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MUSICA

Alice Cooper: "Sul palco divento Hannibal Lecter. Ma di fondo sono buono"

Il padrino del rock grandguignolesco, pupillo di Frank Zappa e Salvador Dalì, si racconta in "Super Duper Alice Cooper", un docufilm disponibile ora anche in blu-ray e dvd. "Non ho mai avuto dubbi su chi fosse Dio o il diavolo... Ho creato Alice per fare tutte le cose sbagliate"

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"Due nature sono in guerra in ognuno di noi: il bene e il male. E la lotta tra queste due entità dura tutta la vita". Dr. Jekyll and Mr. Hide, film muto in bianco e nero del 1920 di John Robertson, è il motivo conduttore di Super Duper Alice Cooper, il film - adesso anche in blu-ray e dvd, arricchito di contenuti extra - che racconta le mirabolanti imprese del rocker americano. "Era quello il personaggio letterario e cinematografico che più esprimeva la mia personalità ambivalente", ci conferma Alice Cooper al telefono da Phoenix (Arizona). "Sul palco sono Mr. Hide. Nella vita normale e privata torno a essere il Dottor Jekyll. In fondo, mi sento un po' come Anthony Hopkins nei panni di Hannibal Lecter".

Diretto e prodotto dalla Banger Film, la casa dei creatori di Iron Maiden: Flight 666, il doc-opera (così lo definiscono gli autori), prima di approdare nei cinema ha avuto una ghiotta anteprima ad aprile scorso al Tribeca Film Festival di New York e successivamente al Grammy Museum di Los Angeles. Nel dvd, insieme al film, gli extra sono numerosi (tra live, foto, interviste e testimonianze preziose) per una durata complessiva di 130 minuti. "Quando realizzi un documentario non puoi fare altro che rivisitare la tua intera vita e la tua carriera. Con gli autori ci siamo posti subito un obiettivo: essere completamente onesti nel racconto. Ecco perché ci sono anche momenti scomodi: la rottura con la band e i miei seri problemi con alcol e cocaina".
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Alice Cooper - all'anagrafe Vincent Damon Furnier - ha sempre avuto nel suo dna artistico l'attitudine per l'eccesso e il costante oltraggio verso il comune senso del pudore. Sin dagli esordi nel 1967, quando decise di assumere il suo nome d'arte, Alice Cooper, in onore di una strega bruciata al rogo nel XVII secolo, ma anche per farsi beffa del papà e del nonno, predicatori e severi insegnanti di educazione religiosa. "Stavo sempre in chiesa, non ne potevo più". In poco tempo si guadagna l'appellativo di "Godfather of Shock Rock", padrino dello shock rock, tra galline maltrattate, giochi pericolosi con veri pitoni, manichini decapitati, ghigliottine e sedie elettriche. È stato il primo musicista a portare l'horror nel rock. "Nel mio cuore ho sempre saputo cosa fosse giusto. Non ho mai avuto dubbi su chi fosse Dio o il diavolo. A causa loro ho avuto una bussola morale. Ho creato Alice per fare tutte le cose sbagliate".

Dal 1969 al 1970 con la sua band omonima dà alle stampe Pretties for You (definito da Lester Bangs: "un tragico spreco di plastica") e Easy Action, entrambi prodotti grazie all'interessamento di Frank Zappa e della sua etichetta, Straight. "Ho conosciuto due grandi artisti: Frank Zappa e Salvator Dalì. Nessuno è mai stato come Zappa. Era quell'artista che tutti, da Eric Clapton ai Beatles, veneravano come 'il maestro'. Dalì è stato per me il più grande pittore di tutti i tempi, ma era pure un pazzo scatenato. Questi due artisti sono stati congeniali alla definizione del personaggio di Alice Cooper, unico e surreale".
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Nel blu-ray (o dvd) che si caratterizza per particolari tecniche di composizione fotografica e didascalie suggestive c'è spazio anche per importanti testimonianze: rockstar, produttori e musicisti che parlano  rigidamente fuori campo (Shep Gordon, Iggy Pop, John Lydon, Bernie Taupin) perché, sostiene Cooper: "Non volevamo essere uguali a tutti gli altri. Siamo invasi da filmati musicali con testimoni che sono visibili, vengono intervistati mentre sono seduti da qualche parte. Invece, noi abbiamo pensato a una soluzione stilizzata. Non vediamo la star in carne e ossa, ma una sua riproduzione cartonata. È stata una soluzione divertente".

Tra gli altri, Elton John afferma: "Per me era il concerto rock'n'roll perfetto, Alice era un vero trascinatore". E sulla leggenda metropolitana che vuole il brano All The Girls Love Alice (tratto dal capolavoro Goodbye Yellow Brick Road), dedicato dall'eccentrico pianista proprio a Cooper, John rivela: "Fino a oggi non so ancora dire se sia vero o meno. Bernie Taupin, l'autore delle liriche, era mio amico e in quel momento storico, siamo nel 1973, ero al top della mia carriera con tutte quelle ragazze che urlavano ai miei concerti o che mi bramavano nei camerini di tutto il mondo. Quindi penso, quantomeno, che quella canzone fu scritta nel momento giusto".
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Dopo milioni di copie vendute, dischi storici come Love It To Death, Killer e School's Out, e l'ingresso nel 2011 nella Rock and Roll of Fame, l'artista americano adesso si sente più saggio. "A vent'anni il mondo è ai tuoi piedi, i tuoi dischi sono al numero uno delle classifiche, tutti parlano di te: è tutto incredibile, ma è anche molto facile perdere la reale percezione di cosa è importante e cosa invece no. Sono completamente sobrio da almeno tre anni e sento le cose in modo totalmente diverso. Non voglio perdere il personaggio Alice Cooper, ma non voglio neanche vivere più quella vita che mi stava uccidendo. Come è accaduto con Jim Morrison o Keith Moon e tanti altri. Loro si sono bruciati, ma io non voglio farlo. Ho cambiato il mio stile di vita, ma non il personaggio. Ho voglia di scrivere ancora altri 20 dischi, fare altrettanti tour. E infatti a partire dal 30 maggio faremo 8/10 date in Europa e poi torniamo negli States dove sono in programma 72 date con i Mötley Crue. Amo l'Italia e non vedo l'ora di venire a suonare anche da voi".

Una ripartenza esistenziale per l'istrionico cantante che prevede anche un nuovo disco. "Dopo almeno una trentina di album in studio con mie canzoni ho deciso di realizzare un lavoro con brani di quegli amici artisti che ho perso perché uccisi dalla droga e dall'alcol (Jim Morrison, Jimi Hendrix, Keith Moon, Harry Nilsson). Questo è il tema principale che oggi affronto: morire prematuramente e stupidamente per gli eccessi. L'album è già pronto è sarà pubblicato il prossimo autunno".

Quando gli chiediamo chi è realmente Alice Cooper oggi, risponde: "Non ho mai perso il mio amore per l'hard rock. Penso di non aver ancora scritto la mia più bella canzone. Non credo di aver fatto ancora il mio più grande concerto. Non guardo al passato e penso: cosa posso fare di più rispetto a dischi come School's Out? Invece, devo fare qualcosa di nuovo e differente, ma nello stesso tempo deve essere puro hard rock. Non ho mai perso questo spirito. Non farò mai folk music né unplugged né love song, quello che continuerò a suonare è solo hard rock e tutto sarà sempre molto teatrale". La vita di Alice Cooper ricomincia a 66 anni.