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Lorde, la piccola neozelandese dalla grande voce sfida l'industria del sexy pop

Giovedì 7 novembre compie 17 anni ma è già un fenomeno. È esplosa con il singolo "Royals" (60 milioni di visualizzazioni su youtube, due milioni di copie vendute) e pubblica il 3 dicembre il primo album "Pure Heroine". "Sono una femminista e detesto i versi di certe canzoni che trasmettono l'immagine della donna sottomessa per amore..."
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È SULLA bocca di tutti. Molto lodata e molto invidiata. E soprattutto molto attesa, adesso che la pubblicazione del suo primo album, Pure Heroine - con la e finale, perché lei rappresenta l'esatto opposto dell'artista maledetta - è annunciata per il 3 dicembre e l'industria della musica è già in piena fibrillazione. D'altronde lei, Ella Yelich-O'Connor, in arte Lorde, 17 anni il 7 novembre, neozelandese di Devonport, possiede tutti i numeri per sfondare: voce, personalità, grinta, equilibrio. In Italia, come nel resto del mondo, ha fatto il boom al primo colpo, con il singolo Royals. Il brano ha venduto più di 2 milioni di copie, sbaragliando la concorrenza dell'ultima stagione, e il video ha superato in una manciata di mesi i 60 milioni di visualizzazioni su youtube. Royals è da settimane una presenza costante nella Top Ten dei brani più trasmessi dalle radio italiane, è al primo posto dei singoli più scaric…
È SULLA bocca di tutti. Molto lodata e molto invidiata. E soprattutto molto attesa, adesso che la pubblicazione del suo primo album, Pure Heroine - con la e finale, perché lei rappresenta l'esatto opposto dell'artista maledetta - è annunciata per il 3 dicembre e l'industria della musica è già in piena fibrillazione. D'altronde lei, Ella Yelich-O'Connor, in arte Lorde, 17 anni il 7 novembre, neozelandese di Devonport, possiede tutti i numeri per sfondare: voce, personalità, grinta, equilibrio. In Italia, come nel resto del mondo, ha fatto il boom al primo colpo, con il singolo Royals. Il brano ha venduto più di 2 milioni di copie, sbaragliando la concorrenza dell'ultima stagione, e il video ha superato in una manciata di mesi i 60 milioni di visualizzazioni su youtube. Royals è da settimane una presenza costante nella Top Ten dei brani più trasmessi dalle radio italiane, è al primo posto dei singoli più scaricati nel nostro paese e rimbalza ovunque, dai centri commerciali ai teleschermi. È sua la voce calda e appassionata che esalta la colonna sonora dello spot Samsung di cui è protagonista Lionel Messi, il fuoriclasse argentino quattro volte vincitore del Pallone d'oro.

Scoperta all'età di 12 anni da un talent scout della A&R, Scott Maclachlan, che le ha messo a disposizione la crema dei compositori pop contemporanei, Lorde ha saputo sviluppare il suo talento e le sue influenze ((Etta James, Otis Redding, Grimes, Sleigh Bells...) passo dopo passo, ben attenta a non fare il passo più lungo della gamba, soprattutto a non sovraesporsi. Lorde ha un timbro vocale cristallino, un po' ricorda Adele, un po' Christina Aguilera, grazie a una vena pop che volentieri dirotta verso il soul. La sua Royals ha iniziato la scalata internazionale partendo dal vertice della classifica neozelandese dove è rimasta per tre settimane di fila assieme ad altri tre brani (Tennis Court e gli altri estratti da The Love Club Ep), consentendole di conquistare un primo e significativo primato: Lorde è la prima artista neozelandese ad avere quattro propri brani contemporaneamente nella top 20. Non solo. L'uscita di Royals negli Stati Uniti, a giugno 2013, l'ha catapultata nel Gotha delle star in una sola settimana: le sono bastati sette giorni per vendere 85mila copie del suo singolo.

Eppure, lei non si scompone, mantiene un profilo basso e cerca anzi di schermirsi. Dice: "Il video di Royals ha ottenuto milioni e milioni di visualizzazioni e con ciò il mio ego si ritiene abbondantemente soddisfatto. Ma non amo parlare di me, sto bene così, grazie". Eccola, la bocca della semplicità. Con il candore della sua età, e l'atteggiamento di chi fa semplicemente il suo mestiere, cioè la cantante, senza ricorrere a trucchi e mezzucci che l'industria dello spettacolo mette abbondantemente a disposizione delle sue stelle e stelline, Lorde respinge al mittente gli ammiccamenti cari a tante giovani colleghe. "Non sono fissata con le foto su Instgram e poi...". E poi, consapevole del bacino di utenza già conquistato - 620.000 "like" sul suo profilo Facebook - Lorde parla poco, ma quando parla va dritta al bersaglio. "Mi piace la musica pop dal punto di vista musicale. Ma sono una femminista e non mi piace il tema di una canzone di successo come Come & Get It, che recita 'quando sei pronto, vieni a prenderlo da me': sono stanca che le donne vengano ritratte in questo modo". Si riferisce alla canzone di Selena Gomez, stella di casa Disney. Ma ne ha anche per Lana Del Rey, in particolare è critica con i versi dei suoi successi Summertime Sadness e Born To Die. Lorde non ha dubbi: quei testi, che implicano la diffusione dell'idea di sottomissione e svenevole struggimento sentimentale, proprio non giovano alla causa dell'emancipazione femminile. "Penso che molte donne di questa industria non stiano facendo del loro meglio per le ragazze. Ho letto interviste dove certe grandi star dicono 'non sono femminista'...".

Lorde si picca di offrire la sua genuinità, il suo orgoglio, la sua incontaminata onestà intellettuale al servizio dell'universo femminile. Lontana mille miglia dalle provocazioni sexy di Miley Cyrus e Rihanna così come dai teatrini gonfi di coreografie allusive di Lady Gaga (e Madonna prima di lei), Lorde si propone acqua e sapone ai coetanei. Ma anche lei è finita sotto la lente di ingrandimento delle polemiche. Una blogger femminista popolare negli USA, Veronica Bayetti Flores, sostiene per esempio che alcuni versi del suo successo Royals sono esplicitamente razzisti. Questi: "But everybody's like Cristal, Maybach, diamonds on your time piece", cioè "Tutti amano il Cristal (costosissimo champagne, ndr), la Maybach (auto di lusso, ndr) e i diamanti sul proprio orologio". E sul suo blog chiarisce: "Non è una critica all'accumulazione della ricchezza, che avrei apprezzato, ma un'affermazione fortemente razzista. Perché sparare merda sulla gente di colore?". Lorde non ha risposto, il suo staff nemmeno, ma qualcuno fa notare che la cantante non è americana e che quell'identificazione con la gente di colore è semplicemente arbitraria.

Sia quel che sia, è sicuro che adesso, con l'uscita dell'album, la piccola Lorde passerà sotto i raggi X e dovrà dimostrare grande temperamento e invidiabile saldezza di nervi per passare incolume attraverso le polemiche, le cattiverie e i paragoni che inevitabilmente le cuciranno su misura. Il peggio deve ancora venire. Lei pare attrezzata al cimento e fa suo il vecchio adagio popolare: quel che non uccide fortifica...