LOS ANGELES - Ladies and gentlemen, stavolta il mezzo miracolo della reunion si fa davvero: Paul McCartney e Ringo Starr, l'ossatura ritmica (e strategica, almeno nel caso di sir Paul) dei Beatles, tornano a condividere il palcoscenico. Saranno di nuovo gomito a gomito - al di là delle diffidenze per la retorica che ogni cerimoniale trascina inesorabilmente con sè - nella serata di gala per la consegna dei Grammy Awards 2014, l'equivalente musicale degli Oscar. L'evento, che celebra la sua 56ma edizione, è in programma il 26 gennaio allo Staples Center di Los Angeles e in quella speciale occasione Paul McCartney e Ringo Starr, gli unici sopravvissuti tra i Fab Four di Liverpool, saranno nuovamente in sinergia. La conferma ufficiale proviene dalla Recording Academy, l'associazione americana che rappresenta i professionisti della scena musicale e che organizza l'annuale cerimonia dei Grammy. Nulla si sa ancora, invece, sulla scaletta che Paul e Ringo stileranno verosimilmente insieme, né dei colleghi che terranno loro compagnia al proscenio. Bassista e batterista riceveranno entrambi quella sera il premio alla carriera che viene conferito quest'anno ai Beatles, e quindi la loro esibizione rappresenterà anche un omaggio ai compagni scomparsi, John Lennon, ucciso dalle pistolettate di Mark David Chapman l'8 dicembre 1980, e George Harrison, stroncato da un tumore il 29 novembre 2001. Non ci vuole un preveggente, perciò, per immaginarli alle prese con qualche classico del repertorio beatlesiano. Indovinare quali, quella sì, sarebbe l'impresa.
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I due tornano a condividere il palco per la prima volta dopo quattro anni. Capitò nel luglio del 2010 quando il batterista, Richard Starkey all'anagrafe, festeggiò pubblicamente il settantesimo compleanno al Radio City Music Hall di New York. L'anno prima, in quella stessa sede californiana, Paul e Ringo erano stati ospiti entrambi di un concerto benefit per la fondazione del regista David Lynch, che promuove la meditazione trascendentale, esperienza che i Fab Four condivisero negli anni Sessanta e che George Harrison in particolare protrasse più convintamente e più a lungo di tutti.
La sera dopo la cerimonia dei Grammy, poi, arriverà un altro evento epocale allestito dalla Recording Academy: un concerto-tributo in onore dei Beatles che vedrà uno stuolo di artisti contemporanei cimentarsi nelle loro composizioni, tra cui gli Eurythmics ricostituiti per l'occasione, Maroon 5, Alicia Keys e John Legend, e che sarà poi trasmesso in televisione il 9 febbraio. Intanto, nella serata dei Grammy, sono annunciati parecchi show sorprendenti, a partire da quello che vedrà i Metallica insieme al pianista cinese Lang Lang, virtuoso della musica classica, e poi Macklemore & Ryan Lewis, Kacey Musgraves, John Legend, Taylor Swift con Keith Urban, Sara Bareilles insieme alla veterana Carole King. E poi i Daft Punk con Nile Rodgers, Pharrell Williams e Stevie Wonder, Kendrick Lamar con gli Imagine Dragons, Lorde, Katy Perry, Pink e Fun's Nate Ruess, Robin Thicke con i Chicago. E ancora Merle Haggard, Kris Kristofferson, Willie Nelson e Blake Shelton.
Il programma coincide con il cinquantesimo anniversario della prima, storica apparizione dei Beatles al popolare programma televisivo Ed Sullivan Show. Quell'avvenimento segnò il definitivo dilagare della Beatlemania negli Stati Uniti, e segnò l'avvio della British Invasion da parte dei gruppi rock d'oltre Manica: Rolling Stones, Who, Animals e tanti altri a venire, anche nel decennio successivo. Quello del 26 gennaio segnerà per Ringo l'esordio assoluto ai Grammy, mentre Paul McCartney vi ha già preso parte in altre occasioni. Il bassista settantunenne è tra l'altro in concorso per due riconoscimenti: migliore canzone (tra i solisti rock) con Cut Me Some Slack, e migliore film musicale con Live Kisses.
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I due tornano a condividere il palco per la prima volta dopo quattro anni. Capitò nel luglio del 2010 quando il batterista, Richard Starkey all'anagrafe, festeggiò pubblicamente il settantesimo compleanno al Radio City Music Hall di New York. L'anno prima, in quella stessa sede californiana, Paul e Ringo erano stati ospiti entrambi di un concerto benefit per la fondazione del regista David Lynch, che promuove la meditazione trascendentale, esperienza che i Fab Four condivisero negli anni Sessanta e che George Harrison in particolare protrasse più convintamente e più a lungo di tutti.
La sera dopo la cerimonia dei Grammy, poi, arriverà un altro evento epocale allestito dalla Recording Academy: un concerto-tributo in onore dei Beatles che vedrà uno stuolo di artisti contemporanei cimentarsi nelle loro composizioni, tra cui gli Eurythmics ricostituiti per l'occasione, Maroon 5, Alicia Keys e John Legend, e che sarà poi trasmesso in televisione il 9 febbraio. Intanto, nella serata dei Grammy, sono annunciati parecchi show sorprendenti, a partire da quello che vedrà i Metallica insieme al pianista cinese Lang Lang, virtuoso della musica classica, e poi Macklemore & Ryan Lewis, Kacey Musgraves, John Legend, Taylor Swift con Keith Urban, Sara Bareilles insieme alla veterana Carole King. E poi i Daft Punk con Nile Rodgers, Pharrell Williams e Stevie Wonder, Kendrick Lamar con gli Imagine Dragons, Lorde, Katy Perry, Pink e Fun's Nate Ruess, Robin Thicke con i Chicago. E ancora Merle Haggard, Kris Kristofferson, Willie Nelson e Blake Shelton.
Il programma coincide con il cinquantesimo anniversario della prima, storica apparizione dei Beatles al popolare programma televisivo Ed Sullivan Show. Quell'avvenimento segnò il definitivo dilagare della Beatlemania negli Stati Uniti, e segnò l'avvio della British Invasion da parte dei gruppi rock d'oltre Manica: Rolling Stones, Who, Animals e tanti altri a venire, anche nel decennio successivo. Quello del 26 gennaio segnerà per Ringo l'esordio assoluto ai Grammy, mentre Paul McCartney vi ha già preso parte in altre occasioni. Il bassista settantunenne è tra l'altro in concorso per due riconoscimenti: migliore canzone (tra i solisti rock) con Cut Me Some Slack, e migliore film musicale con Live Kisses.