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Riccardo Sinigallia: "Ho perso tanti tram ma ora per il Festival salgo su quello giusto"

VERSO SANREMO. Torna sul palco dell'Ariston dove passò nel 2000 con i Tiromancino. Ora, a 44 anni, si ripresenta forte del contratto con la Sugar di Caterina Caselli, "l'unica casa discografica che lavora sugli artisti, e aggiungo: purtroppo l'unica". "Questa è l'unica manifestazione musicale dove puoi essere te stesso, un festival di canzoni e non di cantanti"
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MILANO - Anni fa aveva quasi inventato, assieme ai Tiromancino, uno stile musicale: canzoni che sembravano uscire dalla tradizionale struttura di intro strofa ponte ritornello, diventando invece dei flussi di coscienza, delle valanghe di parole che strisciavano però delicate, eleganti e morbide. Poi Riccardo Sinigallia era un po' sparito, o meglio si era dedicato ad altro, soprattutto colonne sonore di film (Paz!, Amatemi) e collaborazioni con colleghi (Luca Carboni, deProducers).

Ora, otto anni dopo l'ultimo disco, Incontri a metà strada, rieccolo, pronto a salire sul palco di Sanremo con Prima di andare via e Una rigenerazione e poi a sfornare il nuovo album, Per tutti. Pubblicato dalla Sugar, e anche questa è una sorpresa, perché l'etichetta di Caterina Caselli ha la precisa politica di lavorare su talenti ancora giovani, debuttanti o giù di lì (e ne ha scoperti non pochi, da Raphael Gualazzi a Malika Ayane, dai Negramaro a Elisa). Mentre Si…
MILANO - Anni fa aveva quasi inventato, assieme ai Tiromancino, uno stile musicale: canzoni che sembravano uscire dalla tradizionale struttura di intro strofa ponte ritornello, diventando invece dei flussi di coscienza, delle valanghe di parole che strisciavano però delicate, eleganti e morbide. Poi Riccardo Sinigallia era un po' sparito, o meglio si era dedicato ad altro, soprattutto colonne sonore di film (Paz!, Amatemi) e collaborazioni con colleghi (Luca Carboni, deProducers).

Ora, otto anni dopo l'ultimo disco, Incontri a metà strada, rieccolo, pronto a salire sul palco di Sanremo con Prima di andare via e Una rigenerazione e poi a sfornare il nuovo album, Per tutti. Pubblicato dalla Sugar, e anche questa è una sorpresa, perché l'etichetta di Caterina Caselli ha la precisa politica di lavorare su talenti ancora giovani, debuttanti o giù di lì (e ne ha scoperti non pochi, da Raphael Gualazzi a Malika Ayane, dai Negramaro a Elisa). Mentre Sinigallia ha quasi 44 anni. "Ma mi ha colpito la sincerità delle sue canzoni - dice l'ex Casco d'oro - e la sincerità non ha tempo. Riccardo è così fresco che potrebbe avere 16-18 anni. La prima canzone che ho ascoltato, su consiglio di mio figlio Filippo, è stata proprio Prima di andare via, e già a metà dell'ascolto ero conquistata. Questo è un disco con una certa aria francese, per l'eleganza, mi vengono in mente i Noir Desir. Sarebbe bello lanciarlo anche su quel mercato, magari proponendolo come come colonna sonora di un film. Chissà".

Per intanto la scadenza è molto più ravvicinata, incombe il Festival. Per Sinigallia sarà un ritorno: nel 2000 cantò Strade con i Tiromancino. Sempre gestione Fazio, "ma è un puro caso, neppure lo conosco. Anzi non è un caso, forse: è il segno che con lui le canzoni vengono ascoltate e scelte. Negli anni seguenti ho provato più volte a partecipare, ma non mi hanno mai accettato". Non è un cantautore di quelli che snobba il Festival: "Non merita di essere denigrato, ci sono cresciuto e ricordo l'emozione che mi diede Vasco Rossi. È l'unica manifestazione musicale dove puoi essere te stesso, un festival di canzoni e non di cantanti".

Sia Prima di andare via che Una rigenerazione sono canzoni in puro stile Sinigallia, ma con un certo ottimismo per lui insolito, quanto meno ottimismo della volontà: "Sono vent'anni esatti, da quando Berlusconi ha preso in mano il mio futuro, che ho visto sempre nero, ho ascoltato solo dischi catastrofici. Sia chiaro, anche capolavori, penso a Kid A dei Radiohead, ma voglio dire lenti, malinconici, bui, che non parlavano di fiducia e speranza. Ora mi sono stufato: nel baratro ci siamo caduti, inutile cantarlo ancora. Diamo luce alla stanza e proviamo a rialzarci. E appena l'ho fatto, ecco Sanremo e soprattutto il contratto con la Sugar, che è la cosa più importante, è l'unica casa discografica che lavora sugli artisti, e aggiungo purtroppo l'unica". Infatti non è solo per la situazione politica che questi anni non sono stati facilissimi per Riccardo, che ha continuato a fare musica ma non dischi: "Perché avrei dovuto? Ormai si fanno cd che restano tra amici e appassionati. Internet magari ti fa conoscere un po' ma poi mette in luce quelli che già sono nelle classifiche pop. Avrei potuto fare un disco anni fa, ma ho fatto bene ad aspettare fino adesso, anche se ammetto di aver fatto gol al 90' minuto. Il tempo stava per scadere. So di aver perso il tram, da un bel pezzo. Ma sono andato avanti, rifiutando proposte che mi avrebbero dato popolarità e guadagno, lavorando in progetti che mi piacevano e ripromettendomi di essere pronto ad afferrarlo al volo, il tram, se fosse passato". E il tram è passato.

Ne passeranno altri, dopo (e grazie a) Sanremo e Per tutti. Un tour, "dove farò le canzoni dei miei tre dischi da solista, ma anche La descrizione di un attimo, che è forse la canzone che mi rappresenta di più". E tre progetti (un album, Botanica, e le colonne sonore del film La vita oscena di Renato De Maria e Italy in one day di Gabriele Salvatores) col collettivo deProducers, che comprende tra gli altri Gianni Maroccolo, Max Casacci e Vittorio Cosma, che dirigerà per lui l'orchestra a Sanremo (sul palco ci saranno anche gli altri due produttori di Per tutti, Filippo Gatti e Laura Arzilli, sua compagna nella vita). Ma una cosa lo rende ancor più felice della ruota che tornata a girare: "Finalmente ho fatto un disco che posso fare ascoltare ai miei figli, di 8 e 6 anni".