"20,000 Days on Earth", un docu-film
per celebrare Nick Cave, stacanovista del rock
Flavio Brighenti, <em class="author">FLAVIO BRIGHENTI</em>
È dedicato al musicista australiano il film di Iain Forsyth e Jane Pollard che sarà presentato al Sundance Film Festival 2014. Intanto esce un altro disco dal vivo, "Live from KCRW", dal tour di "Push the sky away"
DA TEMPO ama definirsi "un impiegato della musica", un po' per vezzo, un po' per condividere con il suo pubblico la ferrea e salvifica autodisciplina che si è imposto, dopo i tanti baratri schivati per miracolo nel suo passato "dazed and confused" di tossicodipendente. Oggi Nick Cave è un autentico stacanovista del rock, e non solo. Suona, canta, scrive, compone, recita, immagina, agisce, architetta versi e trame, sogna in grande e non si ferma mai. Musica, letteratura, cinema: ogni arte ha il potere di sedurlo e di risucchiarlo tra le sue forme, i suoi tempi, i suoi stilemi, e ad ogni chiamata lui risponde "pronto".
Adesso il cantante australiano è protagonista del nuovo video di "Higgs Boson Blues", uno dei brani del suo ultimo album "Push The Sky Away", tra i più osannati dalla critica in questo 2013 non esattamente prolifico di dischi memorabili: il video, diretto da Iain Forsyth e Jane Pollard, offre …
Adesso il cantante australiano è protagonista del nuovo video di "Higgs Boson Blues", uno dei brani del suo ultimo album "Push The Sky Away", tra i più osannati dalla critica in questo 2013 non esattamente prolifico di dischi memorabili: il video, diretto da Iain Forsyth e Jane Pollard, offre …
DA TEMPO ama definirsi "un impiegato della musica", un po' per vezzo, un po' per condividere con il suo pubblico la ferrea e salvifica autodisciplina che si è imposto, dopo i tanti baratri schivati per miracolo nel suo passato "dazed and confused" di tossicodipendente. Oggi Nick Cave è un autentico stacanovista del rock, e non solo. Suona, canta, scrive, compone, recita, immagina, agisce, architetta versi e trame, sogna in grande e non si ferma mai. Musica, letteratura, cinema: ogni arte ha il potere di sedurlo e di risucchiarlo tra le sue forme, i suoi tempi, i suoi stilemi, e ad ogni chiamata lui risponde "pronto".
Adesso il cantante australiano è protagonista del nuovo video di "Higgs Boson Blues", uno dei brani del suo ultimo album "Push The Sky Away", tra i più osannati dalla critica in questo 2013 non esattamente prolifico di dischi memorabili: il video, diretto da Iain Forsyth e Jane Pollard, offre una nuova versione live del brano registrato in occasione dello shooting del videoclip ai Three Mills Studios di Londra. Ed è come una prova generale, perché Forsyth e Pollard sono gli stessi registi di "20,000 Days on Earth", il docu-film che debutterà al Sundance Film Festival 2014, il festival del cinema indipendente che si terrà a Park City, nello Utah, dal 16 al 26 gennaio. "20,000 Days on Earth" è la rappresentazione romanzata di 24 ore nella vita di Nick Cave, ispirata da un calcolo dello stesso musicista - oggi cinquantaseienne - sul tempo che ha trascorso sulla Terra.
I due registi sono partiti infatti per il loro lavoro da un'annotazione scribacchiata da Cave nel suo diario - in cui scopriva di aver raggiunto i 20.000 giorni di vita - ottenendo totale libertà di riprendere la vita privata e pubblica del loro attore. Gli hanno piazzato le telecamere nelle stanze di casa, a Brighton, nell'auto, nello studio londinese dove il musicista si reca quotidianamente, manco fosse un travet. "Il fuoco sacro dell'ispirazione non scende dal cielo. L'ispirazione è un bisogno che va alimentato", dice l'artista. "E perciò io vado in ufficio tutte le mattine, per cercarla... Ci vado tra le 8 e le 9, ogni giorno, e lì non trovo alcuna distrazione: solo una tastiera e una scrivania". Elementi che evidentemente corrispondono al suo nutrimento quotidiano del processo creativo, che trova poi il conforto galvanizzante del pubblico con l'uscita dei dischi - un fiume inarrestabile a proprio nome, con i Bad Seeds, con i Grinderman, o magari soltanto con il fido "partner in crime" Warren Ellis - e i tour ricorrenti, per non parlare dell'altra gratificante versione di scrittore cinico e disincantato, quello di "La morte di Bunny Munro", la storia di un uomo crudele e ripugnante nella cui parabola si può leggere un bisogno di catarsi e redenzione.
Il docu-film intreccia immagini catturate dalla vita vera di Cave, insieme ai figli, nel lavoro con Ellis e i suoi collaboratori abituali - "Entro in studio con una manciata di idee, ancora da formare, in stato larvale. Sono i Bad Seeds a trasformarle in oggetti meravigliosi. Chiedete a chiunque li abbia visti al lavoro. Se parliamo di puro istinto per la creatività, sono sicuramente diversi da chiunque altro al mondo" - con altre immagini di "realtà costruita", come la chiamano gli autori. Alludono alle lunghe sequenze improvvisate su un canovaccio prestabilito, sequenze che, per esempio, ci mostrano l'artista mentre guida la sua auto e in compagnia della cantante Kylie Minogue si scioglie in confidenze e considerazioni sul senso della vita. "La macchina", confida Cave, "è il posto in cui i miei pensieri si materializzano nella forma delle persone che hanno avuto un ruolo nella mia storia".
Intanto, in attesa del film in cui Forsyth e Pollard ci conducono all'interno del processo creativo di Cave, lui non si fa mancare nulla e si specchia con piacere narcisistico nell'ennesima registrazione discografica, su disco, delle sue imprese dal vivo. Si intitola "Live from KCRW" ed è appena uscito, sostenuto - come spesso accade all'autore delle "Murder Ballads" - dalla "ola" virtuale della critica musicale e dallo zoccolo duro dei fan, che è sempre più ampio e sempre più granitico. L'album dal vivo presenta una formazione ridotta (Nick Cave, Warren Ellis, Martyn Casey, Jim Sclavunos e Barry Adamson) che rimodella i brani di "Push The Sky Away" e rivisita con nuovi arrangiamenti alcuni classici del passato.
Adesso il cantante australiano è protagonista del nuovo video di "Higgs Boson Blues", uno dei brani del suo ultimo album "Push The Sky Away", tra i più osannati dalla critica in questo 2013 non esattamente prolifico di dischi memorabili: il video, diretto da Iain Forsyth e Jane Pollard, offre una nuova versione live del brano registrato in occasione dello shooting del videoclip ai Three Mills Studios di Londra. Ed è come una prova generale, perché Forsyth e Pollard sono gli stessi registi di "20,000 Days on Earth", il docu-film che debutterà al Sundance Film Festival 2014, il festival del cinema indipendente che si terrà a Park City, nello Utah, dal 16 al 26 gennaio. "20,000 Days on Earth" è la rappresentazione romanzata di 24 ore nella vita di Nick Cave, ispirata da un calcolo dello stesso musicista - oggi cinquantaseienne - sul tempo che ha trascorso sulla Terra.
I due registi sono partiti infatti per il loro lavoro da un'annotazione scribacchiata da Cave nel suo diario - in cui scopriva di aver raggiunto i 20.000 giorni di vita - ottenendo totale libertà di riprendere la vita privata e pubblica del loro attore. Gli hanno piazzato le telecamere nelle stanze di casa, a Brighton, nell'auto, nello studio londinese dove il musicista si reca quotidianamente, manco fosse un travet. "Il fuoco sacro dell'ispirazione non scende dal cielo. L'ispirazione è un bisogno che va alimentato", dice l'artista. "E perciò io vado in ufficio tutte le mattine, per cercarla... Ci vado tra le 8 e le 9, ogni giorno, e lì non trovo alcuna distrazione: solo una tastiera e una scrivania". Elementi che evidentemente corrispondono al suo nutrimento quotidiano del processo creativo, che trova poi il conforto galvanizzante del pubblico con l'uscita dei dischi - un fiume inarrestabile a proprio nome, con i Bad Seeds, con i Grinderman, o magari soltanto con il fido "partner in crime" Warren Ellis - e i tour ricorrenti, per non parlare dell'altra gratificante versione di scrittore cinico e disincantato, quello di "La morte di Bunny Munro", la storia di un uomo crudele e ripugnante nella cui parabola si può leggere un bisogno di catarsi e redenzione.
Il docu-film intreccia immagini catturate dalla vita vera di Cave, insieme ai figli, nel lavoro con Ellis e i suoi collaboratori abituali - "Entro in studio con una manciata di idee, ancora da formare, in stato larvale. Sono i Bad Seeds a trasformarle in oggetti meravigliosi. Chiedete a chiunque li abbia visti al lavoro. Se parliamo di puro istinto per la creatività, sono sicuramente diversi da chiunque altro al mondo" - con altre immagini di "realtà costruita", come la chiamano gli autori. Alludono alle lunghe sequenze improvvisate su un canovaccio prestabilito, sequenze che, per esempio, ci mostrano l'artista mentre guida la sua auto e in compagnia della cantante Kylie Minogue si scioglie in confidenze e considerazioni sul senso della vita. "La macchina", confida Cave, "è il posto in cui i miei pensieri si materializzano nella forma delle persone che hanno avuto un ruolo nella mia storia".
Intanto, in attesa del film in cui Forsyth e Pollard ci conducono all'interno del processo creativo di Cave, lui non si fa mancare nulla e si specchia con piacere narcisistico nell'ennesima registrazione discografica, su disco, delle sue imprese dal vivo. Si intitola "Live from KCRW" ed è appena uscito, sostenuto - come spesso accade all'autore delle "Murder Ballads" - dalla "ola" virtuale della critica musicale e dallo zoccolo duro dei fan, che è sempre più ampio e sempre più granitico. L'album dal vivo presenta una formazione ridotta (Nick Cave, Warren Ellis, Martyn Casey, Jim Sclavunos e Barry Adamson) che rimodella i brani di "Push The Sky Away" e rivisita con nuovi arrangiamenti alcuni classici del passato.