SANREMO - Sul palco dell'Ariston, nella serata conclusiva della 64esima edizione del Festival ci sarà anche lui, Stromae, il fenomeno belga che ha sfondato sul web. L'annuncio lo ha dato personalmente lui, questa mattina, cinguettandolo dal suo profilo Twitter: "Very happy to guest at the #sanremo2014 final night on the 22nd, see you there @fabfazio!", ovvero "Sono davvero felice di essere ospite della serata finale di Sanremo. Ci vediamo presto Fabio!".
Il ventinovenne Stromae, pseudonimo di Paul Van Haver, in Francia ha appena conquistato il titolo di "Artista dell'anno" e c'è chi azzarda paragoni forti, indicandolo come l'erede di Charles Aznavour e Jacques Brel. In realtà Stromae riesce a parlare alla (e della sua) generazione con una invidiabile originalità. Di sicuro dimostra di conoscere il dolore e la sofferenza della periferia e della vita di chi non ha un soldo in tasca. Orfano di padre - ucciso nel genocidio ruandese - e cresciuto dalla madre fiamminga nella periferia di Bruxelles, Stromae racconta con le sue canzoni la sua vita di meticcio.
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Nella sua musica, Stromae tende a raccordare tanti elementi diferenti e in apparenza ijnconciliabili: la chanson Française, il suono dell'hip hop, la house music e l'electrodance, le percussioni africane e il gusto romantico per la melodia. E i suoi versi hanno l'ambizione di raccontare le storie di migliaia di meticci come lui, quelli che abitano nella sua stessa città (Bruxelles), ovvero storie crude e per certi versi annichilenti di emigrazione, disagio, povertà, colonie, differenze e diffidenze, storie di ieri e di oggi, utilizzando un linguaggio semplice e diretto, lontano dalla sguaiatezza. Stromae è una sorta di anello di congiunzione tra i Daft Punk e Jacques Brel, ma pure tra Bizet e Miriam Makeba: il risultato è una musica composita, originale, asimmetrica, decisamente personale, comunque interessante.
Tutti elementi ben presenti in "Racine Carée", il suo album più recente (il secondo) che ha venduto oltre due milioni di copie e nel quale alterna brani dalle chiare influenze maghrebine e nordafricane come "Ave Cesaria"", che è dedicato alla cantante capoverdiana Cesária Évora, a canzoni più politiche e antagoniste come "Bâtard", inequivocabile sin dal titolo, o brani eloquentemente sociali cone "Formidable" che, insieme a "Papaoutai", hanno totalizzato oltre 900 mila download senza lasciare mai la Top 10 della classifica di vendita francese.
Stromae (le sillabe invertite di "maestro" in verlan, il gergo francese) racconta il mondo che vorrebbe: un mondo, come canta in una canzone sull'assenza di punti di riferimento e radici come "Papaoutai" (per certi versi una sorta di manifesto programmatico), dove i padri non devono mentire ai propri figli giurandogli di vivere nel migliore dei mondi possibili ma devono solo confessare che "sì, questo mondo fa schifo ma ora sta a te sognarne uno migliore". Lui canta il mondo che vorrebbe e il mondo non solo lo comprende ma gli affida il ruolo di portabandiera di una nuova generazione pronta a cambiare tutto quello che non va più bene.
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Stromae, cioé Paul Van Haver, ha studiato cinema specializzandosi poi come ingegnere del suono comprendendo fin da subito che sul web non esiste musica senza immagini (e viceversa). Ama la musica ma sa usare internet per farsi conoscere: così è diventato una "YouTube star" prima che YouTube creasse delle star.
Proprio su YouTube sono postate molte delle sue "lezioni", piccoli sketch comici in cui racconta l'idea delle sue canzoni, diventate un autentico culto. Stromae usa la musica e le immagini per comunicare messaggi e i suoi video hanno superato la soglia delle 280 milioni di visualizzazioni. Esempi di questo suo linguaggio si trovano in video come "Formidable", dove cammina "sbronzo" in giro per la città mettendo alla prova le reazioni dei passanti (reazioni che non si sono fatte attendere passando dall'indifferenza alla solidarietà), e "Tous les memes" , dove l'artista si traveste da donna per cantare i diritti degli omosessuali mentre balla come gli zombie in "Thriller" e racconta dell'amore ai tempi di twitter citando la Carmen, aspetto di cui darà una dimostrazione anche sul palco del Festival della Canzone italiana.
L'annunciata partecipazione di Stromae irrobustisce la galleria degli ospiti musicali a Sanremo 2014: ci saranno Raffaella Carrà, Claudio Baglioni, Gino Paoli con Danilo Rea, e tra gli stranieri lo scozzese Paolo Nutini, mentre ancora in cerca di conferme sono i Depeche Mode, George Michael, Bruno Mars, Cat Stevens, Damon Albarn.
Il ventinovenne Stromae, pseudonimo di Paul Van Haver, in Francia ha appena conquistato il titolo di "Artista dell'anno" e c'è chi azzarda paragoni forti, indicandolo come l'erede di Charles Aznavour e Jacques Brel. In realtà Stromae riesce a parlare alla (e della sua) generazione con una invidiabile originalità. Di sicuro dimostra di conoscere il dolore e la sofferenza della periferia e della vita di chi non ha un soldo in tasca. Orfano di padre - ucciso nel genocidio ruandese - e cresciuto dalla madre fiamminga nella periferia di Bruxelles, Stromae racconta con le sue canzoni la sua vita di meticcio.
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Nella sua musica, Stromae tende a raccordare tanti elementi diferenti e in apparenza ijnconciliabili: la chanson Française, il suono dell'hip hop, la house music e l'electrodance, le percussioni africane e il gusto romantico per la melodia. E i suoi versi hanno l'ambizione di raccontare le storie di migliaia di meticci come lui, quelli che abitano nella sua stessa città (Bruxelles), ovvero storie crude e per certi versi annichilenti di emigrazione, disagio, povertà, colonie, differenze e diffidenze, storie di ieri e di oggi, utilizzando un linguaggio semplice e diretto, lontano dalla sguaiatezza. Stromae è una sorta di anello di congiunzione tra i Daft Punk e Jacques Brel, ma pure tra Bizet e Miriam Makeba: il risultato è una musica composita, originale, asimmetrica, decisamente personale, comunque interessante.
Tutti elementi ben presenti in "Racine Carée", il suo album più recente (il secondo) che ha venduto oltre due milioni di copie e nel quale alterna brani dalle chiare influenze maghrebine e nordafricane come "Ave Cesaria"", che è dedicato alla cantante capoverdiana Cesária Évora, a canzoni più politiche e antagoniste come "Bâtard", inequivocabile sin dal titolo, o brani eloquentemente sociali cone "Formidable" che, insieme a "Papaoutai", hanno totalizzato oltre 900 mila download senza lasciare mai la Top 10 della classifica di vendita francese.
Stromae (le sillabe invertite di "maestro" in verlan, il gergo francese) racconta il mondo che vorrebbe: un mondo, come canta in una canzone sull'assenza di punti di riferimento e radici come "Papaoutai" (per certi versi una sorta di manifesto programmatico), dove i padri non devono mentire ai propri figli giurandogli di vivere nel migliore dei mondi possibili ma devono solo confessare che "sì, questo mondo fa schifo ma ora sta a te sognarne uno migliore". Lui canta il mondo che vorrebbe e il mondo non solo lo comprende ma gli affida il ruolo di portabandiera di una nuova generazione pronta a cambiare tutto quello che non va più bene.
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Stromae, cioé Paul Van Haver, ha studiato cinema specializzandosi poi come ingegnere del suono comprendendo fin da subito che sul web non esiste musica senza immagini (e viceversa). Ama la musica ma sa usare internet per farsi conoscere: così è diventato una "YouTube star" prima che YouTube creasse delle star.
Proprio su YouTube sono postate molte delle sue "lezioni", piccoli sketch comici in cui racconta l'idea delle sue canzoni, diventate un autentico culto. Stromae usa la musica e le immagini per comunicare messaggi e i suoi video hanno superato la soglia delle 280 milioni di visualizzazioni. Esempi di questo suo linguaggio si trovano in video come "Formidable", dove cammina "sbronzo" in giro per la città mettendo alla prova le reazioni dei passanti (reazioni che non si sono fatte attendere passando dall'indifferenza alla solidarietà), e "Tous les memes" , dove l'artista si traveste da donna per cantare i diritti degli omosessuali mentre balla come gli zombie in "Thriller" e racconta dell'amore ai tempi di twitter citando la Carmen, aspetto di cui darà una dimostrazione anche sul palco del Festival della Canzone italiana.
L'annunciata partecipazione di Stromae irrobustisce la galleria degli ospiti musicali a Sanremo 2014: ci saranno Raffaella Carrà, Claudio Baglioni, Gino Paoli con Danilo Rea, e tra gli stranieri lo scozzese Paolo Nutini, mentre ancora in cerca di conferme sono i Depeche Mode, George Michael, Bruno Mars, Cat Stevens, Damon Albarn.