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Luca Carboni: "Bologna, è qui la festa". Evento live con le star per i 30 anni di carriera

Il 20 dicembre, al Paladozza, il concerto del cantante con molti artisti che hanno collaborato al suo album "Fisico e politico": Jovanotti, Elisa, Ferro, Antonacci. "È un modo per raccontare la mia storia con gradni artisti di generazioni diverse". E a febbraio, via al tour

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BOLOGNA - "È quasi Natale e a Bologna che freddo che fa", cantava Luca Carboni. Oggi come allora parte da Milano la sua prima idea per il concertone che lo vedrà tornare sulle scene, ma poi sceglie Bologna, e il PalaDozza, dove s'innamorò del basket e dove un incontro con Ron aprì la strada alla sua carriera. Invece che mamma e papà, ad aspettarlo ci sarà tutta la città, il 20 dicembre, nella data zero di un tour che partirà a febbraio 2014, e in una festa a cui parteciperanno molti degli artisti che con lui hanno collaborato per la raccolta Fisico e politico. Jovanotti, Biagio Antonacci, Tiziano Ferro ed Elisa i primi ad avere entusiasticamente detto sì a Carboni.

Il cantautore dal fisico bestiale ci teneva a presentare in grande stile il suo ritorno sulle scene. Quella del 20 dicembre a Bologna non sarà una data come le altre, perché serve a festeggiare 30 anni di carriera, e vedere tante star della musica leggera assieme sul palco non è da tutti i giorni. "Un modo per raccontare la mia storia artistica assieme a grandi artisti di generazioni diverse che entusiasticamente hanno detto sì, scegliendo tra le mie canzoni quelle che hanno lasciato un segno in loro", spiega Carboni. Oltre ai big già confermati, sono attese nuove adesioni tra chi ha lavorato con Carboni per Fisico e politico, più altri ospiti ancora. "Non voglio rovinare la sorpresa a chi verrà al palazzetto, ma sarà tutto un grande racconto di questi 30 anni fatto di parole, immagini, sensazioni".
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La scelta del luogo dove organizzare questa festa natalizia non è certo casuale. Bologna, intanto, "nonostante eventi del genere si facciano di solito a Roma o Milano", che sono pure le prime città cui Carboni aveva pensato. "È casa mia, la città dove sono nato e cresciuto e che mi ha dato gli stimoli da cui s'è formata la mia storia musicale. Non fossi vissuto a Bologna probabilmente non farei questo mestiere". Città di cantautori e riferimenti importanti, da Dalla a Guccini, "ma anche con un grande sottosuolo indipendente e di nicchia che ha sempre stimolato e cui anche il pop deve molto". E poi, il PalaDozza, il palasport della Fortitudo, che fu anche della Virtus, nel cuore della città e vicino a casa di Carboni. "Qui vidi le mie prime partite di basket, qui ci giocai da piccolo - ricorda - ma qui posai anche le prime pietre della mia carriera: un giorno ero a vedere la Virtus, incontrai Ron al bar del palazzetto e gli chiesi se potesse ascoltare le mie canzoni. Mi disse di passare una sera da Vito (ristorante molto noto in città, ndr), io ci andai con una busta con i miei testi, ci trovai Dalla e gli Stadio e glieli lasciai". Da quella sera a tavola parte la storia di Carboni cantautore, chiamato per scrivere i testi per gli Stadio. Certo, la zona del palasport di piazza Azzarita rievoca anche ricordi dolorosi, "gli amici che da giovane ho visto andarsene per colpa dell'eroina".
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Ma tant'è, la vita, e 30 anni di carriera, sono fatti da luci e ombre, da gioie e dolori. E Carboni vuole raccontarla in tutti i suoi aspetti, ora che è tornato a casa. A febbraio partirà un tour in tutte le città italiane, "ovviamente non potrò portare con me tutti gli ospiti del 20 dicembre - puntualizza  - ma cercherò comunque di raccontare in modo simile i miei 30 anni di carriera, senza nostalgia".