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Mogol: "L'inno lumbard? Maroni lo vuole rock"

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ROMA  -  Scrivere l'inno della Lombardia. Un compito non piccolo, che il governatore Maroni ha affidato a Mogol. Un inno che ancor prima di nascere è già diventato oggetto di polemiche.

Mogol, com'è nato questo progetto?
"Mi sono incontrato con Maroni per una collaborazione che la mia scuola ha con la regione. Durante quell'incontro Maroni mi ha chiesto cosa ne pensavo di scrivere l'inno della Lombardia e l'idea non mi è sembrata male, sono legato alla mia terra. Ho pensato che sarebbe stato difficile trovare una cosa giusta. Poi però mi sono ricordato di una canzone cheavevo scritto con Lavezzi, "Per la gloria", dedicata a Chico Mendez. Su questa musica ho scritto un primo testo, realizzato un provino e ho mandato il tutto a Maroni per fargli avere un'idea del lavoro.

Maroni le ha risposto?
"È passato un po' di tempo, non ho saputo più nulla fino a ieri, quando qualcuno mi ha detto che a Maroni non era piaciuta. Si è scatenato il putiferio, hanno cominciato a telefonarmi tutti per capire cosa era successo".

Ma lei con Maroni ha parlato?
"Certo, lui mi ha chiamato, per dirmi che era tutto un malinteso, che lui voleva solo una musica un po' più rock, che lui era un rockettaro. Ora, io l'inno non lo scrivo per Maroni ma per la Lombardia, ma questo non vuol dire che non accetti suggerimenti. Insomma da un nulla è nata una montagna di balle, e questo lo trovo sconfortante".

Di che parla l'inno?
"Come sempre scrivo per me, anche quando scrivo per gli altri sono autobiografico, se gli altri si riconoscono evviva. Ora con Lavezzi ci impegneremo per non deludere nessuno...".