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Lady GaGa show per il nuovo album:
"Voglio uscire dal recinto del pop"

Ha inaugurato l'iTunes Festival presentando le canzoni di Artpop. Alla Roundhouse di Londra è andata in scena una confessione davanti a cinquemila fan: struccata, in perizoma e t-shirt, con qualche lacrima e vari colpi di teatro. Ma musicalmente...
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LONDRA - Si è tolta la maschera in diretta web mondiale. È volata via la parrucca, e subito dopo le forcine, le ciglia finte, il reggiseno di lustrini... alla fine Lady GaGa è rimasta in perizoma e t-shirt, con i capelli scuri che madre natura le ha dato, struccata, come una qualsiasi ragazza che si toglie l'abito della festa, pronta per coricarsi. E così, sciatta come una casalinga, con la voce tremante e qualche lacrima si è confessata con i cinquemila fortunati (e qualche miliardo di fan incollati allo streaming) che avevano ottenuto un ingresso alla Roundhouse di Londra dove ieri sera la regina del pop ha inaugurato l'iTunes Festival. "Mi truccavo perché non  mi piaceva quella che vedevo allo specchio la mattina, per coprire un dolore di cui non ho mai parlato, per arrivare fino a voi. Ma adesso non ne ho più bisogno e l'ultima cosa che vorrei è tornare in quello stato, ma non succederà perché grazie a…
LONDRA - Si è tolta la maschera in diretta web mondiale. È volata via la parrucca, e subito dopo le forcine, le ciglia finte, il reggiseno di lustrini... alla fine Lady GaGa è rimasta in perizoma e t-shirt, con i capelli scuri che madre natura le ha dato, struccata, come una qualsiasi ragazza che si toglie l'abito della festa, pronta per coricarsi. E così, sciatta come una casalinga, con la voce tremante e qualche lacrima si è confessata con i cinquemila fortunati (e qualche miliardo di fan incollati allo streaming) che avevano ottenuto un ingresso alla Roundhouse di Londra dove ieri sera la regina del pop ha inaugurato l'iTunes Festival. "Mi truccavo perché non  mi piaceva quella che vedevo allo specchio la mattina, per coprire un dolore di cui non ho mai parlato, per arrivare fino a voi. Ma adesso non ne ho più bisogno e l'ultima cosa che vorrei è tornare in quello stato, ma non succederà perché grazie a voi, my little monsters, ho imparato ad apprezzare quella che sono".

Doveva essere un minishow per presentare le canzoni del nuovo album, Artpop, che uscirà il 12 novembre, invece è stata un'altra occasione per stupire. Otto canzoni, un'ora di spettacolo che hanno ripagato i più giovani monsters di due giornate interminabili trascorse letteralmente accampati intorno alla Roundhouse, solo per avere il privilegio della prima fila - non di uno stadio ma di un locale in cui da ogni angolo si ha una vista eccellente dello stage.

Motivata dalla recente amicizia con Marina Abramovic, GaGa ha messo a segno un altro colpo di teatro calandosi a sorpresa sul palcoscenico ingabbiata e imbavagliata come Hannibal Lecter; un'apparizione meticolosamente studiata e coreografata - nessun confine tra realtà e finzione, tra GaGa e Germanotta in un frenetico alternarsi di ruoli. Cambi d'abito e di parrucche, trucco, ogni piccolo artificio avviene in scena davanti agli occhi sbigottiti della platea.

Si sporge pericolosamente verso le prime file, grida: "Quando siamo in questo spazio insieme facciamo la cosa più bella del mondo - facciamo l'amore", e non intende quello platonico. Le provocazioni sessuali sono continue; GaGa sa essere seducente come la più smaliziata diva del burlesque, grintosa e rock come Axl Rose, volgare come Cher che canta seminuda sulla portaerei in mezzo ai marinai, astuta come Madonna nel rendere indistinguibile il personaggio dal brand. Vocalmente è potentissima, musicalmente una frana. Il suo circo è prevedibile quando la cantante s'improvvisa predicatrice. Sventola l'amore universale con la stessa convinzione dei Mama's and Papa's e blandisce spudoratamente i fan con frasi a effetto nel goffo tentativo di condividere con i monsters il tormento dell'artista: "Non mi ci trovo nel recinto del pop, io da questo recinto voglio uscire. Posso riuscirci solo grazie a voi".

Ma intanto le nuove canzoni - da Applause a Manicure - sono identiche alle vecchie e il suo Artpop sembra più uno zoo di porci con le ali (che volano sul palco durante l'esibizione di Swine) che il teatro di Ziggy Stardust. E nonostante il veleno che continua a twittare contro l'acerrima rivale, sul palco continua vistosamente a... madonnare.