Club Dogo: "Non abbiamo mai pensato
di scioglierci, neanche lontanamente"
Luigi Bolognini, <em class="author">LUIGI BOLOGNINI</em>
"I nostri slanci da solisti hanno la stessa utilità di mettere le corna alla fidanzata: ravvivare il rapporto...". E ora Don Joe, Gué Pequeno e Jake La Furia lanciano il singolo "Weekend". "I gusti pop e melodici degli italiani resteranno sempre. Però i ragazzi ascoltano sempre di più questa musica, specie la nostra..."
MILANO - Il periodo in cui i cantanti non producono dischi viene detto in gergo "di silenzio". I due anni passati dall'ultimo lavoro dei Club Dogo (Noi siamo il club) tutto possono essere definiti tranne che così. Don Joe, Gué Pequeno e Jake la Furia hanno anzi fatto a gara a chi ne inventava di più, da soli e in compagnia. Gué ha pubblicato Bravo ragazzo, finito in vetta alla hit parade, e si è dedicato alla sua etichetta, Tanta roba. Jake ha scandalizzato con Inno nazionale, contenuto nell'album Musica commerciale. Don Joe tra l'altro ha prodotto Hanno ucciso l'uomo ragno 2012 di Max Pezzali. Tanto che qualcuno aveva pensato a uno scioglimento non ufficiale ma di fatto del trio hip hop. "Ma figuriamoci, mai pensato neppure lontanamente", dicono i tre presentando Weekend, il loro nuovo singolo, che esce domani e che anticiperanno stasera al concertone di Radio Italia in piazza Duomo a Milano. "Continuiamo a divertirci facend…
MILANO - Il periodo in cui i cantanti non producono dischi viene detto in gergo "di silenzio". I due anni passati dall'ultimo lavoro dei Club Dogo (Noi siamo il club) tutto possono essere definiti tranne che così. Don Joe, Gué Pequeno e Jake la Furia hanno anzi fatto a gara a chi ne inventava di più, da soli e in compagnia. Gué ha pubblicato Bravo ragazzo, finito in vetta alla hit parade, e si è dedicato alla sua etichetta, Tanta roba. Jake ha scandalizzato con Inno nazionale, contenuto nell'album Musica commerciale. Don Joe tra l'altro ha prodotto Hanno ucciso l'uomo ragno 2012 di Max Pezzali. Tanto che qualcuno aveva pensato a uno scioglimento non ufficiale ma di fatto del trio hip hop. "Ma figuriamoci, mai pensato neppure lontanamente", dicono i tre presentando Weekend, il loro nuovo singolo, che esce domani e che anticiperanno stasera al concertone di Radio Italia in piazza Duomo a Milano. "Continuiamo a divertirci facendo musica insieme, dovevamo solo trovare il tempo. E i nostri slanci solisti hanno la stessa utilità di mettere le corna alla fidanzata: ravvivi il rapporto".
Paragone che forse aiuta anche a inquadrare Weekend, il cui video è stato girato in una villa con piscina di Los Angeles dove hanno vissuto per tre settimane, "avevamo anche uno studio dentro per registrare", e mostra i tre intenti a sollazzarsela con ragazze seminude e per la metropoli notturna. I soliti versi provocatori, ma loro direbbero semplicemente realisti, "la mia vita è su un palco, tra i fiumi dell'alcol, zio vorrei farmi la famiglia di un altro".
L'album intero uscirà a settembre, "non abbiamo ancora un titolo, ma le canzoni sì, in un posto come quello il processo creativo è stato immediato: sveglia, palestra e sotto con la creazione, sono usciti i pezzi più potenti della nostra carriera, con una forte influenza West Coast". Non a caso Weekend è stato prodotto da Don Joe e mixato da Demo Castellon, tecnico del suono tra gli altri di Jay Z e Madonna. E anche questo ne spiega la potenza, "lo abbiamo immaginato da ascoltare in auto, finestrini chiusi e volume a palla per spaccare cuore e orecchie, però con anche il sax, alla Fausto Papetti", del quale - si immagina - ammiravano anzitutto le copertine dei dischi. Ma la sorpresa maggiore è una citazione di Un cuore con le ali di Eros Ramazzotti nel ritornello ("autorizzata"), per dare un certo appeal pop. Anche se i Club Dogo preferiscono far notare come sia il brano che l'album siano "estremamente black, noi non siamo di quelli che sbattono il pop nel rap per ingraziarsi il pubblico. Tra l'altro ormai è il pop che si inchina al rap, non viceversa". Così vero che stasera i Doghi sono ospiti al concerto di Radio Italia, tradizionale kermesse del pop rock, "e l'idea di presentare la canzone nella piazza principale della nostra città ci piace".
Certo che di rap ce n'è in giro tantissimo ormai. Troppo? "No, è semplicemente diventato un genere musicale come gli altri. I problemi sono altri: in posti come Germania, Francia e America c'è un ricambio, qui le major ci provano facendo firmare contratti a chiunque, con esiti drammatici, e danno ancora un sacco di soldi ai dinosauri della musica invece che a noi. E poi siamo in italia, i gusti pop e melodici degli italiani resteranno sempre. Però i ragazzi ascoltano sempre di più questa musica. Specie la nostra". La modestia non è mai stata una caratteristica di casa Dogo.
Paragone che forse aiuta anche a inquadrare Weekend, il cui video è stato girato in una villa con piscina di Los Angeles dove hanno vissuto per tre settimane, "avevamo anche uno studio dentro per registrare", e mostra i tre intenti a sollazzarsela con ragazze seminude e per la metropoli notturna. I soliti versi provocatori, ma loro direbbero semplicemente realisti, "la mia vita è su un palco, tra i fiumi dell'alcol, zio vorrei farmi la famiglia di un altro".
L'album intero uscirà a settembre, "non abbiamo ancora un titolo, ma le canzoni sì, in un posto come quello il processo creativo è stato immediato: sveglia, palestra e sotto con la creazione, sono usciti i pezzi più potenti della nostra carriera, con una forte influenza West Coast". Non a caso Weekend è stato prodotto da Don Joe e mixato da Demo Castellon, tecnico del suono tra gli altri di Jay Z e Madonna. E anche questo ne spiega la potenza, "lo abbiamo immaginato da ascoltare in auto, finestrini chiusi e volume a palla per spaccare cuore e orecchie, però con anche il sax, alla Fausto Papetti", del quale - si immagina - ammiravano anzitutto le copertine dei dischi. Ma la sorpresa maggiore è una citazione di Un cuore con le ali di Eros Ramazzotti nel ritornello ("autorizzata"), per dare un certo appeal pop. Anche se i Club Dogo preferiscono far notare come sia il brano che l'album siano "estremamente black, noi non siamo di quelli che sbattono il pop nel rap per ingraziarsi il pubblico. Tra l'altro ormai è il pop che si inchina al rap, non viceversa". Così vero che stasera i Doghi sono ospiti al concerto di Radio Italia, tradizionale kermesse del pop rock, "e l'idea di presentare la canzone nella piazza principale della nostra città ci piace".
Certo che di rap ce n'è in giro tantissimo ormai. Troppo? "No, è semplicemente diventato un genere musicale come gli altri. I problemi sono altri: in posti come Germania, Francia e America c'è un ricambio, qui le major ci provano facendo firmare contratti a chiunque, con esiti drammatici, e danno ancora un sacco di soldi ai dinosauri della musica invece che a noi. E poi siamo in italia, i gusti pop e melodici degli italiani resteranno sempre. Però i ragazzi ascoltano sempre di più questa musica. Specie la nostra". La modestia non è mai stata una caratteristica di casa Dogo.