NUOVE proposte o Proposte senza tempo? Un dubbio (piacevole) ci avvolge ascoltando "Senza di te", il brano di Zibba, il cantautore di Savona che dopo aver vinto il Premio Bindi nel 2011 e dopo la Targa Tenco 2012 per il miglior album con Come il suono dei passi sulla neve, si rimette in gioco come fosse un esordiente tra i giovani del Festival. E dire che nel frattempo il 35enne Zibba (all'anagrafe Sergio Vallarino) ha anche vinto l'ultima edizione di X Factor come autore grazie al brano scritto insieme a Tiziano Ferro per Michele Bravi, intitolato "La vita e la felicità".
Avevamo già osservato come tra le Nuove proposte ci fossero artisti compiuti e canzoni notevoli, poi è arrivata l'osservazione del maestro Mauro Pagani che ha acceso i riflettori sulla competizione minore ("Non dovrei dirlo ma lo dico: tra i giovani ci sono le cose migliori"). La canzone di Zibba è una tra queste: un brano dal sapore moderno e antico al tempo stesso, con un'aura di classicità tipicamente italiana. Una grande canzone d'autore. Ha lasciato sicuramente il segno il lavoro che Zibba ha svolto con il suo gruppo per l'album E sottolineo se, anche questo finalista al Tenco lo scorso anno, un omaggio al paroliere genovese Giorgio Calabrese con alcuni dei suoi brani più famosi, da E se domani portato al successo da Mina, a Il disertore cantato da Ivano Fossati (tradotto dall'originale di Boris Vian), a Senza parole interpretata da Gino Paoli.
"Quel lavoro mi ha molto influenzato nella scrittura del brano di Sanremo ma anche del resto del nuovo album che si intitola Senza pensare all'estate (uscirà il 20 febbraio, ndr), soprattutto per la classicità delle melodie. E per la ricerca del suono analogico, per la registrazione in presa diretta e l'aver evitato sovra-incisioni anche per le voci". Tutte cose, fa notare Zibba, possibili soltanto nella sua condizione di "indipendente", perché nessuna casa discografica avrebbe permesso tanta cura. "Non solo per una questione economica" chiarisce Zibba, "ma soprattutto per la voglia delle major di influenzare le scelte dei suoi artisti spesso per omologarle. Io sono un indipendente perché investo soldi su me stesso, se trovassi un discografico che credesse in me, al punto di rispettare le mie scelte artistiche, ovviamente lo accetterei volentieri. Ma i discografici pensano tendenzialmente di saper sempre fare meglio e di dover avere dunque sempre l'ultima parola su tutto. Per questo arrivo al Festival da indipendente, perché non c'è contratto che possa rappresentarmi".
Avevamo già osservato come tra le Nuove proposte ci fossero artisti compiuti e canzoni notevoli, poi è arrivata l'osservazione del maestro Mauro Pagani che ha acceso i riflettori sulla competizione minore ("Non dovrei dirlo ma lo dico: tra i giovani ci sono le cose migliori"). La canzone di Zibba è una tra queste: un brano dal sapore moderno e antico al tempo stesso, con un'aura di classicità tipicamente italiana. Una grande canzone d'autore. Ha lasciato sicuramente il segno il lavoro che Zibba ha svolto con il suo gruppo per l'album E sottolineo se, anche questo finalista al Tenco lo scorso anno, un omaggio al paroliere genovese Giorgio Calabrese con alcuni dei suoi brani più famosi, da E se domani portato al successo da Mina, a Il disertore cantato da Ivano Fossati (tradotto dall'originale di Boris Vian), a Senza parole interpretata da Gino Paoli.
"Quel lavoro mi ha molto influenzato nella scrittura del brano di Sanremo ma anche del resto del nuovo album che si intitola Senza pensare all'estate (uscirà il 20 febbraio, ndr), soprattutto per la classicità delle melodie. E per la ricerca del suono analogico, per la registrazione in presa diretta e l'aver evitato sovra-incisioni anche per le voci". Tutte cose, fa notare Zibba, possibili soltanto nella sua condizione di "indipendente", perché nessuna casa discografica avrebbe permesso tanta cura. "Non solo per una questione economica" chiarisce Zibba, "ma soprattutto per la voglia delle major di influenzare le scelte dei suoi artisti spesso per omologarle. Io sono un indipendente perché investo soldi su me stesso, se trovassi un discografico che credesse in me, al punto di rispettare le mie scelte artistiche, ovviamente lo accetterei volentieri. Ma i discografici pensano tendenzialmente di saper sempre fare meglio e di dover avere dunque sempre l'ultima parola su tutto. Per questo arrivo al Festival da indipendente, perché non c'è contratto che possa rappresentarmi".