"Siete brutti, siete vecchi, vedo le ciabatte...". Ape Escape, vince il rock a dispetto del look
Ernesto Assante, <em class="author">ERNESTO ASSANTE</em>L'incredibile Tony D'Alessio, il cantante più bizzarro del talent show, ci racconta l'impresa del trio di Nocera che ha conteso fino all'ultimo la vittoria a X Factor di Michele e ha appena pubblicato l'EP "Invisibili". "Questa esperienza ha allargato i nostri orizzonti, non solo dal punto di vista musicale. E adesso..."
LA FRASE di Simona Ventura, "Siete brutti, siete vecchi, vedo le ciabatte", con la quale, quasi a malincuore, li selezionava per partecipare a X Factor, resterà senza dubbio una delle battute "topiche" del 2013. E marchierà a fuoco l'intera carriera degli Ape Escape, da Nocera, trio che contro ogni previsione, contro ogni pronostico, contro ogni attuale regola (sempre che ce ne siano), contro il dio del look e dell'immagine, ma nel pieno favore del dio della musica, è arrivata seconda nel talent show messo in onda da Sky. Rock, rap, canzone, melodia, i tre mettono insieme molte cose che, musicalmente parlando, nel nostro paese pochi fanno interagire. E proprio con la loro inedita mescolanza e la loro notevolissima energia hanno conquistato, settimana dopo settimana, il cuore del pubblico di X Factor, quello degli appassionati e, incredibilmente, hanno coinvolto Simona Ventura in una conversione musicale straordinaria. Scherzi a parte, gli…
LA FRASE di Simona Ventura, "Siete brutti, siete vecchi, vedo le ciabatte", con la quale, quasi a malincuore, li selezionava per partecipare a X Factor, resterà senza dubbio una delle battute "topiche" del 2013. E marchierà a fuoco l'intera carriera degli Ape Escape, da Nocera, trio che contro ogni previsione, contro ogni pronostico, contro ogni attuale regola (sempre che ce ne siano), contro il dio del look e dell'immagine, ma nel pieno favore del dio della musica, è arrivata seconda nel talent show messo in onda da Sky. Rock, rap, canzone, melodia, i tre mettono insieme molte cose che, musicalmente parlando, nel nostro paese pochi fanno interagire. E proprio con la loro inedita mescolanza e la loro notevolissima energia hanno conquistato, settimana dopo settimana, il cuore del pubblico di X Factor, quello degli appassionati e, incredibilmente, hanno coinvolto Simona Ventura in una conversione musicale straordinaria. Scherzi a parte, gli Ape sono la dimostrazione che, forse, anche in questo paese volendo si può, che la qualità e le doti musicali valgono più del look e dell'apparenza. Matteo D'Acunto, Antonio Pagano e soprattutto il grande (in tutti i sensi) Antonio Tony D'Alessio hanno ogni settimana preso la canzone che avevano da cantare e la rendevano originale, non una cover, la costruivano con attenzione nei testi, inserivano l'hip hop non con una semplice operazione di taglia e incolla, ma con una profonda serie di scelte sonore e testuali, trasformando brani notissimi in sostanziali inediti, sotto l'influenza del loro stile.
Tony, com'è stata l'esperienza di X Factor per una band di rock e rap nata solo un mese prima?
"Dal mio punto di vista è stata un'esperienza che ci ha allargato gli orizzonti. Essere in una simile situazione, se la prendi nella maniera giusta, ti allarga la mente, ti consente di confrontarti con cose con le quali non ti saresti confrontato mai, e questo non può che arricchirti. E poi è un'esperienza non solo musicale, impari molte cose sulla comunicazione, sul rapporto con i media e con il pubblico. Per noi è stato fantastico".
Beh, anche voi avete fatto "crescere" X Factor portando su quel palco una musica e un'energia che la trasmissione non avrebbe avuto.
"Effettivamente qualcosa al programma l'abbiamo data anche noi, credo che siamo serviti ad allargare gli orizzonti di quel palco, che era quasi esclusivamente pop. Abbiamo fatto pezzi dei Nirvana, citato i Rage Against The Machine, e molte altre cose che il grande pubblico abitualmente ignora. È emozionante sapere che tante persone che sono abituate a sentire cose differenti abbiano apprezzato e si siano affezionati ad un mondo che in questo paese resta normalmente sotto la superfice della terra, underground".
Una delle cose più belle che avete fatto è stata la vostra versione "a cappella" di Tu si 'na cosa grande di Modugno. Mescolare Modugno con il rap non era un compito facile, rischiavate di essere considerati sacrileghi.
"Era uno dei pezzi preferiti di mio padre e per me è stata una grande emozione cantarlo, Modugno era un grande rappresentante della musica italiana e ha usato il napoletano per esprimere un sentimento grandioso. La scelta ha messo subito d'accordo tutti. Modugno e il canto napoletano, che è la nostra origine, andavano onorati in quel momento dove solo la voce doveva riempire il teatro. È stato davvero bello ed emozionante".
Come avete lavorato nelle settimane della gara?
"Senza sosta, lavoravamo davvero come pazzi, si dormiva poco, gli arrangiamenti li finivamo all'ultimo minuto, spesso arrivavamo alla prova in teatro senza nemmeno la base definitiva. Insomma, difficoltà ce ne sono state, gli altri erano già sereni con il lavoro finito e noi ci lavoravamo ancora. Ma questo ci ha dato un spinta in più, avevamo voglia di concludere ogni pezzo in modo che fosse davvero il nostro pezzo"
.
Adesso è uscito Invisibili, l'EP che raccoglie i brani che avete interpretato a X Factor, compreso il vostro inedito. E domani?
"Domani concerti, un disco tutto nostro, e continueremo a fare quello che vogliamo fare... Andiamo d'accordo, io sono un rompiballe ma Antonio e Matteo mi sopportano. Siamo felici, abbiamo ottenuto un risultato straordinariamente positivo, speriamo di poter continuare a fare cose buone".
Tony, com'è stata l'esperienza di X Factor per una band di rock e rap nata solo un mese prima?
"Dal mio punto di vista è stata un'esperienza che ci ha allargato gli orizzonti. Essere in una simile situazione, se la prendi nella maniera giusta, ti allarga la mente, ti consente di confrontarti con cose con le quali non ti saresti confrontato mai, e questo non può che arricchirti. E poi è un'esperienza non solo musicale, impari molte cose sulla comunicazione, sul rapporto con i media e con il pubblico. Per noi è stato fantastico".
Beh, anche voi avete fatto "crescere" X Factor portando su quel palco una musica e un'energia che la trasmissione non avrebbe avuto.
"Effettivamente qualcosa al programma l'abbiamo data anche noi, credo che siamo serviti ad allargare gli orizzonti di quel palco, che era quasi esclusivamente pop. Abbiamo fatto pezzi dei Nirvana, citato i Rage Against The Machine, e molte altre cose che il grande pubblico abitualmente ignora. È emozionante sapere che tante persone che sono abituate a sentire cose differenti abbiano apprezzato e si siano affezionati ad un mondo che in questo paese resta normalmente sotto la superfice della terra, underground".
Una delle cose più belle che avete fatto è stata la vostra versione "a cappella" di Tu si 'na cosa grande di Modugno. Mescolare Modugno con il rap non era un compito facile, rischiavate di essere considerati sacrileghi.
"Era uno dei pezzi preferiti di mio padre e per me è stata una grande emozione cantarlo, Modugno era un grande rappresentante della musica italiana e ha usato il napoletano per esprimere un sentimento grandioso. La scelta ha messo subito d'accordo tutti. Modugno e il canto napoletano, che è la nostra origine, andavano onorati in quel momento dove solo la voce doveva riempire il teatro. È stato davvero bello ed emozionante".
Come avete lavorato nelle settimane della gara?
"Senza sosta, lavoravamo davvero come pazzi, si dormiva poco, gli arrangiamenti li finivamo all'ultimo minuto, spesso arrivavamo alla prova in teatro senza nemmeno la base definitiva. Insomma, difficoltà ce ne sono state, gli altri erano già sereni con il lavoro finito e noi ci lavoravamo ancora. Ma questo ci ha dato un spinta in più, avevamo voglia di concludere ogni pezzo in modo che fosse davvero il nostro pezzo"
.
Adesso è uscito Invisibili, l'EP che raccoglie i brani che avete interpretato a X Factor, compreso il vostro inedito. E domani?
"Domani concerti, un disco tutto nostro, e continueremo a fare quello che vogliamo fare... Andiamo d'accordo, io sono un rompiballe ma Antonio e Matteo mi sopportano. Siamo felici, abbiamo ottenuto un risultato straordinariamente positivo, speriamo di poter continuare a fare cose buone".