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"Home Sessions" con Niccolò Fabi: la musica migliore è in casa degli artisti

Si intitola così il nuovo progetto di Repubblica.it, ideato, scritto e diretto da Enrico Silvestrin che va a trovare gli artisti lì dove le loro canzoni nascono, dove le idee prendono forma. "La musica è un argomento che ormai solo il web ti permette di trattare nella maniera giusta e con rispetto"
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PARTE un nuovo progetto su Repubblica.it. Si intitola "Home Sessions", è scritto e diretto da Enrico Silvestrin. Si potrebbe definire (come dice il titolo) una "sessione musicale domestica" e l'idea di Silvestrin è proprio quella di proporre (una volta al mese) il meglio della musica italiana nella condizione migliore possibile, andando a trovare gli artisti a casa loro, lì dove le canzoni nascono, dove le idee musicali prendono la loro forma.

Silvestrin, com'è nato il progetto?
"È nato considerando che non c'è spazio in tv per la musica, che è un lusso. Non si sa più quale tipo di pubblico debba essere interessato o quale rete se ne possa occupare, siamo arrivati al punto che persino MTV ha mollato la musica per diventare un canale d'intrattenimento giovanile. Ma non si è perso il desiderio di musica, anzi se ne ascolta molta più di prima, anche perché sono cambiati i mezzi. Quindi ho …
PARTE un nuovo progetto su Repubblica.it. Si intitola "Home Sessions", è scritto e diretto da Enrico Silvestrin. Si potrebbe definire (come dice il titolo) una "sessione musicale domestica" e l'idea di Silvestrin è proprio quella di proporre (una volta al mese) il meglio della musica italiana nella condizione migliore possibile, andando a trovare gli artisti a casa loro, lì dove le canzoni nascono, dove le idee musicali prendono la loro forma.

Silvestrin, com'è nato il progetto?
"È nato considerando che non c'è spazio in tv per la musica, che è un lusso. Non si sa più quale tipo di pubblico debba essere interessato o quale rete se ne possa occupare, siamo arrivati al punto che persino MTV ha mollato la musica per diventare un canale d'intrattenimento giovanile. Ma non si è perso il desiderio di musica, anzi se ne ascolta molta più di prima, anche perché sono cambiati i mezzi. Quindi ho pensato che c'era uno spazio naturale per poter proporre della musica da ascoltare e da vedere".

Quale?
"Quello del web, che oggi ti offre una grande indipendenza editoriale e ti permette di trattare la musica nella maniera giusta. Io credo di conoscere bene l'argomento e avere amore per la musica, quel tanto che basta per poter fare un programma che sia onesto, giusto, leale nei confronti della musica e degli artisti".

Quindi sono nate le "Home sessions".
"L'esempio è quello delle session che da tempo e con successo vengono realizzate soprattutto negli Usa e in Inghilterra. Ho pensato che si poteva fare qualcosa con i migliori personaggi della musica italiana, a molti dei quali sono legato da un rapporto personale, e che la cosa più bella e inedita fosse quella di entrare dentro casa loro, trovarli nel luogo dove scrivono, dove nascono le loro canzoni, raccontarli e farli suonare nel loro ambiente".

La prima di queste session è con Niccolò Fabi.
"Si, è stato un esperimento per tutti e due: per lui che cantava in una dimensione intima, senza microfono, in casa, e per me che non conducevo programmi dal 2007, da quando ho iniziato a fare l'attore. Siamo andati avanti a istinto e in questo modo è uscita una cosa credo emotivamente molto valida, Niccolò è una persona straordinaria, parla di tutto prendendo spunto dalle cinque canzoni che esegue nella puntata. Canzoni che ha scelto e che, credo, lo raccontino molto bene".

È la tua prima regia, ma al progetto partecipano anche i Fratelli Manetti.
"Si, il loro contributo è stato e sarà fondamentale, "Home sessions" vuole avere un'attenzione particolare per l'immagine. È la mia prima regia, è un mondo nuovo in cui mi muovo in punta di piedi ma con molta voglia di realizzare delle cose belle".

Quindi è soddisfatto?
"Direi di si, sono soddisfatto, c'è stato un lavoro lungo per arrivare a questo primo risultato, vediamo come andrà e speriamo che farà appassionare nuovamente chi ha sopito la propria passione per la musica, e allo stesso tempo faccia avvicinare chi non magari non conosce profondamente gli artisti, trasformando questo progetto in qualcosa di longevo".