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Ruggeri riarrangia "Frankenstein": "Mi rinnovo con l'elettronica"

Il musicista ha scelto di riarrangiare il suo ultimo album con quattro nuovi pezzi tra cui "L'onda" contro l'Italia del politicamente corretto
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La prima volta fu nel 1977, in piena furia punk, quando aveva poco più di vent'anni e l'Italia stava affondando negli anni di piombo. L'ultima è stata pochi mesi fa, per riarrangiare il suo ultimo album, Frankenstein, ribattezzandolo per l'occasione Frankenstein 2.0, in uscita il 18 marzo. "Ed è stata la trentunesima volta nella mia carriera che sono entrato in uno studio per registrare un album" sorride Enrico Ruggeri "Quanto sono cambiato? Molto, ma in fondo nemmeno troppo. Ho sempre suonato onestamente la musica che mi sentivo di fare, con più talento possibile, senza mai fingere di essere qualcuno, o qualcosa, che non ero. Io non sono tra quelli che dicono che la mia generazione ha perso, non è così, ci sono miei coetanei che sono stati ingoiati dal potere - è vero - ma ci sono anche altri che hanno vinto i Mondiali del 1982, o che hanno fatto onestamente la loro parte di cittadini".

Classe 1957, due vittorie di S…
La prima volta fu nel 1977, in piena furia punk, quando aveva poco più di vent'anni e l'Italia stava affondando negli anni di piombo. L'ultima è stata pochi mesi fa, per riarrangiare il suo ultimo album, Frankenstein, ribattezzandolo per l'occasione Frankenstein 2.0, in uscita il 18 marzo. "Ed è stata la trentunesima volta nella mia carriera che sono entrato in uno studio per registrare un album" sorride Enrico Ruggeri "Quanto sono cambiato? Molto, ma in fondo nemmeno troppo. Ho sempre suonato onestamente la musica che mi sentivo di fare, con più talento possibile, senza mai fingere di essere qualcuno, o qualcosa, che non ero. Io non sono tra quelli che dicono che la mia generazione ha perso, non è così, ci sono miei coetanei che sono stati ingoiati dal potere - è vero - ma ci sono anche altri che hanno vinto i Mondiali del 1982, o che hanno fatto onestamente la loro parte di cittadini".

Classe 1957, due vittorie di Sanremo, oltre tre milioni di dischi venduti in trentasette anni e una carriera irregolare che lo ha visto iniziare dai Decibel per passare dal trio con Morandi & Tozzi fino ad arrivare alle collaborazioni con artisti indie come Dente, Bugo e Marta sui Tubi, questa volta Ruggeri ha deciso di aggiungere un altro, insolito, capitolo alla sua vicenda, rivedendo il suo ultimo disco, Frankenstein, uscito l'anno scorso, e aggiungendoci quattro nuovi pezzi tra cui il nuovo singolo L'onda, atto d'accusa contro un'Italia anestetizzata e addormentata dal politicamente corretto: "Nessuno dice nulla di sgradevole, di dissonante" spiega il cantante milanese "sembra che tutti quelli che parlano e comunicano - dai politici ai giornalisti - siano costantemente alla ricerca di un Like, come se fossero su Facebook. Sembra che vogliamo assecondare tutti, anche in musica, a tutti i costi, ma non è possibile, ovviamente. La politica? È da quando sono ragazzo, da quando il Presidente del Consiglio era Mariano Rumor, che sento i governi dire di aver ereditato "una difficile eredità dall'esecutivo precedente". Mi sembra di vivere in un Paese immorale in cui nessuno paga decenni di errori".

Tra gli inediti dell'album, tutto all'insegna di un electro-rock piuttosto energico e ispirato, oltre a L'onda, spiccano l'amara In un paese normale ("C'è chi dovrebbe pagare il conto/ e si dovrebbe cambaire davvero") e Insegnami l'amore, scritta assieme al figlio Pier Enrico Ruggeri, in arte Pico Rama: "Che spesso però mi fa quasi da padre" ride il cantante, che il 23 marzo farà partire da Trento il nuovo Frankenstein 2.0 Tour "un po' come in Amici miei, ricordate? Quando il figlio del Perozzi riprendeva il padre dicendogli che era ora di crescere. Tutto il disco - e questo progetto - nasce comunque dall'impulso di fare qualcosa di diverso, di divertirmi: è sempre stata questa la costante della mia carriera, perché se non cambio, mi annoio, mi stufo. Questa volta avevo voglia di elettronica e così mi sono lasciato trascinare in una nuova avventura. Le mie scelte? Le ho sempre fatte di pancia, mai stato uno stratega: ricordo che subito dopo la vittoria a Sanremo nel 1987 mi imbarcai in un tour lunghissimo, una cosa che in pochi avrebbero sostenuto. Mai fatto calcoli in vita mia, e va bene, va bene così...".