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Frankie Hi Nrg: "Stavolta partecipo al Festival da indipendente. E ci credo fino in fondo"

L'ultimo disco era di sei anni fa, e anche allora si presentò sul palco dell'Ariston. "È il più grande spettacolo della tv italiana, al quale ho offerto il mio album in uscita (Essere umani) per intero, lasciando agli altri la scelta dei brani in gara. Per me sono tutti forti!"

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L’ULTIMO disco era di sei anni fa, guarda caso proprio in coincidenza con l’apparizione di Frankie Hi Nrg al festival di Sanremo. Sei anni dopo la sovrapposizione si ricrea. Frankie propone un nuovo album, Essere umani, in uscita il 20 febbraio, e sarà a presentarlo sul palco dell’Ariston, con i due pezzi in gara intitolati Pedala e Un uomo è vivo.

Caro Frankie, non c’è il rischio di eccessivo legame col festival?
"Non direi. In fin dei conti mi sto legando a un luogo dove sono state scritte belle pagine di musica. Ma soprattutto la scelta deriva dal disco che ho fatto, che mi piace molto, lo trovo meritevole di essere presentato nel più grande spettacolo della tv italiana, ci credo davvero tanto. Poi nel tempo sono diventato un artista indipendente, e questo è il mio primo disco da indipendente, con l’etichetta, e il fatto di arrivare con le mie gambe sul palco dell’Ariston come autore, discografico, editore, cantante, mi rende particolarmente orgoglioso. Mi manca solo di mettermi a vendere i lupini in galleria, e non è detto che non succeda, non lo escluderei...".
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Il disco sembra dominato da un senso di protesta. Il nuovo Frankie è molto arrabbiato?
"No, direi di no, credo che più che un disco incazzato, sia un disco denso, e c’è meno rabbia, nel senso che prima mi scaldavo di più, qui raggiungo una certa temperatura e la mantengo costante per tutto il disco, cercando di evitare qualunque sbavatura, per non essere frainteso, come altre volte è successo".

Come ricorda l’esperienza del 2008?
"Positivamente, anche se non l’ho vissuta con la medesima coscienza con cui sto vivendo questa di esperienza. Diciamo che l’altra volta mi sono sentito più 'portato'. A questo giro ci sono andato io con le mie gambe, con la mia società, con tutti i collaboratori. L’altra volta l’approccio non era quello giusto, era quello di uno che non era convinto fino in fondo, però presi l’opportunità e quindi alla fine andò comunque bene, con tutta l’incoscienza con cui l’ho affrontato. Questa è tutta un’altra storia, i presupposti sono diversi, anche perché la possibilità di esibirsi con due pezzi è una bella occasione, mi fa sentire su un gradino più alto, così come il fatto che ci sia una serata fuori gara con l’idea di fare spettacolo con la musica italiana. In fondo non c’è una grande percezione della gara, ce n’è di più dello spettacolo, e questo da parte di tutti, organizzatori, colleghi".
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In questi sei anni la scena rap è molto cambiata. Come la vede, da grande vecchio?
"Vecchio di sicuro, grande mai abbastanza... In realtà non ho rapporti particolarmente intensi con questa nuova scena, ne sono testimone, utente, sporadicamente, mi viene da dire, che sta facendo delle cose un po’ diverse, ma se siamo nell’ambito dell’atletica leggera, un conto è il giavellotto, un conto il salto con l’asta, sono cose diverse. Il mio modo, rispetto allo stile che ha successo, è un’altra storia, quelle sono cose che io non so fare, ma spero che gli altri non sappiano fare quello che faccio io".

Cosa si aspetta dal festival 2014?
"A parte la vittoria, mi auguro che sia quello che mi aspetto, ovvero un bello spettacolo e che indipendentemente dalla vittoria si vinca tutti con la qualità, perché la salute generale della musica giova a tutti, e poi ovviamente mi auguro di avere successo con le altre canzoni, e che quella che non va in finale trovi ascolto e che ci si voglia tutti un po’ più bene".

Non trova che l’idea della doppia canzone possa essere penalizzante sull’esito finale?
"Assolutamente no, almeno nel mio caso. Io ho mandato al festival il disco intero, dicendo di scegliere loro, per me sono tutte forti, se va avanti una delle due va bene comunque, per me non fa alcuna differenza".
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Scherzi a parte, parliamo di vittoria, molto improbabile, ma se dovesse accadere?
"Vuol dire che avrò un leoncino rampante da collocare accanto a un robottino Gundam che un amico mi ha appena regalato, sono della stessa altezza e sarebbe una bella sorpresa per il robottino...".