L'estate 2013 delle grandi performance live viene archiviata fra la soddisfazione dei promoter e quella del pubblico pagante e appagato. Che però lamenta almeno due problemi ricorrenti. Il primo è la scarsa ospitalità di tante location che ospitano i concerti. Il secondo è la reperibilità tutt'altro che semplice, in diverse occasioni, dei biglietti per gli show importanti. Accade per esempio che il meccanismo delle prevendite on line si inceppi, con il rischio di raffreddare l'entusiasmo degli spettatori. All'appassionato capita per esempio di cercare i biglietti per lo show desiderato sul web (per esempio sull'efficiente TicketOne) e di trovarsi subito, appena si aprono le prevendite, davanti al muro impenetrabile del "tutto esaurito". Quello stesso appasionato scopre successivamente che uno o più siti "paralleli" offrono i biglietti del concerto agognato a prezzi "gonfiati". In apparenza, sono privati cittadini a offrire i propri biglietti. E l'offerta è sempre molto variegata per prezzi, settori dello stadio, tipologia del "pacchetto" che a volte comprende anche il trasporto sul luogo dell'evento.
"Con Claudio Maioli e Ligabue abbiamo ingaggiato da tempo la sfida a questi siti di bagarinaggio informatico, tipo Seatwave e Viagogo", assicura Ferdinando Salzano, "e ci siamo organizzati con il biglietto nominale. Però c'è qualcosa che non torna. Come è possibile che all'improvviso, a distanza di qualche settimana da un primo annuncio di 'tutto esaurito' per un determinato concerto, arrivino invece un gran numero di biglietti improvvisamente disponibili? Ecco, mi piacerebbe che tutti i promoter italiani si impegnassero a condurre insieme questa battaglia...".
"Il bagarinaggio elettronico legalizzato esiste purtroppo dappertutto", osserva Trotta. "Evidentemente certe organizzazioni hanno la capacità di attrezzare un gran numero di persone che acquistano in massa i tickets all'apertura delle prevendite. Penso però che qualche responsabilità l'abbiano anche certi artisti, promoter e società che gestiscono pure la vendita dei biglietti. La soluzione c'è: bisognerebbe passare al biglietto nominale, come già alcuni promoter hanno scelto di fare. Personalmente sono contrario perché diventerebbe una schedatura di massa. Senza contare che schedare centinaia di migliaia di spettatori, per gli eventi più imponenti, creerebbe qualche problema supplementare! Forse la soluzione sta nell'avere più coraggio e denunciare le irregolarità, laddove emergono. Ricordo un caso di qualche anno fa, quando alcune società satellite di Ticketmaster tentarono di compiere questo tipo di operazione su Springsteen. I fan cercavano di acquistare i biglietti per il suo show da Ticketmaster, e il link li inviava automaticamente a un'altra società dove i biglietti costavano di più. Bruce ci mise la faccia e denunciò quanto stava accadendo, da lì a poco la vendita di biglietti on line riprese il suo corso regolare!".
L'invasione del "secondary market", l'attività di trading del bagarinaggio informatizzato, induce De Luca alla tentazione di coltivare "cattivi pensieri": "Non so quanti biglietti riescano effettivamente ad accappararsi questi siti, di sicuro se la gente li compra a certi prezzi significa che la domanda è decisamente elevata. Se il costo di un biglietto lievita in maniera così consistente forse vuol dire che il prezzo di partenza che applichiamo agli show non è quello giusto". Morale: il bagarinaggio informatico rischia di danneggiare anche chi si rifiuta di assecondarlo...
"Con Claudio Maioli e Ligabue abbiamo ingaggiato da tempo la sfida a questi siti di bagarinaggio informatico, tipo Seatwave e Viagogo", assicura Ferdinando Salzano, "e ci siamo organizzati con il biglietto nominale. Però c'è qualcosa che non torna. Come è possibile che all'improvviso, a distanza di qualche settimana da un primo annuncio di 'tutto esaurito' per un determinato concerto, arrivino invece un gran numero di biglietti improvvisamente disponibili? Ecco, mi piacerebbe che tutti i promoter italiani si impegnassero a condurre insieme questa battaglia...".
"Il bagarinaggio elettronico legalizzato esiste purtroppo dappertutto", osserva Trotta. "Evidentemente certe organizzazioni hanno la capacità di attrezzare un gran numero di persone che acquistano in massa i tickets all'apertura delle prevendite. Penso però che qualche responsabilità l'abbiano anche certi artisti, promoter e società che gestiscono pure la vendita dei biglietti. La soluzione c'è: bisognerebbe passare al biglietto nominale, come già alcuni promoter hanno scelto di fare. Personalmente sono contrario perché diventerebbe una schedatura di massa. Senza contare che schedare centinaia di migliaia di spettatori, per gli eventi più imponenti, creerebbe qualche problema supplementare! Forse la soluzione sta nell'avere più coraggio e denunciare le irregolarità, laddove emergono. Ricordo un caso di qualche anno fa, quando alcune società satellite di Ticketmaster tentarono di compiere questo tipo di operazione su Springsteen. I fan cercavano di acquistare i biglietti per il suo show da Ticketmaster, e il link li inviava automaticamente a un'altra società dove i biglietti costavano di più. Bruce ci mise la faccia e denunciò quanto stava accadendo, da lì a poco la vendita di biglietti on line riprese il suo corso regolare!".
L'invasione del "secondary market", l'attività di trading del bagarinaggio informatizzato, induce De Luca alla tentazione di coltivare "cattivi pensieri": "Non so quanti biglietti riescano effettivamente ad accappararsi questi siti, di sicuro se la gente li compra a certi prezzi significa che la domanda è decisamente elevata. Se il costo di un biglietto lievita in maniera così consistente forse vuol dire che il prezzo di partenza che applichiamo agli show non è quello giusto". Morale: il bagarinaggio informatico rischia di danneggiare anche chi si rifiuta di assecondarlo...