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Entics, cambio e canto: "Detesto la spocchia dei rapper e inneggio al twerk"

Nel suo nuovo disco "Entics television vol 3" il cantante scende dal carro del vincitore  - cioé l'hip hop in tutte le sue declinazioni - e insegue un percorso artistico differente: "Reggae 2.0, se posso definirlo così". Tra le canzoni, "Legalizziamola" e "Muoviti!": "Insomma sì, ho dedicato un pezzo al culo"
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MILANO - Hop, dall'hip hop passiamo al pop. Ma anche a ritmi in levare, reggae, rocksteady. Cristiano Zuncheddu, noto come Entics, nel nuovo disco, Entics television vol 3, ha un coraggio da leone per un paese come l'Italia: è sul carro del vincitore ma chiede di accostare per poterne scendere. "Non chiamatemi più rapper, per favore". Il tutto mentre il rap è diventato moda, per cui chiunque vuole fare rap, solo i rapper hanno successo, quella è la musica nuova, l'altra è la vecchia, il futuro contro il passato, e altre cose belle. Entics abbandona tutto questo, anche se non completamente, e cerca un percorso artistico nuovo. "Reggae 2.0 se posso definirlo così".

Motivi dell'allontanamento? Diversi. "Ormai noto in tanti rapper una spocchia che io non ho, un modo di parlare e di camminare che non è il mio. E poi avevo perso genuinità nei lavori precedenti, Soundboy e Carpe diem, non c'era più la vogl…
MILANO - Hop, dall'hip hop passiamo al pop. Ma anche a ritmi in levare, reggae, rocksteady. Cristiano Zuncheddu, noto come Entics, nel nuovo disco, Entics television vol 3, ha un coraggio da leone per un paese come l'Italia: è sul carro del vincitore ma chiede di accostare per poterne scendere. "Non chiamatemi più rapper, per favore". Il tutto mentre il rap è diventato moda, per cui chiunque vuole fare rap, solo i rapper hanno successo, quella è la musica nuova, l'altra è la vecchia, il futuro contro il passato, e altre cose belle. Entics abbandona tutto questo, anche se non completamente, e cerca un percorso artistico nuovo. "Reggae 2.0 se posso definirlo così".

Motivi dell'allontanamento? Diversi. "Ormai noto in tanti rapper una spocchia che io non ho, un modo di parlare e di camminare che non è il mio. E poi avevo perso genuinità nei lavori precedenti, Soundboy e Carpe diem, non c'era più la voglia di far ballare, forse perché erano usciti d'inverno. E io avevo iniziato con altre sonorità, più vicine al reggae, nei miei primi lavori, Entics television e Entics television vol. 2, che mi ero autoprodotto. Per questo ho scelto di titolare il nuovo disco in continuità con quelli. Ma senza rinnegare quello che ho fatto dopo". Anche perché il ventinovenne musicista milanese sa benissimo che il vero successo gli è arrivato dal mondo dell'hip hop, dove si è presto imposto tra lavori propri e collaborazioni per le sue doti vocali: "Ma forse proprio questa mia qualità ha fatto sì che venissi frainteso. L'hip hop è la mia cultura, e non penso solo alla musica, ma anche ai tatuaggi e al writing, e continuerò a suonare in questi contesti se mi vorranno, ma sono pure altro. Io poi non rappo, ma canto. Per questo ho mollato l'etichetta Tempi duri di Fabri Fibra, scegliendo volutamente una strada più mia anche se più tortuosa, perché il momento d'oro del rap mi sembra tuttora una realtà". Un addio reso anche con una canzone, Patti chiari, duettata con Vacca, rapper che con Fabri Fibra ha avuto litigi pubblici, "ma io non prendo parte, sono amico di tutti". Appunto, un po' di rap resta, e l'altro po' è Sulla pelle assieme a Jake La Furia dei Club Dogo. "Ma il resto è tutto mio, produzione musicale compresa, e i miei modelli sono i giamaicani che vanno a fare musica a Miami, come Damian Marley e Sean Paul".

Giamaica chiama marijuana. Sarà un luogo comune, ma ecco qui Legalizziamola, dedicata proprio a quello: "La penso così da sempre, ma una volta avevo paura a dirlo, adesso molti non la chiamano più droga, ma erba medica, anche mia madre. Sarebbe un bene legalizzarla: anche economicamente e pure gastronomicamente, perché chi va nei coffe shop di Amsterdam poi mangia da schifo". Un'ironia che Entics ha sempre avuto, e che conferma anche in Muoviti!, dedicato nientemeno che al twerk, la danza col tremolio di natiche resa celebre da Miley Cyrus: "Una cosa che in Giamaica esiste già da tempo col nome di daggering, ma solo ora è famosa. Certo, Miley non avrebbe il fisico per farla, ma ormai le sex symbol non sono più magre come una volta, e a me un po' pacchiotte piacciono. Insomma sì, ho dedicato un pezzo al culo".