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MUSICA

"Playing for Change", da Manu Chao a Keith Richards lo spettacolo del Terzo Mondo

"Clandestino", la canzone più celebre dell'ex cantante dei Mano Negra, è inclusa nel terzo volume di "Playing for Change: Songs Around the World", suonato da 185 musicisti di 31 nazionalità diverse, che sostiene la diffusione della musica nel mondo. Manu sarà in concerto in Italia il 27 giugno a Trieste e il 5 agosto a Gallipoli

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Chi non ricorda Clandestino? Dopo gli anni trascorsi alla guida della Mano Negra, è la canzone che lanciò definitivamente Manu Chao nell'Olimpo dei grandi autori della musica popolare. Ed è, soprattutto, la "immigrant song" più tenera e cruda di fine millennio, il racconto dell'assurda condanna sofferta dagli immigrati provenienti dai tanti sud del mondo in fuga da tutto: dalla fame, dalle guerre, dai pregiudizi, prigionieri di tanti differenti nord che li condannano a vivere come fantasmi, uomini tra gli uomini eppure privati dei loro diritti elementari, primo fra tutti quello della dignità. Adesso, a sedici anni da quel boom planetario, la canzone torna in una nuova, contagiosa, originale versione terzomondista per il progetto umanitario "Playing For Change".
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Clandestino
è stata scelta infatti per lanciare il nuovo volume "Playing For Change 3: Songs Around The World" in uscita il 17 giugno, dove 185 musicisti di 31 differenti nazioni, rockstar acclamate e semplici suonatori di strada, reinterpretano insieme, in curiose versioni tendenti alle forme più meticce di world music, i classici della musica popolare. Clandestino diventa allora una sorta di jam session globale che attraversa idealmente il pianeta, dal Messico all'Ungheria passando per Cuba e Marocco. Nell'album risuonano anche La Bamba, dove i Los Lobos incrociano gli strumenti con Andres Calamaro, Words Of Wonder di Keith Richards - il brano era nel suo album solista Main Offender - che la propone con Titi Tsira e Roberto Luti della Playing for Charge Band e gli Aztec Indians, il capolavoro di Bob Marley Get Up Stand Up con Keith Richards ancora protagonista assieme a Keb' Mo', Mermans Mosengo (PFC Band), la giamaicana Sherieta Lewis e Natalie degli australiani Blue King Brown, Reggae Got Soul con Toots Hibbert dei Toots and the Maytals, Taj Mahal e Ernest Ranglin, Down By The Riverside (protagonista Grandpa Elliott, la leggenda di New Orleans, con Keb' Mo' e la Preservation Hall Jazz Band, A Better Place (PFC Band e Glen David Andrews), What's Going On, il classico di Marvin Gaye, nella versione di Sara Bareilles, Clarence Bekker e Titi Tsira della PFC Band e una spettacolare Guantanamera nella versione di Carlos Varela and Manuel Galban.
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L'iniziativa Playing For Change è nata grazie allo statunitense Mark Johnson, produttore discografico e ingegnere del suono, che ha viaggiato nei cinque continenti, servendosi di un'apparecchiatura mobile che funzionasse da studio di registrazione mobile per "catturare" le performance di musicisti che eseguivano una medesima canzone interpretandola ciascuno nel proprio stile. Il primo brano pubblicato per PFC fu una fiammeggiante versione di Stand By Me che assemblava 35 diverse versioni di altrettanti musicisti provenienti da 10 paesi. E questa particolare riedizione dello standard di Ben E. King, riversata in video, è stata vista oltre cento milioni di volte e ha dato la stura a nuovi progetti dell'organizzazione, cui è stato assegnato anche il premio "Tribeca Disruptive Innovation".
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Ispirare e mettere in collegamento tra di loro musicisti di tutte le etnie per portare un messaggio di pace nel mondo attraverso la musica: l'obiettivo che nel 2004 ha dato vita al progetto Playing For Change, il supergruppo formato da artisti di strada di varie etnie, e alla Playing For Change Foundation, l'organizzazione no profit che si è data la missione di edificare scuole di musica destinate all'infanzia nei luoghi più disparati del mondo, mette a segno con questo nuovo album un altro colpo significativo.
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L'inedita e particolare versione di Clandestino, peraltro, prelude al nuovo tour che Manu Chao porterà in Europa la prossima estate e che passerà anche in Italia con due concerti: il primo si terrà venerdì 27 giugno a Trieste nell'area di Borgo Grotta Gigante, il secondo il 5 agosto al Parco Gondar di Gallipoli. Vessillifero della cultura antagonista, dall'America Latina all'Oceania fino al Vecchio Continente, Manu porterà in Italia il suo ultimo progetto, "La Ventura", cui dà vita con una formazione ristretta insieme al suo bassista storico Jean Michel Gambeat, al chitarrista Madjid Fahem e al solido batterista David Bourguignon. Ed è l'ennesima volta Manu Chao torna da protagonista in Italia, che lo ha sempre accolto a braccia aperte: dallo storico concerto all'Arena Civica di Milano nel 1991 con i Mano Negra, al concertone di Genova del 2001 a sostegno della battaglia no global al G8, dall'esibizione in Piazza Duomo a Milano ai concerti all'interno del carcere di Volterra, fino ai tre concerti dell'anno scorso a Bologna, Napoli e Gallipoli, dove questa estate concederà il bis.