"No, non sono stanco di parlarne. È un onore che Kurt Cobain ci abbia citato come suoi modelli per una canzone così straordinaria". Joey Santiago, chitarrista dei Pixies, risponde con evidente orgoglio all'inevitabile domanda su Smells Like Teen Spirit, uno dei brani-cardine nella storia del rock, che Kurt Cobain così raccontò: "Stavo cercando di scrivere per i Nirvana la canzone pop definitiva. In realtà devo ammettere che stavo derubando i Pixies. Quando li ho sentiti per la prima volta mi sono immedesimato subito. Ho pensato che avrei voluto suonare con loro, o almeno essere in una cover band dei Pixies. Abbiamo usato il loro stesso tipo di dinamica sonora: prima morbidi e tranquilli, poi rumorosi e duri".
[[ge:rep-locali:repubblica:85124199]]
Ventitré anni dopo il primo commiato discografico, i Pixies ritornano in scena con un album, Indie Cindy, che già sta provocando pareri discordi, non solo per i cento formati in cui viene pubblicato (incluso doppio vinile deluxe), ma anche per i contenuti musicali, secondo alcuni ancora geniali, secondo altri bolsi e risaputi. Tanto questo subbuglio non dispiacerà al cantante e leader del gruppo Black Francis (vero nome Charles Thompson IV) e ai suoi compagni, da sempre abituati a non inseguire il consenso facile. D'altronde, se ritorniamo al 1986 e alla nascita del gruppo in pieno boom del cosiddetto "college rock", riscontriamo una sorta di dualismo fondamentale: mentre i R.E.M. rappresentavano i "buoni", con tanto di fascinoso cantante dai sani principi, i Pixies erano i loro cattivi compagni di corso, guidati da un tipetto sovrappeso con la voce da isterico e un nome d'arte da metallaro nerd. In realtà le cose stavano diversamente, come racconta ancora Santiago: "Una volta scesi dal palco oppure usciti dalla sala d'incisione, eravamo ragazzi assolutamente tranquilli. Nessuno però voleva crederci". Insomma, degli insospettabili al contrario.
Tra il 1987 e il 1992 i Pixies incidono un EP e quattro album, almeno due dei quali, Surfer Rosa e Doolittle, davvero imperdibili: la musica è scorticata, abrasiva, isterica, ma al tempo stesso anche obliquamente pop. Insolito è poi l'esotismo di alcuni brani cantati in spagnolo, mentre la chitarra di Santiago è geniale nel proporre progressioni in uno stile descrivibile come... surf con mare in tempesta. In parallelo i testi di Black Francis tendono al grottesco e al deformato, delineando un mondo perversamente perbene che fa pensare ai film di John Waters. All'atto dello scioglimento il gruppo può dire di aver lasciato un'influenza indelebile sulla musica ormai chiamata indie rock ma anche sul rock tout court, un'influenza che verrà riconosciuta un po' da tutti, incluso David Bowie. Se ai Pixies non viene attribuito lo status di grandi della musica contemporanea è solo perché il loro apogeo coincide con un periodo disilluso come la seconda metà degli anni 80. Peraltro, senza disillusione generazionale probabilmente non ci sarebbero stati i Pixies.
[[ge:rep-locali:repubblica:84885490]]
Se questa è già una storia interessante, piuttosto eccentrica è quella del "lungo ritorno" dei Pixies. Di norma le reunion dei gruppi rock funzionano così: qualche concerto di rodaggio e nel giro di pochi mesi l'ingresso in studio di registrazione per un nuovo album. Invece i Pixies, a partire dal 2004, suonano dal vivo per ben otto anni soltanto i vecchi pezzi senza mai proporre, né tantomeno registrare, alcunché di inedito. Più che un rodaggio, sembra un imbarazzante e quasi inspiegabile stallo creativo. È davvero co Santiago fornisce dapprima spiegazioni abbastanza diplomatiche: "Il motivo è semplice: suonando molto dal vivo non avevamo tempo di entrare in studio. Poi Charles [il chitarrista è uno dei pochi a chiamare Black Francis con il suo vero nome, nda] aveva bisogno di tempo per scrivere pezzi adatti al suono del gruppo".
Andando a scavare un pochino, sale alla ribalta la "dama nera" della storia, Kim Deal. Nel gruppo sin dalle origini, Kim aveva cominciato a oscurare, con il suo fascino da rockeuse, il ruolo di leader del non proprio sensuale Francis. Proprio queste tensioni avevano portato allo scioglimento del 1992. Ed ecco che la storia si ripete: "Non è mai stato facile andare d'accordo con Kim," spiega Joey Santiago, "ma io ci provavo. Anche durante la reunion ho sempre avuto con lei un qualche tipo di dialogo. Invece Charles a un certo punto non ce l'ha più fatta. Così Kim se ne è andata e siamo a riusciti a registrare senza troppi problemi". A partire da inizio 2013 arrivano EP1, EP2 ed EP3, con quattro pezzi ciascuno, e infine, pochi giorni orsono, il tanto atteso album Indie Cindy, che peraltro assembla i brani dei tre EP senza ulteriori aggiunte.
Se, inevitabilmente, mancano novità epocali e il suono e un po' più classico rispetto al passato, il risultato complessivo è piacevole e dice che il gruppo (oggi con la nuova bassista Paz Lenchantin, che, guarda caso, pare una versione più esile di Kim Deal) ha ancora voglia di esserci. Il commento di Joey Santiago è quasi commovente: "Per me fare il musicista è sempre il lavoro migliore che ci sia al mondo. Guadagni i soldi per pagarti la pizza e l'albergo e alla fine del tour resti con poco e niente in tasca, ma non importa". Bello è anche sentirgli dire che il rock non è morto: "È ancora uno stile di vita: i ragazzi vanno a Coachella o Glastonbury senza neppure sapere chi suonerà, ma soltanto perché vogliono esserci. La passione non è morta". E i Pixies fanno di tutto per mantenere viva questa passione, attraverso i loro tour infiniti che questa estate fanno scalo anche in Italia: l'appuntamento è per il 2 giugno a Bologna, sul palco del festival Rock in Idro.
[[ge:rep-locali:repubblica:85124199]]
Ventitré anni dopo il primo commiato discografico, i Pixies ritornano in scena con un album, Indie Cindy, che già sta provocando pareri discordi, non solo per i cento formati in cui viene pubblicato (incluso doppio vinile deluxe), ma anche per i contenuti musicali, secondo alcuni ancora geniali, secondo altri bolsi e risaputi. Tanto questo subbuglio non dispiacerà al cantante e leader del gruppo Black Francis (vero nome Charles Thompson IV) e ai suoi compagni, da sempre abituati a non inseguire il consenso facile. D'altronde, se ritorniamo al 1986 e alla nascita del gruppo in pieno boom del cosiddetto "college rock", riscontriamo una sorta di dualismo fondamentale: mentre i R.E.M. rappresentavano i "buoni", con tanto di fascinoso cantante dai sani principi, i Pixies erano i loro cattivi compagni di corso, guidati da un tipetto sovrappeso con la voce da isterico e un nome d'arte da metallaro nerd. In realtà le cose stavano diversamente, come racconta ancora Santiago: "Una volta scesi dal palco oppure usciti dalla sala d'incisione, eravamo ragazzi assolutamente tranquilli. Nessuno però voleva crederci". Insomma, degli insospettabili al contrario.
Tra il 1987 e il 1992 i Pixies incidono un EP e quattro album, almeno due dei quali, Surfer Rosa e Doolittle, davvero imperdibili: la musica è scorticata, abrasiva, isterica, ma al tempo stesso anche obliquamente pop. Insolito è poi l'esotismo di alcuni brani cantati in spagnolo, mentre la chitarra di Santiago è geniale nel proporre progressioni in uno stile descrivibile come... surf con mare in tempesta. In parallelo i testi di Black Francis tendono al grottesco e al deformato, delineando un mondo perversamente perbene che fa pensare ai film di John Waters. All'atto dello scioglimento il gruppo può dire di aver lasciato un'influenza indelebile sulla musica ormai chiamata indie rock ma anche sul rock tout court, un'influenza che verrà riconosciuta un po' da tutti, incluso David Bowie. Se ai Pixies non viene attribuito lo status di grandi della musica contemporanea è solo perché il loro apogeo coincide con un periodo disilluso come la seconda metà degli anni 80. Peraltro, senza disillusione generazionale probabilmente non ci sarebbero stati i Pixies.
[[ge:rep-locali:repubblica:84885490]]
Se questa è già una storia interessante, piuttosto eccentrica è quella del "lungo ritorno" dei Pixies. Di norma le reunion dei gruppi rock funzionano così: qualche concerto di rodaggio e nel giro di pochi mesi l'ingresso in studio di registrazione per un nuovo album. Invece i Pixies, a partire dal 2004, suonano dal vivo per ben otto anni soltanto i vecchi pezzi senza mai proporre, né tantomeno registrare, alcunché di inedito. Più che un rodaggio, sembra un imbarazzante e quasi inspiegabile stallo creativo. È davvero co Santiago fornisce dapprima spiegazioni abbastanza diplomatiche: "Il motivo è semplice: suonando molto dal vivo non avevamo tempo di entrare in studio. Poi Charles [il chitarrista è uno dei pochi a chiamare Black Francis con il suo vero nome, nda] aveva bisogno di tempo per scrivere pezzi adatti al suono del gruppo".
Andando a scavare un pochino, sale alla ribalta la "dama nera" della storia, Kim Deal. Nel gruppo sin dalle origini, Kim aveva cominciato a oscurare, con il suo fascino da rockeuse, il ruolo di leader del non proprio sensuale Francis. Proprio queste tensioni avevano portato allo scioglimento del 1992. Ed ecco che la storia si ripete: "Non è mai stato facile andare d'accordo con Kim," spiega Joey Santiago, "ma io ci provavo. Anche durante la reunion ho sempre avuto con lei un qualche tipo di dialogo. Invece Charles a un certo punto non ce l'ha più fatta. Così Kim se ne è andata e siamo a riusciti a registrare senza troppi problemi". A partire da inizio 2013 arrivano EP1, EP2 ed EP3, con quattro pezzi ciascuno, e infine, pochi giorni orsono, il tanto atteso album Indie Cindy, che peraltro assembla i brani dei tre EP senza ulteriori aggiunte.
Se, inevitabilmente, mancano novità epocali e il suono e un po' più classico rispetto al passato, il risultato complessivo è piacevole e dice che il gruppo (oggi con la nuova bassista Paz Lenchantin, che, guarda caso, pare una versione più esile di Kim Deal) ha ancora voglia di esserci. Il commento di Joey Santiago è quasi commovente: "Per me fare il musicista è sempre il lavoro migliore che ci sia al mondo. Guadagni i soldi per pagarti la pizza e l'albergo e alla fine del tour resti con poco e niente in tasca, ma non importa". Bello è anche sentirgli dire che il rock non è morto: "È ancora uno stile di vita: i ragazzi vanno a Coachella o Glastonbury senza neppure sapere chi suonerà, ma soltanto perché vogliono esserci. La passione non è morta". E i Pixies fanno di tutto per mantenere viva questa passione, attraverso i loro tour infiniti che questa estate fanno scalo anche in Italia: l'appuntamento è per il 2 giugno a Bologna, sul palco del festival Rock in Idro.