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"Senza paura", è Giorgia: "Non inseguo più la perfezione, in studio canto come dal vivo"

Nel disco, registrato in gran parte a Los Angeles, anche i duetti con Alicia Keys ("sorprendente, si è presa molto tempo e poi alla fine ha voluto cantare delle frasi in italiano") e Olly Murs che la proiettano in chiave internazionale. "Penso che sia in un certo senso il disco dei miei quarant'anni"

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MA DAVVERO oggi Giorgia è "senza paura", come dice il titolo del suo nuovo album? Di sicuro c'è all'orizzonte un nuovo senso di maturità, una misurata spavalderia che le permette di affrontare con disinvoltura un pezzo di Ivano Fossati (Oggi vendo tutto), di duettare con Alicia Keys (I will pray) o con Olly Murs (Did I lose you) proiettandosi una volta e per tutte in chiave internazionale. E sopra ogni cosa la sua voce, croce e delizia di una cantante, quando si ha un dono, così prezioso e speciale, e ogni volta bisogna chiedersi cosa farne.
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Soprattutto quando, come Giorgia, non si fa puramente l'interprete, ma si creano progetti originali. Il suo nuovo disco suona rotondo e compiuto, con un occhio al suono del mondo, tra strumenti suonati ed elettronica, registrato in gran parte ai Sunset Studios di Los Angeles con musicisti di prim'ordine e l'attenta produzione di Michele Canova. "Sì, penso che sia in un certo senso il disco dei miei quarant'anni, e per la prima volta sono riuscita a cantare in studio come canto dal vivo", racconta Giorgia con malcelata soddisfazione, come fosse l'avvenuto superamento di quelle che potevano essere paure più o meno dissimulate, compresa, per quanto possa sembrare assurdo, per un'artista così dotata, la paura di cantare. "Nello scorso tour iniziavo con Come saprei, e ogni volta mi montava un'emozione fortissima, quasi un attacco di panico, perché mi rendevo conto che stavo subendo una trasformazione. Poi ho imparato a superarlo, e soprattutto sono riuscita a non pensare, a essere più libera, a non farmi distrarre, a non pensare troppo alla precisione assoluta, a un ideale che mi ha molto attaccato mio padre, e questo lavoro alla fine me lo sono ritrovato in studio".
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Più matura lo è di certo, madre da tre anni, e anche disposta ad armonizzare radici antiche, al punto che è andata a vivere nella zona romana del gasometro ("dove lavorava mio nonno, e infatti quando l'ha saputo mio padre è stato molto contento"). Certo, non capita tutti i giorni di avere Alicia Keys nel proprio disco. Ma in fin dei conti non è stato poi così difficile: "Per niente, nel senso che ci ho provato, anche se non credevo mai potesse andare a buon fine. Le abbiamo spedito il pezzo, cantato da me in italiano e lei si è presa del tempo per provare a cantarlo. Sono passati mesi. Poi a sorpresa, a disco praticamente finito, è arrivata la risposta. Lei se l'è fatto tradurre, adattare, ma poi ha voluto cantare delle frasi in italiano, che è ancora più sorprendente".

E così piano piano Giorgia è riuscita a togliersi molte soddisfazioni, ma la più grande è certamente quella di aver potuto incidere un disco che la rappresenta pienamente. "È un punto di incontro di tante cose con cui ho combattuto per anni, senza riuscire ad amalgamarle del tutto, la scrittura, il canto, gli arrangiamenti, diciamo che alla fine è come se mi fossi riunita, completamente". La nuova Giorgia è più consapevole, meno ingenua, ma senza per questo perdere la freschezza della passione del canto, di quel dono che fin da adolescente ha segnato la sua vita, e forse finalmente "senza paura".