La musica classica viaggia veloce in Siberia sul percorso della Transiberiana
Andrea D'Addio, <em class="author">ANDREA D'ADDIO</em>Il violinista virtuoso Vadim Repin, direttore artistico del primo Transiberian Art Festival, celebra a Novosibirski e altre città della regione la sua rinascita culturale. E sognando di allargare l'itinerario ad altri centri attraversati dalla celebre ferrovia. Tra i protagonisti anche Kent Nagano e il nostro Mario Brunello
NOVOSIBIRSKI (SIBERIA) - Ricalcare alcune delle tappe siberiane dell'eponima Transiberiana per dare vita ad un prestigioso festival di musica classica. È questo l'obiettivo che in questi giorni regola le giornate di Vadim Repin, uno dei più grandi violinisti al mondo (a 17 anni, nel 1988, vinse il prestigioso concorso Regina Elisabetta di Bruxelles) ora anche direttore artistico del primo Transiberian Art Festival che durerà fino al prossimo 12 aprile. Per lui, nato e cresciuto a Novosibirsk, capitale della regione, la manifestazione segna un ritorno a casa quanto mai nostalgico. "Purtroppo a causa dei tanti impegni riesco a passare di qui solo un paio di volte l'anno. D'ora in poi però sarà un'altra cosa, credo moltissimo in questo progetto", ci racconta durante un pranzo informale nel centro della città, poco prima che inizino le prove del suo secondo concerto.
Fuori il sole splende e la neve accumulata nei mesi passati lasci…
Fuori il sole splende e la neve accumulata nei mesi passati lasci…
NOVOSIBIRSKI (SIBERIA) - Ricalcare alcune delle tappe siberiane dell'eponima Transiberiana per dare vita ad un prestigioso festival di musica classica. È questo l'obiettivo che in questi giorni regola le giornate di Vadim Repin, uno dei più grandi violinisti al mondo (a 17 anni, nel 1988, vinse il prestigioso concorso Regina Elisabetta di Bruxelles) ora anche direttore artistico del primo Transiberian Art Festival che durerà fino al prossimo 12 aprile. Per lui, nato e cresciuto a Novosibirsk, capitale della regione, la manifestazione segna un ritorno a casa quanto mai nostalgico. "Purtroppo a causa dei tanti impegni riesco a passare di qui solo un paio di volte l'anno. D'ora in poi però sarà un'altra cosa, credo moltissimo in questo progetto", ci racconta durante un pranzo informale nel centro della città, poco prima che inizino le prove del suo secondo concerto.
Fuori il sole splende e la neve accumulata nei mesi passati lascia spazio ad un quantitativo di terra degno di un deserto sahariano "La primavera è arrivata in anticipo, potremmo dire che siamo fortunati, la gente normalmente esce di più con il bel tempo, ma in realtà abbiamo il tutto esaurito per tutte le serate già da qualche settimana. Qui, lontano da tutto e da tutti, c'è sete di cultura".
Per l'inaugurazione del festival Repin ha invitato il direttore d'orchestra statunitense Kent Nagano, altra superstar della classica. "Quando Vadim mi ha contattato non ci ho pensato un secondo, avere la possibilità di inaugurare la prima edizione di un festival di classica è un'occasione a cui non si può dire mai di no". Altro ospite d'onore di una delle serate è il violoncellista italiano Mario Brunello: "Non è la prima volta per me a Novosibirsk. Quando nel 1986 vinsi il concorso Cajkovskij di Mosca mi furono organizzati una serie di concerti in tutte le più grandi città dell'Unione Sovietica. Fu un'eperienza che definirei semplicemente originale, non riesco a credere che questa è la stessa città che visitai allora".
A confermare la sua testimonianza ci sono i tanti grattacieli in costruzione intorno al neonato auditorium intitolato ad Arnoldo Kats (colui che nel 1956 fondò la prima orchestra sinfonica della città): Novosibirski sta crescendo. "La sua posizione strategica è eccezionale. Sopra la Cina, a due passi dal Kazakistan: è il luogo perfetto per l'incontro tra est ed ovest" racconta Repin. "Nessuna area però si sviluppa economicamente nel lungo periodo se non c'è la cultura ad accompagnarlo. Qui abbiamo già un conservatorio e un collegio per il balletto, ma mancava un festival. Se andrà bene, dalle due settimane di quest'anno, il prossimo cercheremo di allungarlo ad un mese e toccare tutte le città della Siberia attraversate dalla Transiberiana".
Per coinvolgere non solo i suoi concittadini, ma anche gli abitanti del resto della zona, Repin ha inoltre deciso di andare a suonare anche in sale abbandonate della periferia cittadina e di fare salire sul palco, ad accompagnarlo, giovani studenti delle locali scuole di musica. "Il mio primo maestro diceva sempre che non si è veri musicisti finché non si sale su di un palco davanti a un centinaio di persone. Io voglio dare questa occasione a chi se lo merita e così incitarlo a continuare così".
La politica di Putin qui è lontana. "Questo è un evento culturale", è il ritornello ripetuto da molti degli organizzatori e quando si menziona il budget si cita un fantomatico "poco più di un milione di euro" che però non è tutto, qui ci si aiuta gli uni con gli altri sin dai tempi del socialismo, tante spese non sono conteggiate perché sono regali di privati che vogliono contribuire a far crescere l'evento. Non ci interessa fare soldi con questa motivazione. Molti dei biglietti ad esempio li abbiamo regalati ai bambini degli orfanotrofi. Chissà che qualcuno di loro, sentendosi ispirato, non decida di provare a suonare e si riveli il nostro nuovo Vadim Repin".
Fuori il sole splende e la neve accumulata nei mesi passati lascia spazio ad un quantitativo di terra degno di un deserto sahariano "La primavera è arrivata in anticipo, potremmo dire che siamo fortunati, la gente normalmente esce di più con il bel tempo, ma in realtà abbiamo il tutto esaurito per tutte le serate già da qualche settimana. Qui, lontano da tutto e da tutti, c'è sete di cultura".
Per l'inaugurazione del festival Repin ha invitato il direttore d'orchestra statunitense Kent Nagano, altra superstar della classica. "Quando Vadim mi ha contattato non ci ho pensato un secondo, avere la possibilità di inaugurare la prima edizione di un festival di classica è un'occasione a cui non si può dire mai di no". Altro ospite d'onore di una delle serate è il violoncellista italiano Mario Brunello: "Non è la prima volta per me a Novosibirsk. Quando nel 1986 vinsi il concorso Cajkovskij di Mosca mi furono organizzati una serie di concerti in tutte le più grandi città dell'Unione Sovietica. Fu un'eperienza che definirei semplicemente originale, non riesco a credere che questa è la stessa città che visitai allora".
A confermare la sua testimonianza ci sono i tanti grattacieli in costruzione intorno al neonato auditorium intitolato ad Arnoldo Kats (colui che nel 1956 fondò la prima orchestra sinfonica della città): Novosibirski sta crescendo. "La sua posizione strategica è eccezionale. Sopra la Cina, a due passi dal Kazakistan: è il luogo perfetto per l'incontro tra est ed ovest" racconta Repin. "Nessuna area però si sviluppa economicamente nel lungo periodo se non c'è la cultura ad accompagnarlo. Qui abbiamo già un conservatorio e un collegio per il balletto, ma mancava un festival. Se andrà bene, dalle due settimane di quest'anno, il prossimo cercheremo di allungarlo ad un mese e toccare tutte le città della Siberia attraversate dalla Transiberiana".
Per coinvolgere non solo i suoi concittadini, ma anche gli abitanti del resto della zona, Repin ha inoltre deciso di andare a suonare anche in sale abbandonate della periferia cittadina e di fare salire sul palco, ad accompagnarlo, giovani studenti delle locali scuole di musica. "Il mio primo maestro diceva sempre che non si è veri musicisti finché non si sale su di un palco davanti a un centinaio di persone. Io voglio dare questa occasione a chi se lo merita e così incitarlo a continuare così".
La politica di Putin qui è lontana. "Questo è un evento culturale", è il ritornello ripetuto da molti degli organizzatori e quando si menziona il budget si cita un fantomatico "poco più di un milione di euro" che però non è tutto, qui ci si aiuta gli uni con gli altri sin dai tempi del socialismo, tante spese non sono conteggiate perché sono regali di privati che vogliono contribuire a far crescere l'evento. Non ci interessa fare soldi con questa motivazione. Molti dei biglietti ad esempio li abbiamo regalati ai bambini degli orfanotrofi. Chissà che qualcuno di loro, sentendosi ispirato, non decida di provare a suonare e si riveli il nostro nuovo Vadim Repin".