UN concerto a Napoli, a Piazza Plebiscito, non è un concerto qualsiasi. Mika lo sa benissimo: "Napoli è fantastica, ma per me non sarà strano fare un concerto del genere. Io sono libanese, so bene cosa vuol dire il rapporto con il pubblico in un posto così importante per la vita quotidiana della gente. Quando ho suonato a Martyr Square a Beriut è stata una serata speciale, perché quella era la piazza che tutta la città frequentava, una piazza vissuta, ricca di vita. Non vedo l'ora, è una città meravigliosa". Mika sta arrivando a Napoli per uno show, nella lunga giornata organizzata in Piazza Plebiscito per i 50 anni della Nutella, domenica18 maggio. "È una città che amo molto, una città ricca di arte e di cultura, ricca di vita e di passione, di calore e di comunicativa. Ma vengo con grande rispetto", tiene a sottolineare dopo le molte polemiche che hanno segnato la concessione della piazza per la manifestazione, "sento la responsabilità e l'orgoglio di avere un'occasione straordinaria per suonare nel salotto buono della città. Mi piace l'idea di portare le mie canzoni in uno spazio così bello, nel cuore di una città così bella.
Il programma della giornata napoletana è molto ricco: alle 16 ci saranno gli Almamegretta, alle 17 sarà la volta della bravissima Simona Molinari, alle 18 arriverà il clamoroso jazz rock di James Senese & Napoli Centrale, seguito alle 19.15 da Arisa, fresca vincitrice del Festival di Sanremo, alle 20.15 si ballerà sui ritmo ska, reggae e soul di Giuliano Palma, e poi alle 21.30 sarà la volta di Mika. "Il mio non sarà un set completo - tiene a sottolineare - sarò in scena poco più di un'ora. Ma sarà un modo per concentrare il meglio in un tempo breve, magari anche con lo spazio per qualche sprazzo di novità".
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Mika è a Parigi, infatti, ed è al lavoro sul suo nuovo album, un altro passo avanti nella sua fortunata carriera, un altro tentativo di mettere insieme, come ha fatto nei suoi lavori precedenti, pop, divertimento, qualità e arte. Dopo i successi degli ultimi anni lavorare a un nuovo album è anche un modo di fare un bilancio? "In parte certamente sì, si riparte da dove si è arrivati, bisogna sapere quanta strada si è percorsa e come. Però non sto lavorando con una particolare pressione, mi prendo il tempo necessario, lavoro sei settimane in studio, poi torno a scrivere, poi mi concentro di nuovo sulle registrazioni. Quello che mi interessa davvero è la musica, non il successo, quindi voglio essere soddisfatto del lavoro che faccio, voglio che rifletta quello che io sono oggi, senza finzioni o artifici".
Di sicuro per un artista come Mika suonare dal vivo, stabilire un contatto diretto con il pubblico, comunicare anche fisicamente la propria arte è più importante che realizzare album. "In parte è vero - dice - perché l'emozione degli show è incomparabile, hai l'occasione di mettere in scena tutto quello che sei, di interpretare le canzoni con il massimo dell'energia e della passione. Ma anche il lavoro in studio, e soprattutto la scrittura delle canzoni è importante. Se così non fosse, sarei soltanto un interprete".
Il programma della giornata napoletana è molto ricco: alle 16 ci saranno gli Almamegretta, alle 17 sarà la volta della bravissima Simona Molinari, alle 18 arriverà il clamoroso jazz rock di James Senese & Napoli Centrale, seguito alle 19.15 da Arisa, fresca vincitrice del Festival di Sanremo, alle 20.15 si ballerà sui ritmo ska, reggae e soul di Giuliano Palma, e poi alle 21.30 sarà la volta di Mika. "Il mio non sarà un set completo - tiene a sottolineare - sarò in scena poco più di un'ora. Ma sarà un modo per concentrare il meglio in un tempo breve, magari anche con lo spazio per qualche sprazzo di novità".
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Mika è a Parigi, infatti, ed è al lavoro sul suo nuovo album, un altro passo avanti nella sua fortunata carriera, un altro tentativo di mettere insieme, come ha fatto nei suoi lavori precedenti, pop, divertimento, qualità e arte. Dopo i successi degli ultimi anni lavorare a un nuovo album è anche un modo di fare un bilancio? "In parte certamente sì, si riparte da dove si è arrivati, bisogna sapere quanta strada si è percorsa e come. Però non sto lavorando con una particolare pressione, mi prendo il tempo necessario, lavoro sei settimane in studio, poi torno a scrivere, poi mi concentro di nuovo sulle registrazioni. Quello che mi interessa davvero è la musica, non il successo, quindi voglio essere soddisfatto del lavoro che faccio, voglio che rifletta quello che io sono oggi, senza finzioni o artifici".
Di sicuro per un artista come Mika suonare dal vivo, stabilire un contatto diretto con il pubblico, comunicare anche fisicamente la propria arte è più importante che realizzare album. "In parte è vero - dice - perché l'emozione degli show è incomparabile, hai l'occasione di mettere in scena tutto quello che sei, di interpretare le canzoni con il massimo dell'energia e della passione. Ma anche il lavoro in studio, e soprattutto la scrittura delle canzoni è importante. Se così non fosse, sarei soltanto un interprete".