Niccolò Contessa, in arte I Cani: "Racconto quel poco che so, è meglio di niente"
Gianni Santoro, <em class="author">GIANNI SANTORO</em>È la grande rivelazione del mondo indie rock. Ha appena pubblicato il secondo album "Glamour" ed è già in tour. Nella sua Roma torna con due date sold out, il 4 e il 5 dicembre al Circolo degli artisti. Il nuovo video, che vi presentiamo in anteprima, è ispirato a "Merda d'artista" di Piero Manzoni
ROMA - Il più mainstream del mondo indie. Il più indie del mondo mainstream. Il più odiato. Il più amato. Il più hipster. No: il fustigatore dei costumi hipster. E ancora: il più romanocentrico. Anzi, di più: il cantore di Roma Nord. Di Niccolò Contessa se ne dicono tante. E il loro esatto contrario. Il responsabile del progetto I Cani negli ultimi anni ha diviso il pubblico e la critica come solamente gli artisti con una proposta forte sanno fare. Al debutto folgorante nel 2010 con il brano "I pariolini di 18 anni" ("comprano e vendono cocaina", dice il testo, "animati da un generico quanto autentico fascismo") seguì il primo album intitolato appunto "Il sorprendente album d'esordio dei Cani". Qualcuno gridò al miracolo, altri a una nuova truffa del pop. Nessuno rimase indifferente al suo pop elettronico e soprattutto ai testi schietti e diretti che non si nascondono dietro m…
ROMA - Il più mainstream del mondo indie. Il più indie del mondo mainstream. Il più odiato. Il più amato. Il più hipster. No: il fustigatore dei costumi hipster. E ancora: il più romanocentrico. Anzi, di più: il cantore di Roma Nord. Di Niccolò Contessa se ne dicono tante. E il loro esatto contrario. Il responsabile del progetto I Cani negli ultimi anni ha diviso il pubblico e la critica come solamente gli artisti con una proposta forte sanno fare. Al debutto folgorante nel 2010 con il brano "I pariolini di 18 anni" ("comprano e vendono cocaina", dice il testo, "animati da un generico quanto autentico fascismo") seguì il primo album intitolato appunto "Il sorprendente album d'esordio dei Cani". Qualcuno gridò al miracolo, altri a una nuova truffa del pop. Nessuno rimase indifferente al suo pop elettronico e soprattutto ai testi schietti e diretti che non si nascondono dietro metafore e figure retoriche.
Contessa, 27 anni, è tornato da poco con il secondo lavoro, "Glamour", più maturo e ancora più a fuoco nella sua analisi disincantata, che di glamour non ha molto e anzi canta la noia e la routine della vita quotidiana dei giovani alla ricerca di forme inedite di bellezza. Inizia con una dichiarazione d'intenti, "Introduzione": "Non mi commuovono le storie coi sensi di colpa, non m'interessa l'opinione di chi la sa lunga: io voglio raccontare e che mi si racconti, perché anche il poco che sappiamo è meglio di niente". E tra un testo scientifico sull'inutilità dei desideri espressi alle stelle cadenti la notte del 10 agosto ("San Lorenzo") e il racconto di un lavoro serio ottenuto con un concorso ministeriale ("Storia di un impiegato") c'è "Storia di un artista", che prende spunto dalla biografia dell'artista Piero Manzoni, morto per un infarto non ancora trentenne. È il nuovo singolo estratto dall'album, di cui presentiamo qui in anteprima il video.
"Un paio di anni fa eravamo a Milano per suonare", spiega Niccolò, "e la notte, non ricordo assolutamente come, trovai su internet la testimonianza di un amico sulla morte di Piero Manzoni: una figura di cui in realtà non sapevo quasi nulla, anche perché non ho chissà che cultura in fatto di storia dell'arte. Me la sono appuntata, e col tempo mi è venuta l'idea di scriverci un pezzo. Il fatto che quest'anno ricorra il cinquantesimo anniversario della morte è una coincidenza del tutto fortuita".
Il video si ispira appunto alle opere di Manzoni, compresa quella dirompente intitolata "Merda d'artista". "Abbiamo contattato il regista Luca Lumaca, che aveva già girato il nostro clip di Wes Anderson, qualche mese prima che uscisse il disco, e siamo arrivati insieme a decidere che il brano che meglio si adattava al tipo di immaginario e di tecniche di Luca potesse essere Storia di un artista, proprio per la possibilità di 'giocare' con le opere di Piero Manzoni che sono già, per loro natura, abbastanza ludiche".
Nel clip, inutile dirlo, non compare Contessa, che ha scelto di farsi fotografare solamente con buste in testa per nascondere il volto. In concerto invece il suo volto e quello dei musicisti che lo accompagnano non sono nascosti. "Sì, il periodo delle buste è finito. Direi che non ci mancano particolarmente, soprattutto da un punto di vista respiratorio".
E nei video? Fedele all'idea di non mostrarti? "Assolutamente no. Prima era troppo prevedibile comparire, adesso sarebbe troppo prevedibile non comparire mai".
Il nuovo tour arriva a Roma per due date sold out, il 4 e il 5 dicembre al Circolo degli artisti. Bilancio provvisorio di queste prime esibizioni dopo l'uscita di "Glamour"? Com'è oggi il pubblico dei Cani? È più giovane? È cresciuto? "È difficile fare valutazioni molto precise sul pubblico di un concerto, visto dal buio di un palco: anche perché se pure l'età media è leggermente aumentata, in prima fila continuano a esserci i più giovani. Siamo molto contenti dell'accoglienza dei brani nuovi: in particolare il pezzo con cui chiudiamo i concerti (no spoiler) era abbastanza una scommessa, ma per ora direi che è andata benone".
Dopo Roma il tour dei Cani prosegue a Firenze (6 dicembre, Viper). Milano (il 12 ai Magazzini Generali), il 13 all'Estragon di Bologna e il 14 al Demodè di Bari. Aprono i concerti i Testaintasca, compagni di etichetta per la 42 Records.
Contessa, 27 anni, è tornato da poco con il secondo lavoro, "Glamour", più maturo e ancora più a fuoco nella sua analisi disincantata, che di glamour non ha molto e anzi canta la noia e la routine della vita quotidiana dei giovani alla ricerca di forme inedite di bellezza. Inizia con una dichiarazione d'intenti, "Introduzione": "Non mi commuovono le storie coi sensi di colpa, non m'interessa l'opinione di chi la sa lunga: io voglio raccontare e che mi si racconti, perché anche il poco che sappiamo è meglio di niente". E tra un testo scientifico sull'inutilità dei desideri espressi alle stelle cadenti la notte del 10 agosto ("San Lorenzo") e il racconto di un lavoro serio ottenuto con un concorso ministeriale ("Storia di un impiegato") c'è "Storia di un artista", che prende spunto dalla biografia dell'artista Piero Manzoni, morto per un infarto non ancora trentenne. È il nuovo singolo estratto dall'album, di cui presentiamo qui in anteprima il video.
"Un paio di anni fa eravamo a Milano per suonare", spiega Niccolò, "e la notte, non ricordo assolutamente come, trovai su internet la testimonianza di un amico sulla morte di Piero Manzoni: una figura di cui in realtà non sapevo quasi nulla, anche perché non ho chissà che cultura in fatto di storia dell'arte. Me la sono appuntata, e col tempo mi è venuta l'idea di scriverci un pezzo. Il fatto che quest'anno ricorra il cinquantesimo anniversario della morte è una coincidenza del tutto fortuita".
Il video si ispira appunto alle opere di Manzoni, compresa quella dirompente intitolata "Merda d'artista". "Abbiamo contattato il regista Luca Lumaca, che aveva già girato il nostro clip di Wes Anderson, qualche mese prima che uscisse il disco, e siamo arrivati insieme a decidere che il brano che meglio si adattava al tipo di immaginario e di tecniche di Luca potesse essere Storia di un artista, proprio per la possibilità di 'giocare' con le opere di Piero Manzoni che sono già, per loro natura, abbastanza ludiche".
Nel clip, inutile dirlo, non compare Contessa, che ha scelto di farsi fotografare solamente con buste in testa per nascondere il volto. In concerto invece il suo volto e quello dei musicisti che lo accompagnano non sono nascosti. "Sì, il periodo delle buste è finito. Direi che non ci mancano particolarmente, soprattutto da un punto di vista respiratorio".
E nei video? Fedele all'idea di non mostrarti? "Assolutamente no. Prima era troppo prevedibile comparire, adesso sarebbe troppo prevedibile non comparire mai".
Il nuovo tour arriva a Roma per due date sold out, il 4 e il 5 dicembre al Circolo degli artisti. Bilancio provvisorio di queste prime esibizioni dopo l'uscita di "Glamour"? Com'è oggi il pubblico dei Cani? È più giovane? È cresciuto? "È difficile fare valutazioni molto precise sul pubblico di un concerto, visto dal buio di un palco: anche perché se pure l'età media è leggermente aumentata, in prima fila continuano a esserci i più giovani. Siamo molto contenti dell'accoglienza dei brani nuovi: in particolare il pezzo con cui chiudiamo i concerti (no spoiler) era abbastanza una scommessa, ma per ora direi che è andata benone".
Dopo Roma il tour dei Cani prosegue a Firenze (6 dicembre, Viper). Milano (il 12 ai Magazzini Generali), il 13 all'Estragon di Bologna e il 14 al Demodè di Bari. Aprono i concerti i Testaintasca, compagni di etichetta per la 42 Records.