Se esistesse, meriterebbe di diritto la palma dell'artista con la passione più forte per il vinile. Nilla Zilli dice di esserne "invasata, completamente folle". Una passione che arriva da lontano, dalle sue frequentazioni con il mondo anglosassone. Dapprima l'Irlanda, cinque anni consecutivi di scuole per imparare l'inglese. Poi i due anni e mezzo decisivi, a Chicago, appena compiuti i 18 anni: "Quand'ero in America non potevo fare nulla di legato alla musica, avevo appena compiuto 18 anni, non potevo andare ai concerti, se non ai minori, gli Smashing Pumpkins ad esempio non li ho mai potuti vedere, per me erano vietati. Quindi il mio contatto con la musica è stato il negozio di "Val" ad Oak Park. Valerie era una donna di 60 anni, di colore, capelli rasta, occhialoni neri anni 60, all'inizio pensava fossi americana. Aveva tutto ciò che è fondamentale per la musica nera, dagli anni 40 agli anni 90. Mi vedeva tutti i giorni, arrivavo in questo sobborgo dove vivevano i miei amici in treno: un giorno mi disse, ma perché tu, così giovane, sei interessata agli "oldies"? È stata lei la mia formazione".
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Il risultato è che oggi Nina Zilli compra solo e soltanto vinile, da ascoltare a casa sua sul suo Brionvega Cubo, "oppure sull'impianto hi-fi dei miei, a casa loro c'è una collezione di vinili fornitissima". Eppure il pezzo più sofisticato è il suo: "È Satta Massagana degli Abyssinians. L'ho comprato per 15 dollari all'Amoeba Music di Los Angeles (il più grande e conosciuto store indipendente di musica al mondo, ndr): un giorno che ci ho passato otto ore, quasi un turno di lavoro con pausa pranzo... Un posto incredibile, tre volte quello di San Francisco, dove pure ho trascorso quattro ore di fila e quando sono uscita pensavo di avere le allucinazioni. Il risultato è che oggi sono un'invasata del vinile, completamente folle: compro solo quello".
Il vinile, poi, porta automaticamente con sé la passione per la musica del passato: "Negli anni 90 andavo alla ricerca dei dischi di Jimi Hendrix e di Janis Joplin, compravo il vinile mentre per la musica contemporanea, Rage Against The Machine o Faith No More, andavano bene anche i cd. In passato non disdegnavo neanche le cassette per le compilation. Ma nulla è meglio di un ascolto su vinile, il più fedele e caldo, specialmente per una patita dei bassi come me. Oggi è un oggetto quasi da collezione, a me i vinili piace ancora ascoltarli, annusarli, perché più diventano vecchi più prendono carattere; se li tieni in cantina sanno di umido o di muffa, guardarli, leggere la copertina da cima a fondo. Io credo che nel futuro il supporto su cui abbiamo ascoltato finora musica diventerà sempre di più un feticcio, i cd saranno per i ragazzi ciò che il vinile è stato per noi sfigati della tecnologia".
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Il risultato è che oggi Nina Zilli compra solo e soltanto vinile, da ascoltare a casa sua sul suo Brionvega Cubo, "oppure sull'impianto hi-fi dei miei, a casa loro c'è una collezione di vinili fornitissima". Eppure il pezzo più sofisticato è il suo: "È Satta Massagana degli Abyssinians. L'ho comprato per 15 dollari all'Amoeba Music di Los Angeles (il più grande e conosciuto store indipendente di musica al mondo, ndr): un giorno che ci ho passato otto ore, quasi un turno di lavoro con pausa pranzo... Un posto incredibile, tre volte quello di San Francisco, dove pure ho trascorso quattro ore di fila e quando sono uscita pensavo di avere le allucinazioni. Il risultato è che oggi sono un'invasata del vinile, completamente folle: compro solo quello".
Il vinile, poi, porta automaticamente con sé la passione per la musica del passato: "Negli anni 90 andavo alla ricerca dei dischi di Jimi Hendrix e di Janis Joplin, compravo il vinile mentre per la musica contemporanea, Rage Against The Machine o Faith No More, andavano bene anche i cd. In passato non disdegnavo neanche le cassette per le compilation. Ma nulla è meglio di un ascolto su vinile, il più fedele e caldo, specialmente per una patita dei bassi come me. Oggi è un oggetto quasi da collezione, a me i vinili piace ancora ascoltarli, annusarli, perché più diventano vecchi più prendono carattere; se li tieni in cantina sanno di umido o di muffa, guardarli, leggere la copertina da cima a fondo. Io credo che nel futuro il supporto su cui abbiamo ascoltato finora musica diventerà sempre di più un feticcio, i cd saranno per i ragazzi ciò che il vinile è stato per noi sfigati della tecnologia".