realizzazione di 6 video (tutti visibili su YouTube): in quello di Feel the love si racconta ad esempio il recupero dei ragazzi dei ghetti di Philadelphia attraverso l'ippoterapia; in quello di Waiting all night la storia di Kurt Yaeger, un campione di Bmx amputato dopo un incidente a San Francisco con la sua bici; in quello di Not givin' in la storia di violenza e riscatto di due fratelli nelle Filippine; in quello, bellissimo, di Right here il traffico illegale di tigri in India.
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"L'obiettivo finale è di illustrare tutte e nove le canzoni di Home", sottolinea Amir Amor, che dei Rudimental è uno dei quattro membri oltre che il produttore artistico. Amir Amor è l'unico del gruppo a esser nato e cresciuto a Camden e non ad Hackney, il quartiere nella parte nordest di Londra. Ma ad Hackney ha avuto per sei anni il suo studio di registrazione e musicalmente questo vuol dire ritrovarsi a lavorare proprio nel centro del mondo: da Hackney, per citarne soltanto alcuni, provengono artisti come Emeli Sandé e Professor Green, qui si intrecciano le musiche di tutto il pianeta, un portato della massiccia immigrazione: "Hackney assomiglia a molti altri quartieri di Londra" osserva Amor, "cammini e lungo il marciapiede senti arrivare dalle finestre diversi tipi di musica da ogni parte del mondo. Ma la particolarità di Hackney è la forte presenza della comunità caraibica, si ascolta molto dub e reggae: un luogo magico in cui vivere, per un musicista" conclude il produttore.
Arrivato per ultimo nel collettivo di musicisti dei Rudimental ne ha profondamente influenzato lo stile, come ammettono gli altri musicisti Piers Agget, Kesi Dryden e Dj Locksmith: "Senza Amir il nostro album non suonerebbe come suona". Suonano insieme relativamente da poco: "Li ho conosciuti un paio di anni fa quando sono venuti nel mio studio, abbiamo subito cominciato a collaborare. Ci siamo subito intesi, avevamo esperienze simili: siamo stati tutti coinvolti nelle stazioni radio pirata, per lo più illegali. All'inizio degli anni Duemila, dunque prima dell'esplosione delle web radio, le radio pirata erano l'unico modo per far conoscere la tua musica se ti muovevi in ambito garage e dance, erano legate alla scena dei rave degli anni Novanta e quella era musica che le radio ufficiali non passavano".
I Rudimental sono un collettivo aperto e suonano una sorta di soul & bass, ovvero una musica pop dance caratterizzato dallo spirito del vecchio soul. Non è dunque un caso se i cantanti che di volta in volta chiamano a interpretare i loro pezzi abbiano tutti voci importanti: "Molti li abbiamo coinvolti dopo averli ascoltati dal vivo, come John Newman che abbiamo sentito una sera in un pub: avevamo una canzone pronta e sentendolo cantare con una voce pazzesca ci siamo detti che doveva essere lui, così insieme siamo andati subito in studio di registrazione. Proprio il fatto di avere uno studio tutto nostro ci ha trasformato in una famiglia, che di tanto in tanto invita cantanti e artisti a chiudere al meglio un brano. Di solito è la canzone stessa che decide chi dev'essere questo artista: la cosa più importante è che spesso si tratta di un artista esordiente e in questo modo lo aiutiamo ad emergere".
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Un'operazione inedita, per un gruppo pop o rock, che ha portato finora alla realizzazione di 6 video (tutti visibili su YouTube): in quello di Feel the love si racconta ad esempio il recupero dei ragazzi dei ghetti di Philadelphia attraverso l'ippoterapia; in quello di Waiting all night la storia di Kurt Yaeger, un campione di Bmx amputato dopo un incidente a San Francisco con la sua bici; in quello di Not givin' in la storia di violenza e riscatto di due fratelli nelle Filippine; in quello, bellissimo, di Right here il traffico illegale di tigri in India.
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"L'obiettivo finale è di illustrare tutte e nove le canzoni di Home", sottolinea Amir Amor, che dei Rudimental è uno dei quattro membri oltre che il produttore artistico. Amir Amor è l'unico del gruppo a esser nato e cresciuto a Camden e non ad Hackney, il quartiere nella parte nordest di Londra. Ma ad Hackney ha avuto per sei anni il suo studio di registrazione e musicalmente questo vuol dire ritrovarsi a lavorare proprio nel centro del mondo: da Hackney, per citarne soltanto alcuni, provengono artisti come Emeli Sandé e Professor Green, qui si intrecciano le musiche di tutto il pianeta, un portato della massiccia immigrazione: "Hackney assomiglia a molti altri quartieri di Londra" osserva Amor, "cammini e lungo il marciapiede senti arrivare dalle finestre diversi tipi di musica da ogni parte del mondo. Ma la particolarità di Hackney è la forte presenza della comunità caraibica, si ascolta molto dub e reggae: un luogo magico in cui vivere, per un musicista" conclude il produttore.
Arrivato per ultimo nel collettivo di musicisti dei Rudimental ne ha profondamente influenzato lo stile, come ammettono gli altri musicisti Piers Agget, Kesi Dryden e Dj Locksmith: "Senza Amir il nostro album non suonerebbe come suona". Suonano insieme relativamente da poco: "Li ho conosciuti un paio di anni fa quando sono venuti nel mio studio, abbiamo subito cominciato a collaborare. Ci siamo subito intesi, avevamo esperienze simili: siamo stati tutti coinvolti nelle stazioni radio pirata, per lo più illegali. All'inizio degli anni Duemila, dunque prima dell'esplosione delle web radio, le radio pirata erano l'unico modo per far conoscere la tua musica se ti muovevi in ambito garage e dance, erano legate alla scena dei rave degli anni Novanta e quella era musica che le radio ufficiali non passavano".
I Rudimental sono un collettivo aperto e suonano una sorta di soul & bass, ovvero una musica pop dance caratterizzato dallo spirito del vecchio soul. Non è dunque un caso se i cantanti che di volta in volta chiamano a interpretare i loro pezzi abbiano tutti voci importanti: "Molti li abbiamo coinvolti dopo averli ascoltati dal vivo, come John Newman che abbiamo sentito una sera in un pub: avevamo una canzone pronta e sentendolo cantare con una voce pazzesca ci siamo detti che doveva essere lui, così insieme siamo andati subito in studio di registrazione. Proprio il fatto di avere uno studio tutto nostro ci ha trasformato in una famiglia, che di tanto in tanto invita cantanti e artisti a chiudere al meglio un brano. Di solito è la canzone stessa che decide chi dev'essere questo artista: la cosa più importante è che spesso si tratta di un artista esordiente e in questo modo lo aiutiamo ad emergere".